“A riveder le stelle”

Cari viaggiatori,

da qualche settimana è uscito il libro “A riveder le stelle” di Aldo Cazzullo. E’ dedicato a Dante, il poeta che inventò l’Italia, a settecento anni dalla morte. Il giornalista scrive che “l’Italia ha questo di straordinario, rispetto alle altre nazioni. Non è nata dalla politica o dalla guerra. E’ nata dalla cultura e dalla bellezza. E’ nata da Dante e dai grandi scrittori venuti dopo di lui”.

Buona fortuna Italia

2 commenti a ““A riveder le stelle”

  1. Raffaele Macarone Palmieri

    Ha ragione Cazzullo a dedicare, con una primogenitura libraria, la sua ultima opera come ricordavi, caro Stefano, dal titolo ” A riveder le stelle” a 700 anni della morte di Dante, avvenuta il 14 settembre 1321.

    Il Grande Fiorentino inventò l’Italia nata ” dalla cultura e dalla bellezza,,,non dalla politica e dalla guerra” e come primo poeta della Penisola è anche il primo profeta della Nuova Italia, perché ‘inventando’ la lingua italiana diventa la figura di spicco nel tentativo di emancipare la decaduta ma diretta tradizione letteraria e storica dell’impero di Roma. Tanti erano, almeno 14, i volgari regionali discendenti dal latino nel XIII secolo. Ma perché il toscano-fiorentino ha prevalso sulle altre varietà di volgare, oltre che per la ‘divinità’ della poesia e dei versi della Commedia? Firenze, all’epoca di Dante e per molti secoli a seguire, godeva di uno sviluppo economico e politico senza uguali, era gestita dapprima da oligarchie attive di mercanti e successivamente di banchieri sfociate nella grandezza della Signoria dei Medici e poteva fregiarsi della presenza operosa di eccezionali architetti, scultori e pittori. Petrarca, con l’eleganza e la nobiltà della sua poesia, Boccaccio, con il realismo della sua prosa, e Dante costituiscono la ” Grande Triade” dei padri della nostra lingua… il tosco-fiorentino diventa così lingua di cultura e veicolo di identità nazionale che si costruisce lentamente attraverso il comune idioma.

    Ma nel titolo del libro di Cazzullo c’è anche, nell’omesso ‘uscimmo’, un delicato riferimento scaramantico al momento particolare nell’inferno in cui viviamo e alla speranza di uscirne sani e salvi, tutti e al più presto.

    Il Sole sta iniziando impercettibilmente a risalire e le giornate ad allungarsi, la luce diventerà più evidente a gennaio e febbraio, con l’auspicato controllo del contagio in primavera/estate.

    Teniamoci forte, cari Viaggiatori, e auguri.

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