Tra Zeppi e Piccini

Ivano Zeppi e Pierluigi Piccini hanno dialogato a lungo e il confronto è stato pubblicato da Sienapost. Ecco una parte.

Zeppi: Hai più volte parlato di comunità come soggetto politico diffuso. È un’idea potente, perché sposta il centro del potere dalla rappresentanza alla cooperazione.
Cosa serve, secondo te, per fare della comunità un motore reale di trasformazione, e non solo un ideale evocato nei discorsi?

Puccini:La comunità è la prima forma di intelligenza collettiva. Ma non basta evocarne il nome: bisogna darle strumenti, voce, potere. Una comunità diventa soggetto politico quando è capace di autorganizzarsi, di gestire beni comuni, di produrre valore condiviso.
L’esempio della bioeconomia rigenerativa lo mostra bene: scienza, arte e territorio collaborano per trasformare uno scarto in bene comune. È un modello che può valere anche per la politica: partire dalle risorse locali — materiali e umane — e costruire autonomia nella cooperazione. La comunità non è il passato: è la forma politica del futuro.


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