Siena Pirata punta il dito contro il carolibri, che sembra diventato un tema di poso interesse.
E’ estate e le scuole sono chiuse, ma a breve tornerà ad esplodere l’annoso problema dei libri scolastici e del loro costo, sempre meno sostenibile per molte famiglie anche senesi.
Da mesi abbiamo lanciato la nostra campagna #OpCarolibri, scrivendo sia agli Istituti scolastici di Siena che all’Assessorato di Regione Toscana, segnalando la presenza di iniziative nazionali tese a ridurre il carico economico sulle famiglie, senza ricevere alcuna risposta.
Forse il tema non è abbastanza interessante?
Pensavamo di meritare, da parte degli Istituti e della Regione, quantomeno una risposta a tal proposito, che non fosse l’erogazione dell’ennesimo “bonus”, chiaramente parametrizzato sull’ISEE, che sono comunque soldi pubblici sottratti ad altri capitoli di spesa, come ad esempio la sanità o le infrastrutture.
Del resto, aspettiamoci l’ennesima stangata di fine estate: secondo l’Associazione Italiana Editori. “l’aumento medio dei prezzi dei libri di testo nel 2025 è dell’1,7% per la scuola secondaria di primo grado e dell’1,8% per la scuola secondaria di secondo grado”.
Il problema, però, non sono solamente gli aumenti: è un problema di sistema, di politiche decisionali e di approvvigionamento, oltre chiaramente all’impossibilità di stimolare un mercato del riuso dei testi non più necessari, perché cambiano continuamente (e qui non possiamo non chiederci: davvero c’è bisogno di tutti questi “aggiornamenti” dei libri di testo?).
Chiediamo quindi che la classe Politica la smetta con i sostegni economici basati sull’ISEE e adotti invece soluzioni strutturali per favorire in primis il riuso dei libri di testo, vincolando gli “aggiornamenti” degli stessi a non più di una volta ogni 5 anni e stimoli l’adozione da parte degli Istituti Scolastici di soluzioni open come Book In Progress.
Chiediamo inoltre che la Regione Toscana adotti una comunicazione corretta nelle Sue iniziative perché l’iniziativa “Libri Gratis” non è affatto gratis: banalmente, i contributi sono soldi pubblici, soldi di tutti noi.
Scopri di più da Stefano Bisi
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