Il “fine vita” secondo Massimo Recalcati

Manca nel nostro Paese una legge sul fine vita. Da tempo – scrive su Repubblica Massimo Recalcati – lo sottolineo sulle pagine di questo giornale. Di questa legge esiste una esigenza collettiva tanto ampia quanto sistematicamente misconosciuta dalla politica di destra e di sinistra, salvo rarissime eccezioni, per esempio quella di Marco Cappato. Il silenzio della politica parlamentare è divenuto nel tempo sempre più assordante. Eppure sono migliaia le persone e i loro famigliari che si trovano di fronte all’urgenza drammatica di affrontare una vita esposta ad una sofferenza senza più alcuna speranza. La legge 219 sul biotestamento non può essere sufficiente. Il suicidio assistito rimane in ogni caso fuori legge con la conseguenza che i medici e tutti coloro che lo favoriscono sono esposti a pesanti rischi penali. Per questa ragione migliaia di italiani sono costretti all’esilio in Svizzera o al suicidio solitario. Anche le recenti sentenze della Corte costituzionale — come è avvenuto col caso Cappato-Dj Fabo — pur aprendo delle brecce importanti, non riempiono questo vuoto legislativo che resta uno scandalo tutto italiano. Serve al contrario una Legge che riconosca a chi è sconfitto dalla malattia e non ha più speranze né di guarigione né, soprattutto, di una vita dignitosa, il diritto di scegliere di morire anticipando la cosiddetta morte naturale. Ma si può pensare davvero che coloro che estenuati da una malattia che non lascia scampo e che magari li ha consumati crudelmente per anni o addirittura decenni, non abbiano desiderato profondamente di continuare a vivere? Che cosa li avrebbe spinti se non il desiderio di vita a sostenere la lotta impari contro la tragedia della malattia? Una legge sul fine vita non sancirebbe un diritto alla morte, ma quello a una vita dignitosa in grado di decidere il suo termine. In questo senso essa dovrebbe accompagnarsi a un potenziamento delle cure palliative per rendere l’eventuale decisione di porre fine alla propria vita la più libera possibile.
 
 


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