La città e il decoro

Cari viaggiatori,

le stazioni ferroviarie sono il biglietto da visita delle città. Se la città è Firenze, tra le più note al mondo, l’attenzione per il decoro dovrebbe essere maggiore. Da più di un anno Santa Maria Novella è indecorosa. Dopo la caduta di un rivestimento è stato aperto un cantiere senza operai. Chi arriva e chi parte vede dei cartelloni che coprono impalcature. Ma è così da più di un anno. A chi tocca protestare? A chi spetta restaurare?

Buon viaggio

4 commenti a “La città e il decoro

  1. Pasquale Cerofolini

    Cari Vuaggiatori,
    Caro SGM Fr. Stefano,

    Pretendere il decoro costruito e lasciato nella sua bellezza, è un Diritto.

    Pretendere i Diritti è un dovere di tutti.

    Quindi , credo , protestare trasversalmente tutti , e a restaurare , tutti quelli nei tavoli attuali degli addetti ai ‘ quei ‘ lavori siano essi lavori di ripristino, vigilanza e promozione .

    Buon Viaggio.

    Vostro Fratello
    Pasquale Cerofolini

  2. Marcello Mersi

    Purtroppo, carissimo G.M., il nostro amato Paese è ridondante di scempi come quello che Tu ricordi e che avviene nella nostra amata Firenze, una delle città più belle del mondo. Il biglietto da visita per chi arriva alla stazione di S.M.Novella è veramente desolante! Protestare è un diritto/dovere di tutti noi, restaurare deve essere un dovere di chi ci governa e di coloro che amministrano le nostre città. Ma questo, non avviene o quanto meno, se avviene, i tempi di restauro e gli sprechi di denaro sono sempre lunghi e primi e enormi i secondi. Un abbraccio forte a Te e a tutti i Viaggiatori.

  3. Aldo Cozzi

    Caro GM , la tua riflessione , che non tocca l’indignazione e’ più che pertinente ….S Maria Novella , stazione non di transito , ma binario morto …e’ una parte magica della città , come tanti altri , tipo Venezia, binari che portano al centro di un mondo e li muoiono….e’ vero che un cantiere a lungo inattivo stupisce e crea disagio a chi vede ….e’ un non bel cartello pubblicitario della città , ma permettimi la stazione e’ talmente bella e magica , comunque che ben rappresenta lo splendore di una città irripetibile ….sottolineare o lamentarsi poi in questo bel paese di cose così , non ne vale la pena , il contesto sormonta tutto ….certo e’ che gli addetti ai lavori dovrebbero non avere bisogno di segnalazioni di chiunque per fare il proprio dovere….fortunato e’ chi transita comunque da S Maria Novella ….

  4. Raffaele Macarone Palmieri

    Penso, caro Stefano, a proposito di decoro di una città che due delle rivendicazioni essenziali della cittadinanza siano la pulizia e la salvaguardia dei monumenti, in particolare di quelli storici.
    Per migliorare il livello di pulizia ritengo che si debba incitare i cittadini al rispetto delle regole, a responsabilizzarli, a ottenere la loro partecipazione. Dai primi anni della scuola va insegnata l’educazione civica, se vogliamo il civismo e dobbiamo far percepire ai giovani che l’individuo che non collabora al bene comune è un perturbatore dell’ordine sociale che può lasciarsi andare a comportamenti incivili come l’imbrattare con scritte o graffiti i muri degli edifici o lesionarli, gettare per terra carta, plastica e mozziconi di sigarette e infine abbandonare altri oggetti ingombranti inutilizzabili, come succede in alcune strade periferiche a bassa viabilità o lungo i greti dei fiumi come succede a Roma…chi non conosce il giallo fiume e vorrà fare una gita in battello sul Tevere avrà un fantastico sightseeing di modernariato, di degrado, di sporcizia, di abbandono: linguaggio ed espressione attuale di pulsioni arcaiche di aggressività o comportamenti irridenti antisociali? sicuramente incivili.
    Fare appelli al civismo deve essere la difficile e permanente lotta della famiglie, degli insegnanti e pubblici amministratori, che devono essere sanzionatori e non lassisti.
    Vogliamo parlare dei ‘graffittari’ che con spray quasi indelebili “battezzano” muri appena ristrutturati…per combattere i quali potrebbe essere una idea quella di fornire loro ampi spazi e muri dedicati dove dar sfogo alla loro genialità, chiedendo e registrando le generalità di chi acquista le bombolette…giottesche.
    Chi vive in città d’arte o di storia – come quasi tutte le città e anche i paesi italiani – dovrebbe sentire il dovere di salvaguardare e conservare con rispetto le ‘vecchie pietre’, le rovine, che sono la testimonianza muta della nostra storia. A volte può essere necessario fare una scelta e non seguire una politica di feticismo superfluo, perché sarà sempre più lodevole ristrutturare un triste insieme dimenticato di pietre o di marmi – dove soggiorna l’ignoranza, il fetore e la pestilenza – non solo da un punto di vista architettonico ma anche igienico, ricordando un fatto storico che le ha viste spettatrici con una targa di pietra o marmo, facilmente leggibile e comprensibile.
    A Roma numerose giunte di vari colori si sono succedute ma il problema della nettezza urbana è sotto gli occhi di tutti, 45% di differenziata nel Lazio – già bassina -, 43% a Roma…
    Parlavi di stazione ferroviaria, Roma Termini, magnifico esempio architettonico monumentale del 1939 terminato nel 1950 con l’interruzione degli anni dal 1943 al 1946 per gli eventi bellici, che supporta oltre 450 000 viaggiatori al giorno è sede di indegni bivacchi con visioni e odori di tutti i generi.
    Ricordo l’articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana: ” La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura…Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”…mi pare, cari Viaggiatori, ampiamente disatteso.

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