C’è chi vede con i propri occhi e chi con gli occhi di un’altra. E poi c’è chi vede con la vista e chi con l’udito. E infine c’è chi ha deciso che quell’incidente capitato da adolescente, che lo ha reso cieco, non gli avrebbe impedito di essere uno sportivo.
La storia è quella di Ivan Cappellari, 42 anni, piemontese trapiantato a Firenze da vent’anni. L’incidente, la cecità, la decisione di dedicarsi al lancio del martello e poi l’arrivo nella città del Giglio, dove esercita la professione di fisioterapista. Nella strada dove lavora, via Bocchi, la stessa dove ha sede la Uisp, c’è il bar di Anna Lia Chiti, 65 anni. “Fiorentina da sempre”, precisa, anche se pistoiese di nascita. Lei corre, corere da anni: il podismo è la sua passione. Quando Ivan va a prendere il caffè iniziano a parlare, comincia la confidenza, spunta l’idea: corriamo insieme. Perché Ivan ha due passioni: la musica (suona la tromba e canta nel coro della Martinella del Cai: “Mi ricorda l’ambiente in cui sono cresciuto”) e lo sport. Lo scrive La Nazione.
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