Viva la socialità

Cari viaggiatori,

qando piove bisogna prendere l’ombrello e pure l’impermeabile. Sono tempi piovosi e dobbiamo ripararci per poter andare al bar, in farmacia, in chiesa e in moschea, al circolo e al ristorante. In questi tempi pandemici in troppi preferiscono non andare al bar, in farmacia eccetera eccetera. In troppi rinunciano alla vita sociale, di relazione, per paura del Covid. Tra i rinunciatari ci sono i responsabili di tante associazioni culturali, ricreative, autentiche ricchezze della nostra Italia. Sbagliano a “rinunciare”. È giusto e opportuno aver paura ma non bisogna fermare la vita. Occorre indossare mascherine, utilizzare il gel, mantenere le distanze e scaricare l’app Imini ma incontrarsi, parlare, dialogare sono parti fondamentali della nostra vita. In sicurezza, ma si può fare.

Buon viaggio

La città e il decoro

Cari viaggiatori,

le stazioni ferroviarie sono il biglietto da visita delle città. Se la città è Firenze, tra le più note al mondo, l’attenzione per il decoro dovrebbe essere maggiore. Da più di un anno Santa Maria Novella è indecorosa. Dopo la caduta di un rivestimento è stato aperto un cantiere senza operai. Chi arriva e chi parte vede dei cartelloni che coprono impalcature. Ma è così da più di un anno. A chi tocca protestare? A chi spetta restaurare?

Buon viaggio

Le parole sono pietre

Cari viaggiatori,

al corso di formazione per giornalisti sul tema “Le parole sono pietre” l’imam Izzedin Elzir ha mandato un bel messaggio ai presenti. Ha detto che le parole-pietre possono essere utilizzate per lapidare o per costruire ponti. Un insegnamento molto bello come quello di un eroe algerino che disse: “Le parole sono come le frecce, una volta lanciate non tornano indietro”.

Buon viaggio

Il cuore e il gomito

Cari viaggiatori,
qualche settimana fa scrissi che salutare alzando il gomito non è bello e invitai a mettersi la mano sul cuore. Mi fa piacere che l’Organizzazione mondiale della Sanità abbia dato lo stesso consiglio. Scrive che sarebbe meglio portarsi la mano sul cuore piuttosto che toccarsi i gomiti l’uno con l’altro. Inoltre, dice, che il saluto con il gomito non fa mantenere la distanza di sicurezza e il virus può essere trasmesso attraverso la pelle.
Buon viaggio

Pensare e agire

Cari viaggiatori,
nel nostro camminare incontro questo pensiero di Aristotele. Pensiamoci: “Per essere eccezionali non basta semplicemente pensare in modo eccezionale o sentirsi eccezionali; bisogna agire in modo eccezionale”.
Buon viaggio

Il viaggio e la religione dell’altro

Cari viaggiatori,
nel mio cammino incontro questo pensiero di Herman Melville: “Io non ho obiezioni contro la religione di nessuno, qualunque essa sia, purchè questa persona non uccida e non insulti nessun’altra persona per la ragione che quest’altra persona non ci crede anch’essa”.
Buon viaggio

Compagno di scuola

Cari viaggiatori,
una bella canzone di Antonello Venditti si chiama “Compagno di scuola”. Ci riporta agli anni dell’infanzia e dell’adolescenza e mi ha fatto tornare in mente i banchi, l’argomento più dibattuto del momento. Ricordo di aver sperimentato il banco monoposto e quello doppio. Non ero tra gli alunni più turbolenti eppure anche io “accoppiavo” i banchi monoposto. Facevo quello che faranno gli studenti dal 14 settembre. E non sarà la dimensione del banco ad evitare l’eventuale diffusione dei contagi ma l’educazione alla convivenza con il Covid, cioè l’adozione di tutti i comportamenti che abbiamo provato a tenere in questo periodo.
Buon viaggio

La pioggia, la casa e l’ombrello

Cari viaggiatori,
vi propongo una domanda: quando piove e dovete attraversare la strada per andare al bar, in farmacia, all’edicola, che cosa fate? Di fronte a voi si presentano due possibilità: restare in casa oppure prendere l’ombrello.
E’ un po’ la situazione attuale: ci barrichiamo in casa per chissà quanto tempo ancora oppure usciamo indossando mascherine e facendo tutto quello che è necessario per proteggere la nostra e l’altrui salute?
Buon viaggio

Buon viaggio Dottore

Cari viaggiatori,
il 12 agosto dell’83, nel tardo pomeriggio, moriva Artemio Franchi, il più grande dirigente calcistico di tutti i tempi. Morì in un incidente stradale sulla Lauretana, vicino Vescona, nel comune di Asciano, capitale delle Crete senesi. Era il capitano della contrada della Torre e andava a trovare il fantino Silvano Vigni detto Bastiano. La notizia dell’incidente si diffonde subito a Siena e nel mondo per la rilevanza internazionale del personaggio. A quel tempo dirigevo Televideosiena e avevo intervistato più volte il Dottore, come lo chiamavano a Siena. Mi avevano sempre colpito la pacatezza e la capacità di instaurare buoni rapporti con tutti. Anche per quelle caratteristiche lo avevo proposto come candidato sindaco a chi mi aveva chiesto un parere. Poi vennero prese altre strade. Franchi sarebbe stato un ottimo primo cittadino, guida di una comunità per la quale si era speso in silenzio. A ricordarlo, oggi, ci sono un museo che gli ha dedicato la Lega Pro, il campo sportivo di Castelnuovo Berardenga (il primo Comune a fare l’intitolazione) e gli stadi di Siena e Firenze.
Buon viaggio