La pioggia, la casa e l’ombrello

Cari viaggiatori,
vi propongo una domanda: quando piove e dovete attraversare la strada per andare al bar, in farmacia, all’edicola, che cosa fate? Di fronte a voi si presentano due possibilità: restare in casa oppure prendere l’ombrello.
E’ un po’ la situazione attuale: ci barrichiamo in casa per chissà quanto tempo ancora oppure usciamo indossando mascherine e facendo tutto quello che è necessario per proteggere la nostra e l’altrui salute?
Buon viaggio

13 commenti a “La pioggia, la casa e l’ombrello

  1. Raffaele Macarone Palmieri

    Eh sì, caro Stefano, ricomincia a piovere…rischiamo di bagnarci. Dopo un periodo di qualche mese molto clemente che ha invogliato qualcuno a pensare che il tempo meteorologico fosse completamente rasserenato, sta arrivando la fine estate con l’incipiente – tra un mese – autunno che ormai è là, con il suo corteo di avversità e di giornate durante le quali la o le piogge non ci risparmieranno o ci potranno essere bombe d’acqua e violenti temporali. Però, impossibile passare la giornata a guardare abbattersi il diluvio dalla finestra di casa, bene al sicuro e al caldo, con il forte rischio di sospensione della fornitura di corrente elettrica per guasto e interruzione più o meno estesa della stessa. E’ necessario, indispensabile, uscire!
    Ecco alcune idee pratiche e di buon senso, ben note a tutti ma che val la pena di riproporre, per equipaggiarci contro la pioggia – anche se, immaginandolo, avremmo dovuto già essere più previdenti – che ci permetteranno di rimanere asciutti, o quasi.
    Oltre il citato ombrello mi sembra che debbano essere considerati indispensabili altri oggetti: l’impermeabile o il più pratico e brand-fashion K-Way,
    gli stivali in PVC o le scarpe da pioggia,
    il cappello da pioggia…
    che possono essere mutuati nelle quattro principali misure igienico-sanitarie raccomandate alla popolazione nella prevenzione del contagio con il quale ci confrontiamo…
    evitare contatti ravvicinati con persone a una distanza di meno di 2 metri e comunque mai inferiore a un metro, avendo cura di evitare abbracci e strette di mano,
    usare mascherine che coprano naso, bocca e mento – non applicate bullescamente o à la page – in tutti i contatti sociali con distanza minore ai 2 metri e comunque mai inferiore a un metro o in tutti i luoghi chiusi o affollati,
    lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o utilizzare gel alcolico al 60%, non toccare occhi, naso e bocca con mani non deterse come sopra, utilizzare guanti monouso per toccare prodotti su scaffali in esercizi commerciali o plastiche o carte e simili,
    in caso di tosse o starnuti coprire naso e bocca con fazzolettini di carta o con l’ormai “famoso” gomito.
    Con l’ottemperanza a queste semplici raccomandazioni primarie, di salute e perfino di educazione, da parte di tutti – anche dei negazionisti – nel rispetto della integrità e della salute degli altri – affronteremo serenamente la “pioggia” di questa fine estate incipiente – 1071 test positivi nel Paese oggi, con un preoccupante aumento nel Lazio – e il rischio di contagio che, pur persistente, dobbiamo, per evidenti motivi…sociali, economico-finanziari e psicologici, fronteggiare e con cui dobbiamo convivere ancora del tempo, fino ad un vaccino sicuro ed efficace. Non vedo altra soluzione. A Rimini ricordiamolo…

  2. Raffaele Macarone Palmieri

    Eh sì, caro Stefano, ricomincia a piovere…rischiamo di bagnarci. Dopo un periodo di qualche mese molto clemente che ha invogliato qualcuno a pensare che il tempo meteorologico fosse completamente rasserenato, sta arrivando la fine estate con l’incipiente – tra un mese – autunno che ormai è là, con il suo corteo di avversità e di giornate durante le quali la o le piogge non ci risparmieranno o ci potranno essere bombe d’acqua e violenti temporali. Però, impossibile passare la giornata a guardare abbattersi il diluvio dalla finestra di casa, bene al sicuro e al caldo, con il forte rischio di sospensione della fornitura di corrente elettrica per guasto e interruzione più o meno estesa della stessa. E’ necessario, indispensabile, uscire!
    Ecco alcune idee pratiche e di buon senso, ben note a tutti ma che val la pena di riproporre, per equipaggiarci contro la pioggia – anche se, immaginandolo, avremmo dovuto già essere più previdenti – che ci permetteranno di rimanere asciutti, o quasi.
    Oltre il citato ombrello mi sembra che debbano essere considerati indispensabili altri oggetti: l’impermeabile o il più pratico e brand-fashion K-Way,
    gli stivali in PVC o le scarpe da pioggia,
    il cappello da pioggia…
    che possono essere mutuati nelle quattro principali misure igienico-sanitarie raccomandate alla popolazione nella prevenzione del contagio con il quale ci confrontiamo…
    evitare contatti ravvicinati con persone a una distanza di meno di 2 metri e comunque mai inferiore a un metro, avendo cura di evitare abbracci e strette di mano,
    usare mascherine che coprano naso, bocca e mento – non applicate bullescamente o à la page – in tutti i contatti sociali con distanza minore ai 2 metri e comunque mai inferiore a un metro o in tutti i luoghi chiusi o affollati,
    lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o utilizzare gel alcolico al 60%, non toccare occhi, naso e bocca con mani non deterse come sopra, utilizzare guanti monouso per toccare prodotti su scaffali in esercizi commerciali o plastiche o carte e simili,
    in caso di tosse o starnuti coprire naso e bocca con fazzolettini di carta o con l’ormai “famoso” gomito.
    Con l’ottemperanza a queste semplici raccomandazioni primarie, di salute e perfino di educazione, da parte di tutti – anche dei negazionisti – nel rispetto della integrità e della salute degli altri – affronteremo serenamente la “pioggia” di questa fine estate incipiente – 1071 test positivi nel Paese oggi, con un preoccupante aumento nel Lazio – e il rischio di contagio che, pur persistente, dobbiamo, per evidenti motivi…sociali, economico-finanziari e psicologici, fronteggiare e con cui dobbiamo convivere ancora del tempo, fino ad un vaccino sicuro ed efficace. Non vedo altra soluzione. A Rimini ricordiamolo…

  3. Marcello Mersi

    Carissimo Gran Maestro, sicuramente condivido il “prendere l’ombrello” e continuare a vivere la nostra vita il più normale possibile, pur rispettando le regole. Non ci possiamo permettere ulteriori chiusure, vorrebbe dire catastrofe economica e sociale. Sciagurati coloro che mettono a repentaglio la propria vita e quella degli altri! Penso in particolare ai giovani, l’età dei contagi si è notevolmente abbassata, ci vuole attenzione, la massima attenzione. Ma anche le Istituzioni dovrebbero attuare più controlli ed essere inflessibili su coloro che trasgrediscono. Fino a quando non avremo un vaccino sicuro e efficace o gli anticorpi monoclonali, la guardia dovrà essere tenuta alta. Per quanto riguarda Rimini sono sicuro che tutto si svolgerà regolarmente e con il massimo rispetto dei comportamenti da tenere. Grazie per la riflessione, un abbraccio forte a Te, carissimo G.M. e a tutti i Viaggiatori.

  4. Massimo Bianchi

    Caro Stefano,credo che dovremo convivere a lungo con questa…pioggia.Si tratta di avere un senso alto di responsabilità sapendo che i comportamenti individuali condizionano quelli collettivi.Bisogna anche sperare che questo nostro amato Paese possa essere governato con equilibrio e saggezza.
    Un triplice fraterno saluto.

  5. Enzo Neri

    Carissimo GM Stefano, per essere molto sintetico io prendo l’ombrello ed esco. Ma dov’è la mia casa nella quale vige la libertà? l’indirizzo me lo suggeriscono i proff: Zangrillo, Bassetti, Capua. Andiamo avanti in forza della verità, uniti e compatti . Un caro triplice abbraccio a te e a tutti i FFrr che ci leggono.

  6. Riccardo1959

    “Quando piove lo stolto impreca contro gli dèi, il saggio si procura un ombrello.” (Proverbio cinese)

  7. Claudio Solinas

    Quando pioveva nel Montiferru ,regione all’interno della Sardegna nella quale ho vissuto parte della mia infanzia, , si aveva la sensazione che non si sapesse mai fino a quando dovevi rimanere a casa a ripararti ed in più avevi il divieto dei tuoi genitore e nonni di uscire (se non per andare a scuola .) che rendeva angosciose quelle lunghe e grigie giornate. Niente pallone ,niente pallone niente pallone!!!.Certo che mi ricordo la voglia di aprire il portone e di schizzar fuori fregandomene della pioggia e delle conseguenze che si potevano avere ma non si usciva finché tua madre o tuo padre ti mandavano a far qualcosa di importante e necessario come comprare il pane o il giornale o andare a scuola . Uscivi una volta sola perché sbrigavi tutto ciò che era necessario per non dover uscire nuovamente. Cappotto ,impermeabile stivali ,guanti ,cappello ,sciarpa ed ombrello chiamato “ paracqua” senza il quale non ficcavi il naso fuori dalla porta e nonostante tutto poteva capitare che ti beccavi il raffreddore. Sono passati più di 50 anni e molte sensazioni e riflessioni sono analoghe alla situazione che abbiamo iniziato a vivere questo inverno 2020 solo che mancano alcuni elementi fondamentali . : la pazienza di aspettare guardando dietro ai vetri che spiovesse . L’educazione ed il rispetto nellaccettare ciò che i tuoi genitori con la loro saggezza e sopratutto l’amore nei confronti tuoi e della comunità ( se ti ammalavi tu si potevano ammalare anche gli altri familiari ) decidevano e ti indicavano. Il timore di sfidare il maltempo . Concludo Gran Maestro , col rammarico di percepire l’assenza nella nostra società di un dei valori sempre più desueti che è l’umiltà . Tutti ci sentiamo offesi , privati , limitati e depauperati e pronti a trovare il modo di identificare colpevoli e magari chiedere danni sbandierati come morali mentre in realtà sono malcelate rivalse pecuniarie . Niente più umiltà . Sopratutto pronti a puntate il dito sugli operatori sanitari dipinti con un’enfasi nauseante come angeli ma considerati sempre bottino di guerra da spennare . Niente più umiltà. Ombrello quindi ma solo quando te lo dice tuo padre e per fare tutto ciò che è indispensabile , rapidamente , insieme e con buon senso . Tra Claudio

  8. Pasquale Cerofolini

    Caro SGM Fr. Stefano,
    Cari Viaggiatori,

    personalmente ho la concreta percezione che dall’inizio del ” problema ” ha sempre continuato a piovere, al di lá dell’intensitá della pioggia stessa che é variata e varierá fino a che presto tutto si rasserenerá.

    Credo cosa buona consigliare di uscire avendo l’ombrello sempre a portata di mano .

    Alla luce di una nostra migliore conoscenza di questo tempo di piovaschi intermittenti , maturata giorno dopo giorno , senza allarmismi esagerati e/o allarmismi non considerati , nella maturitá di un corretto rispetto per noi stessi e per gli altri, nell’ottimismo che anche a questo problema piovigginoso sará trovata la soluzione , dico nuovamente : … usciamo, lavoriamo e viviamo , con il nostro ‘ ombrello ‘ … .

    TFA Buon Viaggio

    Vostro Fr. Pasquale Cerofolini

  9. Carlo Spinatelli

    Carissimo F.llo GM Stefano Bisi, ma quando mai se esco quando piove non prendo l’ombrello? Vorrei sottolineare che si deve accettare l’incombenza della pandemia (piove) e quindi senza tanti se e ma esco e mi proteggo. Il vero problema é che informazione e classe politica in nome della “presenza” utilizzano tutti gli strumenti per colpire le nostre emozioni destabilizzandoci nelle più elementari certezze. E questa costante incertezza in cui viviamo mina profondamente il nostro vivere i sentimenti più profondi. Solo per inciso nel momento più grave del covid 19 ho smesso di guardare i telegiornali….l’angoscia quasi esistenziale che mi stava montando era forte. Altro esempio di questi giorni riguarda la morte della mamma e bambino in Sicilia……si sfiora lo sciacallaggio mediatico.
    Concludo sottolineando che forse abbiamo bisogno di un ombrello per proteggere i nostri sentimenti, sempre comunque pronti ad accogliere chiunque al riparo ed a chiuderlo appena smette di piovere. Grazie

  10. Ottavio

    Carissimi viaggiatori è che un po’ siamo stanchi . Perché l’ombrello fa parte dei nostri strumenti di vita ma mascherine guanti visiere e gomiti per salutare no. Un vecchio detto lucano che essendo un vespista applico è “ chi va a casa non si bagna “. Ma qui dove si va ? A che punto è veramente la scienza medica ? Parlavo iersera con un medico milanese: il vaccino è alla fase 2 ; significa? Ho chiesto . La fase 3 è la più difficile e lunga . Fratelli il cappotto che vado e non ho nemmeno l’ombrello ma vado anche se piove ( dice in una magnifica canzone Ivano Fossati) . Un giorno questa storia finirà… chi va a casa non si bagna
    Grazie Gran Maestro
    Un saluto ai carissimi viaggiatori

  11. Aldo Cozzi

    Caro G M il tuo esempio della pioggia e’ molto bello ….cosa facciamo …..non usciamo ….usciamo con l’ombrello….beh tu sai da Emiliano che vi e’ una terza via dritta e spiana ….uscire andare al bar , in farmacia ecc …senza ombrello , prendendo quella poca acqua che cade per il minor tempo possibile .e facendo il proprio dovere……rapportandosi però al tempo attuale , considerazione che tu ci fai fare, o stare in casa , o uscire in modo opportuno nel rispetto prima degli altri e poi di noi e dei nostri casi …..la risposta che ti esprimo e’ sempre all’Emiliana ….bisogna fare ciò che si deve fare , costi quel che costi ….qui la risposta non ha la terza via …..ma può essere solo una , fare ciò che la società ci chiede come impegno o piccolo sacrificio quotidiano …..l’insieme di questi piccoli sacrifici quotidiani, continuati , fatti da tutti , portano sicuramente a grandi cose ed a superare momenti non semplici ……

  12. MMC

    Noi bolognesi non conosciamo l’uso dell’ombrello. Ci affidiamo ai portici e dunque alla storia. Ma certamente, quando piove, abbiamo necessità di uscire come tutti. E come tutti, il dovere anche di proteggerci, di questi tempi anche con l’ombrello.

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