“In pochi mesi le acque a lungo stagnanti di quest’ultima si sono agitate come non succedeva da anni”. Così Salvatore Rossi sulla Stampa: “oltre al tentativo di Unicredit di acquisire Bpm, ora ritirato – illustra l’editorialista – c’è l’altro tentativo, sempre di Unicredit, di scalare la banca tedesca Commerzbank; la dismissione da parte dello Stato italiano di gran parte della quota che deteneva in Mps, ceduta alla stessa BPM e al duo Caltagirone-Delfin, primo passo di una presunta (ma mai ufficialmente dichiarata) intenzione di fondere Bpm e Mps al fine di costituire il cosiddetto ‘terzo polo’ bancario italiano; dal canto suo, Mps lancia un’offerta pubblica di scambio volta ad acquisire almeno il 35% di Mediobanca, altro e diverso tentativo di realizzare il cosiddetto terzo polo ma soprattutto, da quel che si capisce, di scompaginare la governance delle Assicurazioni Generali; Mediobanca a sua volta lancia un’offerta pubblica di scambio su Banca Generali, posseduta per il 51% dal gruppo assicurativo, offrendo appunto quel 13%, forse allo scopo di svuotare di senso l’operazione Mps, posto che questa sia in realtà motivata dal controllo di Generali. Insomma un gran guazzabuglio. Tutte queste operazioni – scrive Rossi – tracciano però, al di là delle loro presunte ragioni occulte, tendenze positive per il sistema nel suo complesso. In tutti i casi si tratterebbe di far nascere soggetti bancari più grandi degli esistenti, in modo da attrezzarsi a sopravvivere meglio in un mercato che è già in parte divenuto globale e necessita pertanto di giocatori almeno di media dimensione. Certo, l’ideale sarebbe approdare alla scala europea, in modo da disporre di enti finanziari in grado di osare l’inosabile: sfidare le grandi banche americane e cinesi per la conquista di fette del mercato globale, a cominciare dalla stessa Europa. Invece le operazioni di cui parliamo, eccezion fatta per il tentativo di Unicredit di appropriarsi di Commerzbank, non superano i confini italiani. UniCredit tornerà alla carica con un’altra offerta su Bpm come alcuni preconizzano? Mps ingoierà il boccone Mediobanca, come appare ormai probabile, e poi dirigerà le sue mire su Bpm? Le Assicurazioni Generali si ritroveranno con altri controllanti di fatto? È tutto possibile, l’importante è che alla fine lo decida il famoso mercato, cioè la grande platea dei risparmiatori azionisti, italiani e non. Sarebbe bello – conclude – se i governi non giocassero ruoli indebiti”.
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