Italia verde e non al verde

Cari viaggiatori,
non perdetevi “Italia green”, il libro del giornalista Marco Frittella, uno dei volti più noti della Rai. Vi accompagnerà in un inedito giro d’Italia tra le eccellenze dell’economia verde. Le aziende di cui si parla nel volume edito da RaiLibri sono spesso guidate da giovani.
Buon viaggio nell’Italia verde e non al verde

3 commenti a “Italia verde e non al verde

  1. Marcello Mersi

    Carissimo G.M. meno male che i giovani una volta tanto sono protagonisti di cose buone e non, come purtroppo troppo spesso accade, di fatti di cronaca nera. Abbiamo eccellenze, in tutti i campi, cerchiamo di sfruttarle al massimo per il bene e il benessere di tutti. Un abbraccio forte a Te e a tutti i Viaggiatori.

  2. Pasquale Cerofolini

    Cari Viaggiatori,

    Caro SGM Fr. Stefano ,

    simpatico il gioco delle parole , piú precisamente usare la parola ‘ verde ‘ , per evidenziare due stati , economico e ambientale, che per parallelismi allegorici, sono a significare quanto segue :

    1 – se non ci sbrighiamo a ricreare con perseveranza quello stato ‘ricco’ di armonia
    ambientale naturale( simbolicamente verde ),

    2 – finiamo per creare un mondo ‘povero’ , malato, e conseguentemente andremo a rovinarci( simbolicamente al verde).

    Grazie della riflessione molto importante .

    TFA .

    Fr. Pasquale Cerofolini
    Logia Fenix 127-GLSP-

  3. Raffaele Macarone Palmieri

    Il tuo stimolo, caro Stefano, mi ha indotto ad approfondire un argomento quello della GreenEconomy di cui non avevo mai ricercato la realtà dei numeri e delle esperienze.

    In primis ho cercato di darmi una definizione della GreenEconomy di cui riporto di seguito una definizione semplice e allo stesso tempo molto esplicativa della Commissione Europea: ” un’economia che genera crescita, crea lavoro e sradica la povertà investendo e salvaguardando le risorse del capitale naturale da cui dipende la sopravvivenza del nostro pianeta”, Quindi, mi sono detto, costituisce un modello di sviluppo economico che prevede investimenti, pubblici e privati, a favore di azioni che mirano ad una maggiore efficienza energetica e portano alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla salvaguardia dell’ecosistema, In una parola uno sviluppo sostenibile, per crescere senza compromettere la Natura.

    Ma quali possono essere considerati i numeri positivi di GreenEconomy, in un grande Paese industrializzato, sensibile alla ecologia? Oltre 3 milioni di posti di lavoro collegati, 1 impresa su 3 che investe in tecnologia per il rispetto dell’ambiente, oltre il 20% della quota degli investimenti ecologici nelle aziende, 1 impresa su 3 – guidata da under 35 – rivolta alla GreenEconomy,

    La Fondazione Symbola ha presentato, recentemente, un ranking dei Paesi più green e pensavo che, come al solito, primi in classifica fossero i Paesi nordeuropei, la Germania e la Francia e che l’Italia fosse nelle retrovie con Grecia e Portogallo, come spessissimo leggiamo. E invece no! con un momentaneo orgoglio ‘patriottico’ ma con estrema soddisfazione sono venuto a sapere che il nostro Paese è caratterizzato proprio da quei brillanti risultati descritti in precedenza che ci pongono ai primi posti nell’eccellenza planetaria del rispetto del mondo verde, anche se naturalmente molta strada c’è ancora da fare.

    Sono convinto che anche la nostra Istituzione, per il suo carattere universale, per il suo impegno per il bene dell’Uomo che possa vivere in armonia con la Natura, debba partecipare attivamente e propositivamente a iniziative che mirino a promuovere la cultura e la creatività di una GreenEconomy.

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