Politica e magistratura nel libro di Marcello Flores

Lo scontro tra politica e magistratura non è questione attuale e il ponderoso volume “Conflitto tra poteri” di Marcello Flores e Mimmo Franzinelli, appena pubblicato da Il Saggiatore, che ha come sottotitolo “Magistratura, politica e processi nell’Italia repubblicana”, lo spiega e lo racconta bene. Assomiglia a un film senza la parola fine.

Uno dei due autori, Marcello Flores, ha insegnato Storia comparata e Storia dei diritti umani all’Università di Siena, dove ha diretto il Master europeo in Human Rights and Genocide Studies, e la città non gli ha riconosciuto i meriti e le qualità di studioso, uno dei più importanti nel campo dei totalitarismi. 

E’ stato assessore comunale alla cultura dal 2006 al 2011 nel secondo mandato del sindaco Maurizio Cenni e fu proprio Flores, nel 2009, a lanciare l’idea di Siena capitale europea della cultura 2019: “Questa è un’occasione per poter discutere di contenuti e di progettualità senza i vincoli ed i limiti che spesso la pur necessaria contingenza politica e battaglia tra schieramenti impone” disse Flores annunciando la candidatura. In pochi, anche all’interno della giunta comunale, capirono la portata di quella proposta che poi venne miseramente sciattata negli anni successivi perchè nel 2019 vinse Matera. “C’era una corrente d’opinione favorevole al fatto che dovesse vincere una città del Sud- disse nel 2014 l’allora sindaco Bruno Valentini – noi eravamo degli outsider. Però la delusione c’è. Noi avevamo l’orgoglio di cosa è Siena e di cosa poteva essere”. 

E uno degli errori che portarono a quel risultato fu l’emarginazione di Flores che più di altri sapeva che cosa serviva per affrontare e vincere la sfida, perchè conosceva l’attualità e la storia, il filo conduttore dei suoi studi pubblicati  dalle case editrici più prestigiose, da “Perché il fascismo è nato in Italia” (con Giovanni Gozzini, Laterza 2022) a “Il mondo contemporaneo 1945-2020”, il Mulino 2021; da “Cattiva memoria”, il Mulino 2020 a “Storia della Resistenza (con Mimmo Franzinelli), Laterza 2019”. E ancora “La fine del comunismo”, Bruno Mondadori, Milano, 2011; “Storia dei diritti umani”, il Mulino, Bologna, 2008; “Tutta la violenza di un secolo”, Feltrinelli, Milano, 2005. E ora “Conflitto tra poteri”, l’interminabile battaglia: “Nei due mesi intercorsi tra la consegna del testo all’Editore e la stesura di queste pagine introduttive, il conflitto tra Politica e Giustizia, in modo più concreto tra governo e partiti da una parte e magistratura dall’altra – scrivono i due autori-, è continuato senza soluzione di continuità; si è anzi accentuato e ha mostrato di rappresentare un dato ineliminabile dalla vita e dalla storia degli italiani”. 

Il volume di più di 800 pagine è suddiviso in capitoli che facilitano la lettura e consentono di ripercorrere alcune vicende che hanno caratterizzato i “conflitti”, dall’istituzione della Corte costituzionale alle leggi eccezionali per combattere terrorismo e mafia; dal tribunale mediatico nato contro Enzo Tortora al maxi-processo istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dall’omicidio Calabresi a Tangentopoli, dal caso Englaro alle innumerevoli occasioni in cui si è trovato sul banco degli imputati Silvio Berlusconi. E i cittadini sono diventati tifosi, spesso giustizialisti fino a quando non hanno sentito sulla propria pelle i graffi dell’ingiustizia e allora hanno invocato i diritti umani, la materia di cui è maestro Flores, il professore arrivato a Siena con il rettore Luigi Berlinguer e ripartito con il magnifico Francesco Frati.


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