Dopo dieci ore, intorno alle 3.30 del mattino, il gabinetto di sicurezza di Israele dà il via libera al piano del primo ministro: “L’Idf si preparerà a prendere il controllo della città di Gaza, garantendo assistenza umanitaria alla popolazione civile al di fuori delle zone di combattimento”.
Netanyahu aveva spiegato che “non intende annettere né governare” la Striscia. “Una volta liberata da Hamas, la consegneremo alle forze arabe che la governeranno correttamente”. “La conquista di Gaza trascinerà Israele in un buco nero”, avvertiva però già il capo dell’Idf Zamir, che poi – nel corso del lungo vertice – manifesta la sua contrarietà: “Non c’è risposta umanitaria per un milione di sfollati – dice – propongo di rimuovere l’obiettivo del ritorno degli ostaggi tra gli obiettivi”. Scrive La Repubblica.
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