Il ruggito che non c’è è quello di Siena

Ho scritto che il ruggito del Leone, inteso come Cristiano, presidente della Fondazione Santa Maria della Scala, non c’è stato. Ivano Zeppi su Sienapost commenta: Il “ruggito che non c’è stato”, allora, non è quello di Leone, ma quello del Santa Maria della Scala come progetto cittadino. Un ruggito che avrebbe dovuto essere politico prima ancora che culturale. Un ruggito fatto di investimenti certi, di scelte anche impopolari, di una governance solida e riconoscibile. Invece, ancora una volta, il dibattito si concentra sulle persone, sulle loro traiettorie, lasciando sullo sfondo la vera domanda: che cosa vuole fare Siena del Santa Maria della Scala? Finché questa domanda resterà senza risposta, ogni partenza verrà vissuta come un fallimento personale e ogni arrivo come l’ennesima scommessa. E il Santa Maria della Scala continuerà a essere raccontato più come promessa che come realtà, più come simbolo irrisolto che come motore culturale vivo. Perché?Perché manca, ancora, una direzione condivisa”. Su questo la città dovrebbe riflettere e agire.

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