Ho riaperto questo questo spazio di libertà dopo qualche anno e durante il periodo del confinamento in casa imposto dalle autorità pubbliche e il 2025 ha portato qualche novità.
In molti hanno postato i loro commenti e li ringrazio. Il blog si è trasformato nel corso del tempo. C’è lo spazio per i commenti e chi vuole può ISCRIVERSI e ricevere le notifiche dei post che scrivo. Grazie per l’attenzione e buona lettura.
Due studi dell’immunoterapia oncologica delle Scotte presentate a Los Angeles
Presentati a Los Angeles, durante il meeting internazionale della AACR – American Association for Cancer Research, i risultati di due studi di immunoncologia promossi dalla Fondazione NIBIT, che vedono protagonista l’Immunoterapia Oncologica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, diretta dal professor Michele Maio. Gli studi, primi ed unici a livello internazionale, sono stati presentati dalla professoressa Anna Maria Di Giacomo, ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Siena e responsabile del programma Sperimentazioni Cliniche di fase I/II del centro senese e da Luana Calabrò, già medico dell’Aou Senese ed attualmente professore Associato di Oncologia Medica dell’Università di Ferrara e direttrice dell’Oncologia Medica dell’Aou di Ferrara, con la specializzanda dottoressa Valentina Croce. Nel primo caso si tratta di uno studio sul mesotelioma, che nasce a Siena dalla collaborazione con l’oncologa Luana Calabrò, e dimostra per la prima volta che le caratteristiche epigenetiche del tumore (epigenoma tumorale) possono determinare la risposta clinica dei pazienti e, pertanto, risultano fondamentali nell’individuare nuovi biomarcatori da utilizzare in clinica per selezionare i pazienti che, in base alle loro caratteristiche epigenetiche, possono rispondere meglio ad un certo tipo di terapia.
Il secondo studio presentato è il NIBIT ML1, è stato condotto sia nel melanoma che nel cancro del polmone, ma a Los Angeles sono stati presentati i risultati relativi al trattamento della corte di pazienti con melanoma metastatico resistente a un trattamento di immunoterapia standard e, quindi, in una popolazione ad oggi molto difficile da trattare.
«Lo studio – spiega la professoressa Anna Maria Di Giacomo, – ha previsto di dividere i pazienti da trattare in due gruppi, un gruppo ha ricevuto una combinazione di due farmaci immunoterapici e cioè anti-CTLA-4 e anti-PD-1; l’altro gruppo ha ricevuto una terapia combinata tra anti-PD-1, anti-CTLA-4 ed un farmaco epigenetico. Il razionale dello studio è stato quello di cercare di revertire la resistenza all’immunoterapia non solo attraverso l’aggiunta di una combinazione di due immunoterapici, ma soprattutto attraverso l’utilizzo di un farmaco epigenetico che ha la capacità di rimodificare le caratteristiche del DNA tumorale e del sistema immunitario del paziente, per potenziare l’attività dell’immunoterapia quando utilizzata da sola. Quindi – prosegue Di Giacomo – quello che abbiamo ottenuto dal punto di vista clinico è dimostrare la maggiore efficacia della tripla combinazione. L’endpoint primario di questo studio era il tasso di risposte obiettive, e ciò che abbiamo osservato è che il farmaco epigenetico più i due anticorpi, quindi più l’immunoterapia di combinazione, genera un tasso di risposte cliniche doppie rispetto ai due farmaci immunoterapici somministrati da soli».
L’altro aspetto però fondamentale è quello di capire non solo quali sono i meccanismi di resistenza alla terapia precedente, ma anche identificare i pazienti che avranno maggiore beneficio dall’utilizzo anche di un farmaco epigenetico. «Attraverso i nostri studi sull’epigenoma tumorale, finanziati anche da Fondazione AIRC, attraverso un programma 5×1000 coordinato in Italia dal nostro Centro di Siena – conclude il professor Michele Maio – e sulle caratteristiche del sistema immunitario, abbiamo visto che i pazienti responsivi con l’utilizzo della tripla combinazione hanno caratteristiche ben precise, quindi riusciamo potenzialmente a identificare dei nuovi biomarcatori nel tumore e nel sistema immunitario che ci aiutano a predire la risposta a questo tipo di trattamento. Ciò vale nel melanoma, ma anche in altri tipi di tumore, e apre ad un futuro prossimo che vede nell’epigenetica un prezioso alleato nella lotta al cancro». Il meeting internazionale AACR ha rappresentato un’importante esperienza formativa anche per la dottoressa Valentina Croce, specializzanda in Oncologia Medica e dottoranda nel Dottorato di Medicina Traslazionale e di Precisione, dell’Università di Siena che ha detto: «Partecipare a questo evento ha rappresentato per me un’opportunità non solo formativa, per i contenuti estremamente qualificanti, ma anche un momento di interazione con giovani colleghi che a livello internazionale sono attivamente coinvolti in attività di ricerca oncologica clinica e traslazionale».
SfogliAmo i giornali
Il Medio Oriente con la scelta dell’Iran di nominare il figlio di Khamenei come Guida suprema e le conseguenti reazioni di Usa e Israele. Poi ancora i nuovi sviluppi sulla strage di Crans-Montana, quelli relativi alla famiglia nel bosco ed il referendum sulla giustizia. Per lo sport, i risultati di Serie A, paralimpiadi e Formula 1. Questi alcuni dei temi principali presenti sulle prime pagine dei quotidiani oggi in edicola.
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Montanari, il presidente del senato chiede le scuse e Michelotti le dimissioni
Il rettore dell’università per stranieri Tomaso Montanari (nella foto) aveva offeso alcuni esponenti del governo Meloni e delle istituzioni a proposito del referendum sula giustizia. Il presidente del senato Ignazio La Russa chiede le scuse e l’onorevole Francesco Michelotti vuole le dimissioni: “Tomaso Montanari ha perso l’ennesima occasione per tacere. Ricorre all’insulto dato che non ha propri argomenti consistenti, e dimostra di ignorare il contenuto del referendum del quale si è fatto promotore del no durante un incontro a Firenze. Parole gravi, mirate ai vertici istituzionali del governo. Il basso registro che da sempre caratterizza Montanari, purtroppo, scredita e mortifica l’Università per stranieri di Siena della quale è rettore. Un registro indegno, che ci fa chiedere le sue immediate dimissioni, perché chi ricopre un ruolo che dovrebbe essere modello di un alto spessore, non può e non deve permettersi di offendere lo Stato”.
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Se n’e’ andato Pietro Cinotti
Pietro Cinotti se n’e’ andato e Siena perde un professionista eccellente della fotografia. Ha lavorato per agenzie e quotidiani ed e’ stato il maestro di tanti fotografi senesi.
L’Iran pronto a sei mesi di guerra
L’Iran ha affermato di essere in grado di sostenere la guerra contro Stati Uniti e Israele, entrata oggi nel suo nono giorno. La Repubblica islamica annuncia che lo stretto di Hormuz è chiuso solo per le navi americane e israliane e risponde a Trump: “Non ci arrenderemo mai”. Pezeshkian si scusa coi Paesi vicini per gli attacchi, che promette di fermare se da lì non partiranno altre incursioni nemiche. Ma nella notte nuovi raid su Kuwait e Arabia Saudita. Israele attacca Hezbollah in Libano.
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In apertura dei giornali, la guerra in Medio Oriente. Trump vuole la resa dell’Iran. Il petrolio schizza dopo l’allarme del Qatar, scatta il timore per il prezzo del carburante. Casa nel bosco, il tribunale: “Separare la mamma dai bambini”, Meloni attacca i magistrati. Partono le Paralimpiadi, ieri la cerimonia inaugurale a Verona. Calcio, vince il Napoli, domani il derby di Milano.
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Aperture ancora una volta dominate dai preoccupanti sviluppi del conflitto in Medio Oriente. L’Iran continua a rispondere agli attacchi condotti da Israele e Stati Uniti: pioggia di missili e droni nella giornata di ieri, preso di mira anche l’Azerbaigian. E l’arsenale dei Pasdaran sembra pronto per un conflitto di lunga durata. L’Europa muove le sue pedine: Macron sente Meloni e Mitsotakis sugli aiuti a Cipro, con l’Italia che invia una nave. Trump dice no al figlio di Khamenei.
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Sulle prime pagine dei quotidiani di oggi domina l’allargamento del nuovo fronte di guerra in Medio Oriente. Un missile sparato dall’Iran verso lo spazio aereo turco è stato intercettato dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale. Una fregata iraniana è stata affondata da un sottomarino Usa al largo dello Sri Lanka: oltre 80 i morti. Sanchez sfida il tycoon, dopo l’attacco del presidente Usa a Madrid per non aver concesso le basi. Meloni e Crosetto sono saliti al Colle da Mattarella.
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Monte, varata la lista del cda con Maione e senza Lovaglio
Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena imprime una svolta netta alla partita della governance e apre la strada a un profondo riassetto manageriale, pur nel segno della continuità alla presidenza. Al termine di settimane di confronto serrato, il board uscente ha infatti varato la lista dei candidati destinati a comporre il consiglio nel prossimo triennio. Lo scrive Il Sole 24 Ore.
La lista – che sarà sottoposta all’assemblea del 15 aprile – non comprende, come emerso nelle ultime ore, il nome dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, protagonista del rilancio della banca ma al centro, nelle ultime settimane, di un duro confronto interno al board. Confermata invece, come da previsione, la candidatura alla presidenza dell’attuale numero uno Nicola Maione figura di garanzia e presenza storica nel board senese che nelle scorse settimane ha gestito il dialogo con i grandi soci e con la Banca Centrale Europea nella delicata fase di definizione della nuova governance.
Sono tre i profili indicati nella lista come possibili candidati a guidare la prossima fase del Monte nel ruolo di amministratore delegato. In pole position figura Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea, in scadenza la prossima primavera, ed ex numero uno di Cassa Depositi e Prestiti. Accanto a lui compare una figura di grande standing come il banchiere ed ex ministro Corrado Passera, fondatore di illimity Bank – poi acquisita da Banca Ifis – e già alla guida di gruppi come Intesa Sanpaolo e Poste Italiane. A completare la terna dei possibili candidati al ruolo di ceo è Carlo Vivaldi, manager di lungo corso con una vasta esperienza internazionale maturata in UniCredit.
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Le ultime dal Monte
Le ultime voci danno per escluso dalla lista del nuovo cda della Banca Monte dei Paschi l’attuale amministratore delegato Luigi Lovaglio mentre il presidente Nicola Maione (nella foto) dovrebbe restare. Per il ruolo di ad è probabile la nomina di Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Acea dal 3 maggio 2023. Aveva già ricoperto la carica di Amministratore Delegato della Società dal 26 settembre 2022.
Da luglio 2018 a maggio 2021 ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti dove, dal 2014, ricopriva già la carica di Chief Financial Officer.
Dal 2005 al 2014 ha lavorato per il Gruppo Fincantieri dove ha ricoperto posizioni apicali di crescente responsabilità: inizialmente come Direttore Business Development e Corporate Finance, successivamente come Chief Financial Officer (2006-2014) e infine come Vicedirettore Generale (2011-2014).
Fabrizio Palermo ha iniziato il suo percorso professionale negli uffici londinesi di Morgan Stanley, nella Divisione lnvestment Banking. Nel 1998, ha proseguito il suo percorso presso McKinsey & Company, specializzandosi in operazioni di risanamento, trasformazione e rilancio di grandi gruppi industriali e finanziari.
Durante la sua carriera, ha ricoperto le cariche di Presidente di CDP Equity S.p.A., Amministratore Delegato di CDP Reti S.p.A., e Consigliere di Amministrazione di Open Fiber S.p.A., di Fincantieri S.p.A. e Fincantieri USA lnc., di Vard Group AS e di Vard Holdings Limited.
Fabrizio Palermo è stato membro del Consiglio Direttivo di Assonime, membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Studi Americani e Co-presidente del Business Forum ItaliaCina.
Dal 2007 svolge inoltre attività accademica presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli in qualità di Professore Assistente per il Corso di “Pianificazione e Controllo” (dal 2007 al 2010) e successivamente in qualità di Professore Aggiunto MBA per il corso di “Corporate Finance” (nel 2018 e 2022).
Nel 2019 è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Fabrizio Palermo è laureato con lode in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
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