Beko, i dubbi del Bollore

Nel mare di entusiasmo per la compravendita dello stabilimento Beko da parte di Invitalia si registra il pensiero del Partito del Bollore che scrive una nota degna, appunto, di nota.

Negli scorsi giorni é uscito un comunicato sul sito dell Ministero delle Imprese. Il titolo é “Beko Europe: sottoscritto accordo preliminare per la compravendita
dello stabilimento di Siena”. La politica e la stampa locale lo hanno definito un successo da parte dell’Amministrazione. Addirittura tacciando l’opposizione di aver sempre sollevato
polemiche sterili.
Ma é vero che l’accordo é un successo?
La chiarezza nella situazione manca.
Intanto per iniziare l’accordo stipulato non é pubblico. Quindi lo ha visto solo chi lo sbandiera come un successo. Tutti gli altri non hanno avuto modo di
constatare. Poi non é chiara la natura dell’accordo. In un comunicato del Comune di Siena il Vicesindaco Capitani dichiara a chiare lettere che Invitalia conferirà l’immobile in una società partecipata con il Comune di Siena. Quindi Invitalia ha comprato l’immobile? Strano. Invitalia é un soggetto che mette garanzie più che essere un investitore, dato che é posseduto al 100% dal MISE e la sua missione è “dà impulso alla crescita del Paese, favorisce la competitività delle imprese e dei territori e
sostiene i settori strategici e la PA”. Invece, secondo il sito del Ministero delle Imprese, la compravendita dell’immobile é stata fatta con Duccio Immobiliare 1 Srl, società riconducibile al Gruppo Sansedoni, da poco sotto il controllo di Arrow Global, un
asset manager specializzato in real estate.


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