La mente e il paracadute

Cari viaggiatori,

Albert Einstein diceva che “la mente è come un paracadute, funziona solo se si apre”. Proviamoci.

Buon viaggio

4 commenti a “La mente e il paracadute

  1. Raffaele Macarone Palmieri

    La nostra attività intellettuale, caro Stefano, è costantemente in funzione scegliendo un argomento a cui pensare…è stato simpaticamente calcolato che il nostro cervello elabora circa 70 000 pensieri in un giorno, che le informazioni viaggiano ad oltre 400 km/ora e che consuma il 20% dell’ossigeno e il 25%del glucosio del nostro organismo producendo una potenza di una lampadina di circa 25 watt, pur usando solo il 10% delle sue potenziali possibilità !

    Riflettendo sul tuo invito a provare di aprire la nostra mente come, durante un lancio, fa un paracadute che, quindi, funziona solo se si apre, ho cercato di capire come è fatto, come si produce il funzionamento di un paracadute e quali sono le semplici e possibili somiglianze con il nostro pensiero.

    Mi sono detto che una volta individuato e scelto ciò che ci interessa investigare a 360° con il nostro pensiero, che costituisce il paracadute impacchettato, azioniamo per articolarlo la apposita fune di apertura che rappresenta la nostra ‘curiosità’ o, meglio, il nostro desiderio di ricerca e allora si apre l’ombrello, costituito dalla vela connessa ad un fascio di funi, che durante tutto il tempo della caduta costituisce e ci pone le domande di Chi? Perché? Dove? Come? Quando? Quanto? Ci è permesso anche, durante il percorso di discesa, di variare la traiettoria del nostro tragitto/pensiero, attraverso funi di comando, per finalmente atterrare in maniera più o meno soft su un terreno anche accidentato, che costituisce la nostra temporanea ‘verità’.

    E se il paracadute non si apre? Allora ha ragione Einstein: ci sfracelliamo al suolo e ce lo meritiamo.

    Buon lancio, cari Viaggiatori.

  2. Pasquale Cerofolini

    Caro SGM Stefano ,
    Cari Viaggiatori ,

    Nel concetto della frase proposta , l’immagine che ne realizzo è un qualcosa che se aperto ha la capacità di ricevere per restituire poi , una conseguenza rielaborata positivamente.

    Il paracadute se aperto quindi ,
    1)ha capacità di ricevere aria dal basso verso l’alto ,
    2)affinchè la forza di contenimento ottenuto dallo stesso ,
    3)restituisca una rielaborata sicurezza nella sua discesa dall’alto verso il basso .

    La mente se aperta ,
    1)riceve e restituisce informazioni grazie alla sua capacità cognitiva , che regola il rapporto con l’esterno , quale zona d’ingresso e ricevimento delle informazioni ( nel paracadute aria dal basso verso l’alto) ,
    2) dopodichè porta le informazioni elaborandole in memoria(contenimento dell’aria da parte del paracadute stesso) ,
    3) restituisce infine le elaborazioni delle informazioni ricevute grazie alle sue capacità cerebrali esecutive( restituisce una rielaborata sicurezza del paracadute nella sua discesa dall’alto verso il basso) .

    … Su questo parallelismo sopra , infinite le varianti dovute alle riflessioni personali possibili da fare; lavoro intellettuale fantastico , importante , di costruzione infinita…..

    Grazie . Buon Viaggio a tutti .

    TFA
    Fr. Pasquale Cerofolini – Logia Fenix 127 – Valle Asunciòn – GL Simbolica Paraguay

  3. Marcello Mersi

    Carissimo G.M, condivido in pieno ciò che Albert Einstein diceva: «La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre». E nel corso della mia vita ne ho visti di cambiamenti, nel bene e nel male! Mentalità che si sono aperte a soluzioni impensabili, relative a problemi che sembravano irrisolvibili. Se è già successo potrà ancora accadere. Ma ognuno di noi dovrà dare un contributo di apertura e di buon senso, per il bene di tutti, nel rispetto di ognuno. Cominciando in famiglia, scrupolosamente e con attenzione, tenendo ben presente che quelle spugne che sono i nostri figli… assorbono. La tolleranza, la comprensione, l’apertura mentale verso le diversità, la succhiano come il latte materno, in famiglia. Con una buona semina, i bambini di oggi, uomini di domani, impareranno a guardare alla politica senza astiosità e demonizzazioni. Questo renderà migliore anche la convivenza tra le diversità. Le ostilità sono soltanto fonte di malessere anche nel mondo del lavoro e, per quanto mi è possibile ricordare, nella mia famiglia, di modeste origini e oppressa da disagi di vario genere, ho sempre sentito ripetere che il lavoratore subordinato deve contribuire scrupolosamente all’interesse del datore di lavoro. Proprio partendo da un sano principio che mio padre non si stancava di sottolineare. «L’imprenditore può fare a meno di te. Ti sostituisce e va avanti per la sua strada, ma te, che non hai avuto fortuna, che non hai tanti soldi, che non hai avuto le occasioni (o che non le hai sapute cogliere) e probabilmente non hai nemmeno le sue capacità, se lui fallisce vai col sedere per terra!!».
    Un abbraccio forte a Te e a tutti i Viaggiatori.

  4. Ottavio Spolidoro

    Penso che Einstein si riferisse all’apertura mentale. Ossia non si riferisse al meccanismo cerebrale bensì ad una scelta. Essere aperti mentalmente determina la possibilità di arrivare a soluzioni senza paraocchi senza ideologismi totalizzanti in una parola OLTRE la banalità del bianco e del nero. Del resto noi conosciamo bene il bianco ed il nero che è solo un pavimento su cui ci eleviamo. Manichei di ogni sorta e risma sono al lavoro. Menti fuorviate e costrette dentro slogan accettati senza alcuna riflessione( fanatismo); assoluta mancanza di elementi atti al ragionare ( ignoranza) ; il tutto condito da uno sfrenato individualismo ( ambizione). Un uomo di ampie vedute si diceva un tempo ad indicare l’apertura mentale che non è un dono di natura. Il sapere la cultura l’esperienza ne sono la matrice. Ne abbiamo visti di uomini tutti di un pezzo cadere senza nemmeno tentare di aprire il paracadute per il semplice fatto che pensando di essere destinati al successo, nemmeno ce l’avevano!
    Saluti fraterni ai viandanti
    Un grazie al nostro Gran Maestro

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