La Terra e i suoi abitanti

Cari viaggiatori,
oggi è la Giornata mondiale della Terra. Un’occasione per pensare al futuro di questo bistrattato pianeta e al pensiero del vecchio capo pellerossa che ci ammonisce: “La Terra non appartiene all’Uomo ma é l’Uomo che appartiene alla Terra”.
Nei giorni dell’epidemia abbiamo visto foto e filmati di caprioli, cinghiali, lepri e fagiani passeggiare in tranquillità nelle vie di paesi e città e hanno destato lo stupore di tanti. E giù commenti del tipo “la natura si è riconquistata i suoi spazi”. A che prezzo? Ritorna il vecchio dilemma: come si può conciliare la tutela della salute con il lavoro? Un anno fa passai dal quartiere Tamburi, a Taranto, dove è ubicato lo stabilimento ex Ilva. Ci sono tanti alberi. Hanno le foglie rosse in ogni stagione. Il giorno dopo andai in Piemonte, da Torino a Saliceto, un paese in provincia di Cuneo.
Ci si arriva in auto attraverso boschi e boschi. Arrivato a Saliceto non vedo persone in giro e molte finestre sono sbarrate. Tutto chiuso o quasi. Mi feci questa domanda: di che cosa “campano” gli abitanti di Saliceto che vivono in mezzo agli alberi che hanno le foglie verdi?
E mi sono tornati in mente gli abitanti del quartiere Tamburi che per “campare” vivono tra gli alberi con le foglie rosse.
Buon viaggio

19 commenti a “La Terra e i suoi abitanti

  1. Giovanni Quattrone

    Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.
    (Andy Warhol)

    • Gaetano Rosato

      Venerabilissimo Gran Maestro, grazie per aver ricordato ai “viaggiatori” che oggi, per il 50esimo anno, si celebra la Giornata della Terra.
      Credo che il pensiero del vecchio capo pellerossa identifichi con esattezza la causa dei mali di cui oggi soffre il pianeta: l’uomo e i suoi comportamenti.
      Da anni ormai viviamo in una società in cui i valori fondanti sono: il denaro e il successo, da raggiungere ad ogni costo e nel più breve tempo possibile. I risultati finanziari è l’unico obiettivo di ogni realtà aziendale. Il mantra è generare profitti.
      Questa tragedia che è il corona-virus forse ci sta restituendo una dimensione diversa. Forse ci sta facendo capire quali sono le cose di cui abbiamo veramente bisogno. Da qui, l’auspicio che la politica, l’economia, la finanza, l’impresa sappiano cogliere il messaggio. Così come, il medesimo messaggio dovrà essere fatto proprio da ogni singola persona. Solo così sarà possibile vivere in una società migliore, umana e rispettosa della Terra. Una società in cui la contrapposizione non dovrà essere fra salvaguardia della natura, dell’ambiente, della salute e lavoro, sviluppo, progresso ed economia. È l’uomo che può e deve saper agire e comportarsi in modo virtuoso e intelligente, coniugando lo sviluppo, inevitabile è necessario, con la tutela della natura, altrettanto inevitabile, necessaria e possibile. Oggi, le tecnologie e le conoscenze disponibili consentono di produrre sviluppo e progresso senza che si paghi nulla in termini di sicurezza della salute e di tutela dell‘ecosistema. Deve solo cambiare l’atteggiamento dell’uomo, il quale deve convincersi che lui “appartiene alla Terra”.
      Il viaggio continua.
      Grazie ancora Venerabilissimo Gran Maestro.

  2. Alessandro Tatini

    Caro Stefano ill.mo e Ven.mo Gran Maestro. Innanzi tutto grazie per l’augurio di Buon viaggio perché oggi non so, con questo clima di panico per il famigerato virus, quando potrà iniziare il mio ultimo. Ma non ho paura, intanto mi godo abitando in campagna questa piccola rivincita della flora e della fauna e tu sai quanto le amo, poi spero di poterci riabbracciare tutti al più presto.

  3. Massimo Bianchi

    Stamani ne ha parlato il Papa ,ora il nostro GM.La politica si occupa d’altro,lasciando da parte la Storia e occupandosi di cronaca.
    Da tempo e da più parti si sono rivolti appelli a cambiare,iniziando dai comportamenti individuali. Una minoranza nel mondo consuma troppo e spesso in maniera arrogante continua come se le risorse fossero inesauribili.
    Nel pianeta vi sono miliardi di persone che vivono una esistenza che passa tra fame ,violenza e attese di vita brevi.
    Ma ormai siamo disabituati a commuoverci.
    Un triplice saluto al nostro GM.

  4. Raffaele Macarone Palmieri

    Caro Stefano, ti ringrazio per i continui stimoli con argomenti sempre originali che porti alla nostra attenzione…questa volta Setting Bull, a oltre 100 anni dalle sue parole, ci pone davanti agli occhi l”inquinamento dell’acqua e dell’aria della Terra, la ‘rarefazione’ delle materie prime, la riduzione delle sue risorse ed il suo degrado. Secondo l’OMS oltre 500 000 persone muoiono ogni anno per i danni causati dagli effetti inquinanti dei veicoli a motore, 1/3 delle specie viventi sono a rischio di estinzione…la Terra non è un supermarket dove il riapprovvigionamento viene fatto ogni sera e non potrà fornire risorse all’infinito come gia’ si prospetta, drammatico, quello dell’acqua potabile. Ci domandiamo spesso come lasceremo il mondo ai nostri nipoti, ma cosa facciamo in realtà per migliorare tale situazione? Ben poco, penso.
    Ma a parte queste importanti considerazioni ecologiche ve ne sono altre etiche di eguale o forse maggiore importanza che riguardano la concepita ‘proprietà’ della Terra e delle sue risorse esclusivamente da parte di alcuni gruppi di uomini i quali tendono ad impedere a molti altri di vivere decentemente e dignitosamente. Ritengo che noi LM dovremmo concordare sul fatto che sia doveroso non soltanto condividere le risorse ma anche che ciascuno debba poter vivere dove vuole, rispettando le regole di vita di coloro che già vi abitano. Questo vuol dire vivere in fraternità e cooperare alla sopravvivenza ed al bene di tutti.
    L”uomo è soltanto di passaggio sulla Terra e spesso lo dimentica: le montagne e le acque le abbiamo trovate alla nostra nascita e le lasceremo…non abbiamo nessun diritto di priorità sullo spazio in cui viviamo. Il nostro spirito non ha alcun diritto,né tantomeno lo ricerca, di priorità sul territorio in cui vive. Dalle origini l’uomo ha sempre dimostrato una volontà di libertà di movimento che lo ha portato a colonizzare tutto il mondo e tale pratica migratoria gli viene proprio dal suo mondo ancestrale animale. Noi LM dovremmo pensare che impedire ad altri uomini, fintantoche’ vi siano risorse disponibili, di migliorare la propria esistenza non sia naturale e non umano, sempre nel rispetto imprescindibile delle regole di vita dei presenti.
    Non c’è la necessità di grandi ricchezze per vivere felicemente, e la attuale contingenza ce lo conferma,

    • Franca Marinelli

      Per Raffaele: tutto molto bello quanto da Te scritto, ma l’uomo e’ “ un animale”, seppur dotato del pensiero e la cultura in cui siamo nati ( la nostra generazione cioè) e’ quella del possesso..ce ne possiamo liberare? Saremo in grado di “adeguarci” a nuovi e inaspettati tempi? Abbiamo la identità e quindi la perseveranza per farlo?Anche senza avidità, saremo o potremo essere capaci di proteggere i cuccioli senza lasciare loro un nido? sarebbe supremo lasciare loro la cultura del rispetto per se stessi e per gli altri: questo , forse, e’ Un sogno….

  5. Ottavio Spolidoro

    Il rispetto della natura e le ragioni del lavoro scontano anni di difficile rapporto se non di scontro.
    Che il lavoro sia un elemento decisivo della stessa dignità umana è fatto certo e come tale tutelato dalla stessa Carta Costituzionale del nostro Stato.
    La nostra Costituzione infatti, individua nel lavoro un elemento fondante dello stato democratico.
    Ora la Costituzione assume una rilevanza non solo giuridica ( grado della norma/ rango della norma costituzionale) ma anche politica. La nostra Carta, infatti, contiene un programma politico. Invero, molte norme sono direttamente collegate al primo articolo. Negare la natura “politica “ della carta fa il paio con il ritenerla un libro dei sogni o peggio un documento storico e quindi relativizzarlo (andava bene per i tempi in cui è stato scritto). Pensava così qualcuno da ultimo ed ancora si lecca le ferite. Perché la Carta è viva, può essere certo migliorata ma mai strumentalizzata. Ora, non è il sogno ne’ l’antiquariato quello che assume la nostra Istituzione. Noi fratelli del Grande Oriente d’Italia promettiamo di rispettare scrupolosamente la carta Costituzionale e le norme che ad esse si conformino il che la dice lunga sul vero significato del divieto di parlare di politica. E si badi, non genericamente, ma nella elementare ipotesi che una norma di rango inferiore non sia conforme o addirittura attenti alla Carta Costituzionale. A vigilare ci sono gli organi dello Stato in primis la Corte, certo, ma le logge, in cui si sviluppa lo spirito critico, sono luoghi di dibattito e di confronto. Che tipo di confronto? Quello precipuo di un corpo intermedio che non è né di destra né di sinistra ne’ di centro perché pre-politico atteso che lavora al bene ed al progresso dell’Umanità.
    Ora possiamo sostenere che il programma politico alto della Carta sia stato disatteso ? Se accediamo alla tesi che sia stato disatteso dobbiamo ritenere che le scelte che sono state compiute hanno esse stesse creato lo scontro tra il progresso ed il lavoro da un lato, e, la natura e l’ambiente dall’altro. Se invece accediamo alla tesi contraria dovremmo ritenere che alla fine tutto vada nella migliore maniera possibile.
    In entrambi i casi però, finiremmo dritti dritti nell’agone politico smentendo così, in radice, la nostra funzione di forti e discreti guardiani della Carta. Ed allora cosa possiamo dire dello scontro tra il lavoro e la natura, tra foglie rosse e foglie verdi? Mi fermo qui perché il confronto delle idee è molto più importante di qualunque conclusione cui io possa giungere.
    Grazie Gran Maestro

  6. andrea

    Venerabilissimo G.M. oggi celebriamo la giornata mondiale della terra , il pianeta sul quale viviamo anche in tempo di corona virus, il mio pensiero che sto per esporre va un pò in controtendenza.
    Da quando l’homo sapienses è comparso sulla terra, il mondo ha iniziato il suo cambiamento l’uomo primitivo ha iniziato nel dissodamento dei campi diventando agricoltore, ha praticato l’attività della caccia ,estinguendo per esempio la tigre con i denti sciabola , gli egizi oltre a costruirete le piramidi deviano il corso del fiume Nilo per irrigare i campi, il nostro Hiram per costruire il tempio di Salomone disbosca alberi di cedri del Libano ( così narra la leggenda), i romani fanno scoppiare con l’utilizzo di ingenti quantità di acqua intere montagne per prelevare oro e argento . nel 1600 oltre a guerre carestie si aggiunge la peste antesignana del covid-19 Corsi e Ricorsi storici. 1800 ,rivoluzione industriale ,fabbriche e ciminiere , smog ed inquinamento, scoperta del catrame per bitumare le strade correlazione con tumori ai testicoli degli operai addetti alle lavorazioni, perché non si lavano le mani . Corsi e Ricorsi storici.I nativi americani , vivevano in armonia con la natura si in parte è vero , ma non valeva per tutte le nazioni indiane i Dakota , gli Chieynne si, molte non vivevano in pace tra loro . Si disputavano i territori di caccia, il possesso dei mustang, delle pellicce . Non vi ricorda qualcosa di strettamente attuale ? Corsi e Ricorsi Storici.
    L’Ilva di Taranto, gli alberi con le foglie rosse in qualunque stagione dell’anno , rossi i tetti delle case , rosse le persiane delle finestre , rossi i panni stesi ad asciugare tutto rosso una seconda pelle che ti si appiccica addosso ,ma il colosso industriale ha fatto comodo a tutti nessuno escluso , un tacito accordo per un posto di lavoro? .a discapito della salute e della natura.
    Gli alberi Saliceto ,ameno paesino pedo collinare in quel di Cuneo pochi abitanti, tanto verde ,fuga dai piccoli centri o dalle campagne per incrementare la mano d’opera industriale nelle città ? depauperamento dei nostri borghi più belli ? questa a discapito di chi ? Corsi e Ricorsi Storici . Grazie G.M un T.F.A.

  7. Carlo Enrico Guardi

    Grazie Venerabilissimo Gran Maestro per queste parole che certamente fanno meditare. Mi è venuto in mente il pavimento a scacchi dove Saliceto è il bianco e Tamburi è il nero. Dovremmo trovare nella riga che separa il bianco dal nero il giusto equilibrio.

  8. Eugenio

    chi non ha rispetto per la Terra non ha rispetto di se stesso, oggi moltissime persone non si pongono neppure il problema perche’ vogliono tutto e subito.
    Consiglio a tutti di leggere un libro mito della Contestazione giovanile degli anni sessanta : “Essere o Avere “di Erich Fromm.
    Tanta salute a tutti !
    Eugenio

  9. Aldo Cozzi

    Caro GM, le tue riflessioni sono sempre ….semplici , ma allo stesso tempo profonde ed operose ….la disgrazia di dovere pagare questo tributo umano al progresso che si e’ degenerato per forma e dimensione ( ILVA) e’ una realtà ormai insopportabile per qual si voglia coscienza ; permettimi rivediamo , non solo in quel caso, immagini che io chiamo da ” servi della gleba del terzo millennio “. La natura pero’, nata con noi e per noi…..comunque non ci abbandona, e si ammala, diventa come hai detto tu ” rossa”….non ci abbandona, e percorre le nostre strade, i nostri campi, i nostri porti, i canali di Venezia , e ci viene a cercare , curiosa e attenta a noi, scimmiottando molto spesso nostre abitudini e modi di essere ….le cose da dire sarebbero tante, ma come genere umano, potremmo a ogni lustro , concordare in tutto il mondo uno stop collettivo di un mese , per permetterci di interagire con le piante, con gli animali, e chissà con quante altre cose che esistono attorno a noi, e noi non vediamo….sarebbe così forse il modo di imparare cose nuove , vecchie come il mondo , che non vediamo , ne sentiamo piu’ …..e qui ritorniamo al vecchi saggio sciamano , che ci osserva serio e resta immobile non acconsentendo a quello che vede……

  10. Massimo La Via

    Carissimo GM, a volte penso che la vera specie aliena su questa Terra siamo noi. A differenza delle altre specie viventi abbiamo modificato la natura che ci circonda per sottometerla ai nostri bisogni. Ci comportiamo come se fossimo Dio in terra, assoggettando e sfruttando l’intero pianeta, i suoi abitanti, di ogni specie, per i nostri bisogni che da primari sono diventati relativi. Ma non finisce qui, perchè sfruttiamo anche i nostri simili. Siamo una specie cinica e opportunista che non si accontenta mai, che non conosce limiti e che viaggia allegramente e incoscientemente verso un futuro a tinte fosche. Solo una coscienza collettiva che attraversi questo mondo da Oriente ad Occidente, da Settentrione a Meridione e dallo Zenith al Nadir, potrà fermare l’orologio dell’autodistruzione. E spetta agli uomini di buona volontà investire tutte le loro energie perchè la Terra si salvi, perchè la Natura si salvi, perchè l’uomo si salvi. Altrimenti, sarà la Natura stessa a provvedere, eliminando la specie nociva.
    “L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando”.
    (Hubert Reeves)

  11. Massimo Ciaglia

    Ven.mo Gran Maestro, carissimo Stefano
    Mi chiedo cosa distanzia le foglie verdi dalle foglie rosse.
    A Saliceto, foglie verdi, non c’è gente per la strada e le case sono chiuse. Si potrebbe pensare che la gente debba muoversi per lavorare.
    A Taranto, foglie rosse, potrebbe anche non esserci gente per le strade, ma il lavoro, per quanto inquinato e venefico, è lì.
    Viriditas e Rubedo. E in mezzo?
    La Viriditas è l’inizio del ciclo, la Rubedo è la conclusione del ciclo.
    Dopo la Rubedo vi è la Nigredo, fase di putrefazione.
    Ma fra la Viriditas e la Rubedo vi è l’Albedo, fase di fioritura e di promessa di frutti.
    Noi come Liberi Muratori dovremmo lavorare e concorrere alla creazione e al mantenimento di una Albedo luminosa e vivificante capace di dare rossi frutti maturi, prodromi di una Nigredo che non sia putrefazione e marcescenza, ma che sia fase di purificazione e di rinascita dello Spirito e del Nuovo Uomo.
    Grazie Gran Maestro.
    TFA

  12. Maurizio

    “ Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora “ . Anna Frank. Grazie Venerabilissimo Gran Maestro per questi momenti di riflessione e di ricerca.

  13. Enrico Pellegrino

    “Nella filosofia occidentale moderna la natura è stata vista come materia bruta oppure, nel migliore dei casi (per esempio nell’idealismo tedesco) come “Spirito pietrificato”, non certo come un valore in sè stessa.
    Se l’etica buddhista insegna che ogni uomo deve piantare almeno un albero nella propria vita (indipendentemente dal fatto di goderne poi i frutti), per restituire alla Terra madre (e ai nipoti) parte di quello che ha ricevuto in dono, l’etica occidentale ha visto per lo più nella natura una riserva di beni da saccheggiare come fossero inesauribili; addirittura, come un nemico da vincere e mettere in catene.” Il giusto equilibrio esiste se esiste la volontà e la coscienza per realizzarlo.

  14. Elio Cirimbelli9

    Carissimo VGM Fratelli cari,
    ,, Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo”.
    Tiziano Terzani

  15. luca salimbeni

    Ill.mo e Ven.mo GM, dire ambiente significa dire pianeta terra,cioè un insieme di posizioni sociali differenti fra loro, portatrici di esperienze diverse
    tanto che nessun sentire in senso lato sarà mai uguale ad un altro pur avendo,essi, quale substrato, sentire di coscienza tanto simili da essere uguali
    al di là di una sola limitazione. Purtroppo noi questa terra,questo nostro ambiente, lo abbiamo maltrattato, distrutto, nel nome di una folle corsa verso le conquiste economiche ambientali che non hanno tenuto il rispetto della natura. E allora? Come possiamo rimediare?. Vorrei che pensassimo al fatto che tutto noi dobbiamo rifare e ripensare. Tutto, dalle case alle ferrovie, dai porti alle centrali elettriche,dall’industria ai campi di grano,rispettando il nostro ECOSISTEMA. Ma soprattutto,caro mio GM, dobbiamo fare noi stessi: è la premessa per tutto il resto….dobbiamo prepararci ora, imparare dai nostri errori commessi. Può anche bastare che,con calma, cominciamo a guardare in noi e ad esprimere desideri in armonia con la natura,con il nostro pianeta. L’interrogativo fondamentale allora è: come vorremmo vivere domani?. Con il TFA Luca Salimbeni

  16. Pasquale Cerofolini

    Carissimi tutti , caro SGM Fr. Stefano ,
    La Terra è Madre che accoglie la vita e la nutre .
    Noi che la viviamo siamo, assieme agli esseri animali e agli esseri vegetali , la VITA sulla Terra ; Noi umani tra l’altro siamo la cosidetta VITA Intelligente sulla Terra .
    Credo di dire cosa accettata da tutti , se racchiudo nel concetto Terra(inteso nel senso del globo terraqueo – nostro pianeta) la nostra Casa di appartenenza.
    Fatto premessa di quanto sopra , è sempre più chiaro a tutti , che rispettare dove viviamo , significa rispettarne le evoluzioni naturali senza incrinare e/o interrompere il perfetto equilibrio che esiste tra la Madre Terra e Noi ….
    Troppi sono gli elementi noti che fanno del ‘ non rispetto ‘ la naturale creazione del ‘disequilibrio’ quale boomerang pericoloso che ci viene contro , vuoi nella salute e in tutte le sue consequenzialità … creando complicazioni tra questa Casa Ospitante e i Mondi Animali e Vegetali …. creando ! CAOS ! .
    Il mutamento che è avvenuto ed avviene che ci ha coinvolto e ci coinvolge con la nascita della scienza , da sempre, quindi non solo quella moderna , ha contribuito a non farci capire bene la bellezza della scienza , e farci pensare invece( ignorantemente ) di poter avere controllo su tutto , pensando che solo la ‘Regola’ rispettata ripeto solo tra le persone “ abitanti” , era sufficiente per vivere bene , ! Illusione Pura ! …
    Per ritrovare e lo ritroveremo il vero modo “ rinascente “ di vivere bene questa Terra Madre , nel rispetto dei mondi viventi con Noi , nel rispetto delle differenti identità intelligenti , nel rispetto del quotidiano vuoi economico , vuoi sociale e salutare , dobbiamo , dobbiamo , dobbiamo , condividere con la terra Madre che ci ospita, l’Etica e la Morale del vivere assieme .
    TFA Buon Viaggio

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