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Ho riaperto questo questo spazio di libertà dopo qualche anno e durante il periodo del confinamento in casa imposto dalle autorità pubbliche e il 2025 ha portato qualche novità.
In molti hanno postato i loro commenti e li ringrazio. Il blog si è trasformato nel corso del tempo. C’è lo spazio per i commenti e chi vuole può ISCRIVERSI e ricevere le notifiche dei post che scrivo. Grazie per l’attenzione e buona lettura.

Lista degli stupri, la Cgil coglie l’occasione per attaccare il governo

La Cgil interviene sulla lista degli stupri.

Il grave episodio avvenuto nell’Istituto Sarrocchi, figlio di una cultura patriarcale ancora purtroppo radicata, dove è stata rinvenuta nei bagni una cosiddetta “lista stupri”, è un segnale allarmante che interroga profondamente il mondo degli adulti, le istituzioni e l’intera comunità educante.

Condividiamo le parole della Sindaca di Siena quando afferma che “episodi come questo ci ricordano che la scuola, e con essa l’intera comunità, deve continuare a essere un luogo di crescita non solo culturale ma anche morale”. Ma non possono essere solo dichiarazioni di principio. Occorre interrogarsi seriamente perché le scelte politiche di questo Governo vanno in direzione opposta.

La scuola è il luogo deputato all’educazione, alla riflessione critica, alla prevenzione della violenza e alla costruzione di relazioni sane e rispettose, mentre le recenti decisioni approvate alla Camera nel dicembre 2025 in materia di educazione alla sessualità e all’affettività vanno in direzione opposta e impongono un silenzio educativo: qualsiasi attività su questi temi nelle scuole potrà essere svolta solo previa autorizzazione scritta delle famiglie, limitando di fatto l’autonomia educativa delle istituzioni scolastiche.

Riteniamo questa impostazione profondamente sbagliata. Non perché il ruolo delle famiglie non sia centrale, ma perché scaricare esclusivamente su di esse il “diritto-dovere educativo” significa indebolire la scuola proprio nel momento in cui avrebbe più bisogno di essere rafforzata. 

Come Flc Cgil Siena vogliamo ribadire con forza che le insegnanti e gli insegnanti sono già oggi in prima linea su questi temi, con professionalità, competenza e responsabilità. I Piani dell’Offerta Formativa delle scuole del nostro territorio prevedono da anni progettualità sull’educazione all’affettività, al rispetto, alla parità di genere e alla prevenzione della violenza, spesso in collaborazione con enti, associazioni e servizi del territorio.

Chiediamo che alla scuola venga permesso di continuare a svolgere pienamente questo compito, senza vincoli ideologici e senza diffidenze preconcette, con la correttezza, la serietà e l’attenzione che da sempre la contraddistinguono.
La scuola italiana è all’avanguardia su questi temi: limitarne l’azione significa rinunciare a uno degli strumenti più efficaci per contrastare la cultura della sopraffazione e della violenza.

La sindaca “profondamente colpita” dall’episodio della lista degli stupri

“Resto profondamente colpita, non soltanto come primo cittadino, ma come donna e come insegnante, da un episodio che non riguarda semplicemente una scuola, ma i valori fondamentali del rispetto e della dignità umana. Per questo sento il dovere di intervenire con fermezza, perché è proprio tra i banchi di scuola che si deve costruire il primo argine contro la violenza”.

Il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, commenta così la notizia della “lista stupri”, con nomi di studentesse scritti sulla parete, trovata all’interno di un bagno dell’Istituto Tito Sarrocchi di Siena.

“Un gesto gravissimo e offensivo – prosegue il Sindaco – per il quale voglio prima di tutto esprimere piena solidarietà alle studentesse coinvolte e alle loro famiglie. Ringrazio la preside per aver avviato fin da subito la ricerca dei responsabili, non voltarsi dall’altra parte assume in questi casi la massima priorità. Nessuna parola, nessuno ‘scherzo’ che utilizzi termini legati alla violenza sessuale può essere tollerato o minimizzato, soprattutto quando si tratta di nomi e persone reali. Questo tipo di comportamento è sintomo di una cultura che non rispetta le persone e i loro diritti fondamentali. Un’azione vigliacca e vergognosa fatta da pochi che certamente non rappresenta i valori di un’intera città”.

“Episodi come questo – aggiunge Fabio – ci ricordano che la scuola, e con essa l’intera comunità, deve continuare a essere un luogo di crescita non solo culturale ma anche morale. Da docente ho sempre creduto che l’educazione al rispetto della persona e alla responsabilità civile debba essere al centro dell’esperienza scolastica. Le istituzioni locali, insieme alla comunità scolastica, devono collaborare per promuovere progetti condivisi sui temi del rispetto, dell’educazione affettiva e di genere, della legalità. La scuola è una comunità e le comunità si costruiscono sostenendo valori come il rispetto reciproco, l’inclusione e la tutela della dignità di ciascuno”.

“Come città, non dobbiamo voltare lo sguardo – conclude il Sindaco Nicoletta Fabio -, dobbiamo reagire con determinazione contro qualsiasi forma di violenza anche verbale o simbolica. Invito tutte le componenti della nostra comunità scolastica a non lasciare spazio a indifferenza o sottovalutazioni. Ogni gesto che denigra una persona, ogni forma di comportamento lesivo della dignità altrui, deve trovare una risposta: educativa, civile e ferma. Siena è una città che si fonda sulla cultura, sull’educazione e sul rispetto reciproco: non possiamo permettere che azioni come questa diventino normalità o siano vissute come ‘ragazzate’. Il futuro dei nostri giovani dipende anche da come sappiamo reagire davanti a questi segnali”.

Il Santa Teresa ha trovato un acquirente

Dopo tante vicissitudini la fondazione Santa Teresa ha individuato un interlocutore affidabile e serio per rilevare lo storico complesso immobiliare,  che da tanti anni impegna  le amministrazioni che si sono succedute nella gestione di questo bene.
Un noto imprenditore del settore – impegnato in altri importanti investimenti in Toscana –  ha, infatti,  formulato un’offerta adeguata che ha trovato la piena adesione dei membri del Consiglio di amministrazione dell’ente compresi quelli dell’amministrazione comunale di Siena e della provincia di Siena e conseguentemente  è stato sottoscritto un preliminare di acquisto ed è stata versata la caparra.
Aspetto non secondario è che la compravendita non è sottoposta al verificarsi di alcuna delle condizioni analoghe  a quelle  quelle che, di fatto, hanno paralizzato le trattative precedenti.
È quanto afferma l’avvocato Alessandro Pasquazi, consulente legale della Fondazione incaricato dal cda di seguire la trattativa.

Lista degli stupri in un bagno del Sarrocchi

Un altro caso “lista degli stupri”, questa volta a Siena. Un elenco di nomi di studentesse è stato rinvenuto su una parete di uno dei bagni del complesso scolastico Sarrocchi, che ospita un istituto e un liceo in prossimità del centro cittadino. La notizia è riportata da La Nazione.

“Siamo venuti a conoscenza del fatto mercoledì (14 gennaio, ndr) e ho fatto interdire subito quel bagno”, ha spiegato la dirigente scolastica Cecilia Martinelli. Non sarà facile risalire ai responsabili ma insieme al personale scolastico stiamo facendo di tutto per individuare i responsabili e sanzionarli in maniera adeguata”.

E continua: “Ritengo questo gesto particolarmente grave e offensivo nei confronti delle studentesse e più in generale delle donne che fanno parte della comunità scolastica e di tutte le donne in generale”.

La dirigente ha confermato il fatto che gli studenti siano a conoscenza dell’accaduto “e sono certa che maggior parte di loro consideri questo gesto altrettanto odioso e indegno al pari di noi adulti. La nostra – ha concluso – è una scuola d’eccellenza e questa cosa forse non è così nota a Siena ma portiamo avanti progetti straordinari e rilasciamo diplomati che riescono a fare davvero grandi passi per il loro futuro. Dispiace che questa cosa sia successa nella nostra scuola e nella nostra città, a Siena mi sono sempre sentita al sicuro da sempre, è casa in tutto e per tutto”.

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Colle di Val d’Elsa selezionata per un bando europeo

Colle di Val d’Elsa è tra le città selezionate a livello europeo per il bando City-to-City Exchanges dell’European Urban Initiative, programma cofinanziato dall’Unione Europea, con il progetto “Nova Gorica – Colle: New Approach to Urban Planning”, dedicato alla rigenerazione urbana e al ruolo della cultura come leva di sviluppo sostenibile. Il Comune di Colle di Val d’Elsa lavorerà in partenariato con il Comune di Nova Gorica (Slovenia), città Capitale Europea della Cultura 2025, avviando un percorso di scambio e cooperazione internazionale su temi strategici come rigenerazione urbana, riuso degli spazi, consumo di suolo zero e partecipazione dei cittadini. 

Un modello avanzato di rigenerazione urbana. Il progetto nasce in un momento cruciale per Colle di Val d’Elsa, impegnata in una profonda trasformazione urbana a seguito del declino manifatturiero. L’obiettivo è riconnettere il centro storico, le aree residenziali e le ex aree industriali, in particolare lungo il fiume Elsa, attraverso politiche integrate di rigenerazione, sostenibilità ambientale e valorizzazione culturale. Lo scambio con Nova Gorica consentirà di approfondire modelli avanzati di rigenerazione urbana guidata dalla cultura, di governance partecipata e di pianificazione integrata, capitalizzando l’esperienza maturata dalla città slovena nel percorso verso la Capitale Europea della Cultura 2025. Il confronto tra le due realtà porterà alla realizzazione di un Manifesto congiunto, di un documento metodologico e di una roadmap per una collaborazione di lungo periodo, anche in vista di futuri programmi europei. 

Cosa prevede il progetto. Le attività previste includono due visite di scambio, una a Colle di Val d’Elsa e una a Nova Gorica, che coinvolgeranno amministratori, tecnici ed esperti dei due Comuni. Gli incontri saranno dedicati all’analisi delle politiche urbane, alla visita dei luoghi chiave della trasformazione e alla co-progettazione di strumenti condivisi per la gestione dei processi di rigenerazione. 

“Questo bando – afferma il sindaco di Colle di Val d’Elsa, Piero Pii – rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che Colle di Val d’Elsa sta portando avanti sul piano dell’attrazione delle risorse nazionali e internazionali a favore della rigenerazione urbana e della cultura come infrastruttura di sviluppo sostenibile. Il confronto con Nova Gorica rafforza la dimensione europea del percorso avviato dalla città con Colle 2028 e consolida il ruolo di Colle come laboratorio di politiche urbane innovative”.

Caltagirone e Lovaglio, le nomine e le insinuazioni

“Francesco Gaetano Caltagirone non ha contatti con l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio da diverse settimane” scrive con un comunicato ufficiale la società dell’imprenditore romano. “Al contrario, quanto emerso in questi giorni sulla stampa, evidenzia una fase di confronto interna al cda di Mps, chiamato a deliberare in tempi brevi su due snodi cruciali: il piano industriale richiesto dalla Bbe entro sei mesi dalla chiusura dell’Ops su Mediobanca e la definizione della lista del cda in vista del suo rinnovo – proseguono dal gruppo Caltagirone -. Accostare questo confronto consiliare al ruolo di un azionista rilevante o alla quota detenuta da Mediobanca in Generali è un’interpretazione strumentale, utile solo a confondere le dinamiche fisiologiche del consiglio di Mps – di cui, peraltro, il cavaliere Caltagirone non fa parte, insinuando un presunto contrasto fra l’ad della banca ed un suo azionista. A chi giova tutto ciò?”. Anche il Financial Times si e’ occupato di Rocca Salimbeni.

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Sanità, il reclutamento dei docenti per il 2025-2027

Sull’accordo fra l’Azienda e l’Università di Siena per il reclutamento 2025-2027 interviene la Direzione aziendale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese interviene rispetto ad alcune notizie diffuse su alcuni organi d’informazione inerenti la nota intersindacale avente ad oggetto, fra gli altri temi, l’accordo fra l’Azienda e l’Università di Siena per il reclutamento 2025-2027 dei docenti dell’area medica da convenzionare per l’attività assistenziale.
La nota in oggetto insinua che: 1) l’accordo possa presentare profili di illegittimità; 2) sia stato approvato senza darne adeguata diffusione; 3) distolga le risorse destinate all’assistenza sanitaria per destinarle ad altre finalità. 
Rispetto alla questione di legittimità si precisa che l’accordo in oggetto trova la sua base giuridica:
– nel comma 6 dell’art. 2 del Decreto legislativo 21 dicembre 1999 n. 517 che prevede che le aziende ospedaliero universitarie “operano nell’ambito della programmazione sanitaria nazionale e regionale e concorrono al raggiungimento degli obiettivi di quest’ultima sia nella realizzazione dei compiti istituzionali dell’Università, in considerazione dell’apporto reciproco tra le funzioni del SSN e quelle svolte dalle Facoltà di medicina e chirurgia”; 
– nell’art. 18 nella legge 30 dicembre 2010, n. 240 che prevede che “gli oneri derivanti dalla chiamata di professore […] possono essere a carico totale di altri soggetti pubblici e di soggetti privati, previa stipula di convenzioni […]”. 
Pertanto, l’accordo 2025-2027 in questione, nonché le intese degli anni precedenti a far data dal 2015, sono assolutamente allineati alla normativa nazionale.  
Rispetto alla necessaria pubblicità data agli accordi in oggetto si fa presente che tali intese sono state sottoscritte a seguito dell’approvazione da parte degli organi competenti delle due istituzioni (l’accordo 2025-2027 è stato approvato con delibera dell’Aou Senese n. 488 del 29 aprile 2025, aggiornata il 1° ottobre 2025 con la delibera n. 1107) e che la stessa procedura, seguita per pervenire alle intese, è stata approvata con apposito atto aziendale (nel caso dell’Aou Senese, la delibera n. 588 dell’8 giugno 2022) pubblicato sul sito aziendale all’interno della pagina “Atti di governo aziendale”. Ancora, ogni anno l’Aou Senese ha dato evidenza degli accordi raggiunti nei propri rendiconti annuali disponibili nel sito istituzionale, sempre all’interno della pagina “Atti di governo aziendale”.   
Infine, alcune considerazioni in merito alle risorse. Precisato che in un’azienda ospedaliero-universitaria l’attività assistenziale è svolta sia dal personale universitario convenzionato che dal personale ospedaliero dipendente, per la componente universitaria, ormai da tempo, ogni anno l’Aou Senese sostiene un costo pari a circa 11,5 milioni di cui 8,5 milioni per l’indennità assistenziale e circa 3 milioni per finanziare o co-finanziare alcuni ruoli universitari in base agli accordi sottoscritti dal 2015 fino ad oggi. Nel 2020, ad esempio, i docenti universitari per cui l’Aou Senese copriva una parte o integralmente i ruoli erano 43, oggi sono 46. Per governare il costo del personale dell’Aou Senese, dal 2024 gli accordi sottoscritti con l’Università hanno stabilito un tetto massino di spesa, comprensivo di indennità assistenziale e di copertura dei ruoli, di 12,2 milioni che viene costantemente monitorato.
Il motivo fondamentale per cui l’Aou Senese finanzia alcuni ruoli universitari è sostenere le scuole di specializzazione di Medicina, in particolare in un momento in cui l’Università di Siena, a causa della contrazione delle risorse del fondo di finanziamento ordinario, non riesce a garantire alcuni turnover né, tanto meno, il potenziamento dei docenti dell’area medica. Infatti, affinché una scuola di specializzazione possa essere aperta occorre possedere un certo numero di docenti universitari della disciplina con adeguati requisiti scientifici. A Siena sono oggi attive 34 scuole di specializzazione (erano 32 nel 2020) frequentate da 885 specializzandi. Se il sostegno finanziario dell’Aou Senese venisse meno non avremmo a Siena le seguenti Scuole di Specializzazione: Anestesia e rianimazione, Chirurgia maxillo-facciale, Chirurgia Toracica, Chirurgia plastica, Chirurgia generale, Medicina dell’Urgenza, Malattie infettive, Ematologia, Pneumologia, Psichiatria, Radiodiagnostica, Reumatologia, Oncologia, Ortopedia, Pediatria, Ginecologia ed ostetricia, Radioterapia, Oculistica e Otorinolaringoiatria. Inoltre, se l’Aou Senese non avesse sostenuto finanziariamente il reclutamento di docenti dell’area medica non apriremmo, nel breve-medio periodo, le scuole di specializzazione in Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Gastroenterologia, Urologia e Nefrologia. 

Cgil infuriata sui punti nascita, il governo non si azzardi a toccarli

La FP CGIL di Siena lancia un messaggio chiaro: il Governo non si azzardi a toccare i punti nascita della provincia. “Le ipotesi di ridimensionamento o chiusura dei presidi di Campostaggia e Nottola, legate all’applicazione rigida delle soglie ministeriali sui parti annui, sono inaccettabili, – spiega la sigla sindacale – ipotesi che diventano preoccupazioni visto come il Governo Meloni si sta muovendo su un altro settore fondamentale come le scuole. Il calo delle nascite è un fenomeno strutturale che riguarda l’intero Paese e non può diventare il pretesto per smantellare servizi sanitari fondamentali nei territori, servizi che rappresentano in Valdelsa e in Valdichiana dei punti importanti di eccellenza grazie alle grandi professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori e che hanno elevatissimi standard di qualità delle cure erogate”.

“I punti nascita sono presidi essenziali di sanità pubblica, garantiscono sicurezza alle donne, prossimità alle famiglie e continuità dell’assistenza in un’area vasta e complessa come quella senese, – prosegue il sindacato – sosteniamo la richiesta avanzata dalla Regione Toscana di rivedere i criteri nazionali oggi in vigore e chiediamo al Governo di adottare parametri più coerenti con la realtà demografica attuale”.

“Difendere i punti nascita – conclude la FP CGIL di Siena – significa difendere il diritto alla salute, il lavoro delle operatrici e degli operatori sanitari e la tenuta sociale dei territori. Non accetteremo decisioni calate dall’alto che penalizzino lavoratori e cittadini”. segui sfogliamo.eu

Capitale delle cultura, Colle Val d’Elsa spera di entrare nelle dieci finaliste

“Siamo alla vigilia di un passaggio importante per la nostra città: l’annuncio delle dieci finaliste al titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. C’è molta attesa, ma anche molta speranza”. Con queste parole il sindaco di Colle di Val d’Elsa, Piero Pii, interviene a pochi giorni dall’annuncio della short list, previsto per martedì 20 gennaio. “Colle2028 – continua Pii – è stata per l’amministrazione comunale e per tutta la comunità colligiana un’occasione preziosa di crescita e di investimento. In un solo anno abbiamo avuto l’opportunità di rafforzare una visione comune, di mettere in rete energie e competenze e di riconoscere nella cultura un motore concreto di sviluppo, coesione e benessere. Siamo cambiati. Colle di Val d’Elsa è già cambiata”.

Una nuova visione di governo, capace di guardare lontano. “In questi mesi – spiega ancora Pii – abbiamo avuto la lungimiranza di usare la candidatura come uno strumento di governo, facendo leva su una visione nuova che rimettesse ordine nelle priorità, mettesse in connessione politiche che troppo spesso viaggiano separate e costruisse una prospettiva di lungo periodo fondata su sviluppo e inclusione, crescita e coesione, innovazione e memoria. Oggi molti di questi principi si sono già tradotti in azioni concrete”.

Il welfare culturale come motore di sviluppo. “In un solo anno – sottolinea il sindaco – Colle di Val d’Elsa può affermare di essere tra le pochissime città ad aver reso concreto, con scelte di governo chiare, il concetto di welfare culturale. Abbiamo riconosciuto alla cultura un impatto diretto sulla salute, sulla coesione sociale, sulla dignità delle persone e sull’inclusività. Un approccio che ha portato a ripensare i luoghi della cultura come spazi di cura e di relazione: musei intesi come presìdi civici, biblioteche come luoghi di accoglienza e crescita, teatri e spazi culturali come ambienti aperti, abitabili e attraversabili da tutti. La cultura – aggiunge Pii – non più solo come offerta di eventi, ma come contesto quotidiano in cui le persone possono riconoscersi, incontrarsi e partecipare”.

Fondamentale anche il metodo. “In un solo anno – continua Pii – siamo riusciti a costruire e sperimentare insieme alla comunità un vero metodo di governo basato su partecipazione, co-progettazione e formazione. Non parole, ma pratiche concrete. Abbiamo dimostrato che è possibile costruire politiche pubbliche come processi aperti, che il confronto non rallenta ma migliora le scelte, che la complessità non è un ostacolo ma una risorsa. Un metodo che non vale solo per la cultura, ma rappresenta un patrimonio per tutta la vita pubblica della città”.

Al centro ci sono le persone e le relazioni. “C’è un’eredità che porteremo nel futuro – evidenzia il sindaco – ed è quella legata al capitale umano. Colle2028 ha rimesso al centro le competenze, le relazioni, la capacità delle persone di immaginare e costruire futuro insieme. È un patrimonio che cresce quanto più viene condiviso, così come la rete di relazioni che si è ulteriormente rafforzata. Una città che impara a lavorare insieme ha uno strumento potentissimo per affrontare le sfide future. Le relazioni costruite non appartengono a una candidatura, ma alla comunità”.

Il percorso ha contribuito anche a ridefinire l’immagine di Colle di Val d’Elsa. “Grazie a questo cammino – osserva Pii – la città ha iniziato a occupare una nuova posizione simbolica. È stata riconosciuta come luogo di pensiero, di sperimentazione, di proposta. Non per una campagna di immagine, ma per un lavoro reale e condiviso. Questo è un capitale di credibilità che ci permetterà di costruire nuove alleanze e nuove opportunità”.

Il senso più profondo di Colle 2028. “Credo che il lascito più importante – conclude il sindaco – sia la consapevolezza che una città può cambiare partendo da sé stessa. Colle2028 ha dimostrato che anche una città di dimensioni medie può permettersi una visione, può dichiararla e può lavorare per realizzarla. Questo genera fiducia, e la fiducia è una condizione fondamentale per qualsiasi trasformazione duratura. Colle2028 non è un documento, un logo o un programma, ma un modo nuovo di essere comunità, un organismo vivo capace di generare futuro. Colle di Val d’Elsa ha già compiuto un passaggio di maturazione. Ha imparato a guardarsi, a riconoscersi, ad assumersi la responsabilità del proprio futuro. Se saremo tra le finaliste, racconteremo l’origine di un riconoscimento. Se non lo saremo, racconteremo l’origine di una trasformazione che non ha bisogno di titoli per essere reale”.