L’uccello e il cielo

Cari viaggiatori,

un maestro disegnò per i suoi studenti, sul bianco di una lavagna, un piccolo uccello e domandò: “Che cosa è?”. Varie le risposte. In molti dissero: “Un uccello”. Il maestro rispose: “E’ un cielo vasto e in questo momento sta passando un uccello”. Che ci sia di conforto in questo periodo in cui il cielo non è azzurro. Ma tornerà.

Buon viaggio

Le persone grandi

Cari viaggiatori,

incontro un pensiero del Dalai Lama e ve lo sottopongo: “I soldi rendono le persone ricche; la conoscenza rende le persone sagge, però l’umiltà rende le persone grandi”.

Buon viaggio

I quattro maestri

«I quattro maestri nel loro insieme prefigurano un itinerario. La meta è il maestro più importante: il maestro interiore, il quinto maestro». Socrate, l’educatore. Buddha, il medico. Confucio, il politico. Gesù, il profeta.

Risalendo alle antiche tradizioni spirituali e filosofiche dell’umanità, Vito Mancuso individua nel pensiero di queste quattro figure gli insegnamenti ancora validi e preziosi per noi, uomini e donne di oggi. La loro parola diventa così una guida decisiva per percorrere con maggiore consapevolezza gli impervi sentieri della nostra esistenza, convivere con il caos che ogni giorno sperimentiamo, e tracciare una strada nuova verso l’autentica pace interiore. Perché interrogando questi quattro grandi con sapienza e curiosità, e avvicinando a noi il loro profondo messaggio, saremo in grado di risvegliare il maestro da cui non possiamo prescindere: la nostra coscienza, il quinto maestro. Per diventare così consapevoli che la forza per definire le nostre vite è dentro di noi, e che possiamo essere noi stessi i creatori della nostra felicità.

Editore: Garzanti Collana: Saggi Pagine: 496. Anno edizione: 2020. In libreria da giovedì 05 novembre 2020 – EAN: 2000000043401

Era il 18 maggio dell’anno pandemico 2020

Cari viaggiatori,
in bocca al lupo a chi oggi tira su il bandone, a chi
prova a ripartire tra incertezze, tante, e certezze, poche.
In bocca al lupo a chi, per ora, tiene giù il bandone.
In bocca al lupo a chi oggi va a messa e in sinagoga, in
moschea e nel tempio induista.
In bocca al lupo a chi ora e a chi labora. In bocca
al lupo a quei ragazzi che oggi non so dove andranno,
visto che molti genitori tornano sul posto di lavoro e le
scuole restano chiuse. In bocca al lupo a chi vorrebbe
partecipare a un dibattito culturale e il circolo è serrato
perché istruzione e libri su cui confrontarsi sono considerati meno importanti dei runner che non sudano e
non lanciano goccioline infette. Insomma, in bocca al
lupo a tutti, a chi prova “a fare” e chi “non può fare”. E
grazie a chi non si è mai fermato per permetterci di provare a riveder le stelle. In tanti abbiamo atteso questo 18
maggio dell’anno pandemico 2020 per fare “qualcosa”
di nuovo o di vecchio.
Chissà, forse nell’altra pagina della vita che è la morte, il Grande Maestro potrà fare in libertà quello che
desiderava dopo la fine della quarantena, mettersi al sole
e abbracciare un albero. E poi abbracciare gli amici, “ci
metteremo a ridere o ci spunteranno le lacrime. Non so
come sarà. Ma qualsiasi cosa sia sorrideremo. Felici di
essere vivi”.
Perché “la morte non esiste, è una parte della vita”
oppure “forse, semplicemente un’altra tournèe” come
ha scritto oggi Gabriele Romagnoli, il giornalista che
dipinge con la tastiera del pc, come il Grande Maestro
“dipingeva la musica con le mani”.
Buon viaggio
Era il 18 maggio 2020

Il risarcimento e la sfiducia

Cari viaggiatori,

in questa pandemia tanto si è letto e scritto. E tantissimo si è ascoltato: tante parole, tante zuffe. Guardando qualche scienziato in tv ci è sembrato di tornare agli anni Settanta quando al bar si discuteva chi era più forte tra Mazzola e Rivera. E intanto cresce la sfiducia verso tutto e verso tutti. E, come ha ricordato Davide Rondoni sul quotidiano Qn “non c’è risarcimento della sfiducia”.

Buon viaggio

Il Covid e il prof che non si nota

Cari viaggiatori,

se non lo conoscete prendete nota di questo nome: Rino Rappuoli. Nella carta d’identità si legge che è nato a Radicofani, in provincia di Siena, il 4 agosto del ’52. Da qualche settimana è professore straordinario all’università per meriti scientifici. In televisione si vede poco, sui giornali pure, ma chi vuole può leggere una sua intervista sul mensile Espansione, ora in edicola. Con disarmante semplicità Rappuoli dice che entro marzo del 2021 sarà pronto il farmaco monoclonale per combattere il Covid. Con altrettanta semplicità ha fatto lo stesso annuncio domenica scorsa in tv da Fabio Fazio. Il conduttore, abituato con scienziati molto presenzialisti e pieni di certezze, ha dovuto chiedere più volte al professor Rappuoli se aveva capito bene, se era vero che il suo gruppo di ricercatori era davvero riuscito a mettere a punto il farmaco che cura il Covid. Il professore di Radicofani non ha il fisico della star televisiva, dell’influencer ma sta in laboratorio ed è lì che si studia e si produce il farmaco che serve prima di tutto per tranquillizzare i cittadini.

Buon viaggio

A riveder le stelle. Presto

Cari viaggiatori,

da pochi anni si è riscoperto l’amor di Patria. Poi, l’arrivo alla presidenza della Repubblica di Carlo Azeglio Ciampi ha fatto un miracolo laico e ci siamo sentiti tutti un po’ italiani. In questi giorni è in libreria il libro di Aldo Cazzullo, “A riveder le stelle”, che attraverso Dante ci porta alle origini del nostro amor di Patria. E’ una utile lettura in questo periodo in cui il senso di responsabilità e l’ennesimo sacrificio richiesti a ogni cittadino si spera che ci possano riportare a riveder, presto, le stelle.

Buon viaggio

Jose Marti e Lucia Azzolina

Cari viaggiatori,

se navigate su internet trovate una foto della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina (Movimento 5 Stelle) con la mascherina. Doppi complimenti perchè dimostra di rispettare le regole e per la frase stampata sulla mascherina. Riporta il pensiero di Jose Marti, martire cubano e massone: “Un popolo istruito sarà sempre libero”.

Buon viaggio

Quella partita della vita

Cari viaggiatori,

tra gli obblighi sanciti dall’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri c’è il divieto delle partite di calcio. Un altro colpo per i giovanissimi, per la loro voglia di socialità, per la loro necessità di crescita. Giocare a calcio non è solo attività fisica ma soprattutto serve per maturare. Ricordo ancora, a distanza di 51 anni, una partita della Coppa Amicizia (calcio a sette nel campetto del ricreatorio del Costone a Siena) disputata il mattino del 26 dicembre, per Santo Stefano. Di fronte la mia squadra, l’Us Taverne Arbia, e i Felini di Marciano. Sapevamo che sarebbe stata una gara facile. Finì 12-0 per noi. Una passeggiata. Infierimmo. Avevo dodici anni ed ero il capitano di quella squadra. I nostri avversari ci rimasero male. Erano più piccoli di noi. L’anno successivo ce li trovammo di nuovo di fronte. Dovevamo vincere a tutti i costi per conquistare la Coppa Usac, il trofeo più ambito per i giovanissimi. Finì 0-0. I Felini, che erano cresciuti, ci fermarono sulla strada della vittoria. Ci ricordarono quella volta che li umiliammo. Vincere sì, umiliare no. Sbagliato farlo nello sport e nella vita. Ecco perchè dobbiamo sperare che presto i ragazzini possano tornare a giocare a calcio e a praticare gli altri sport di squadra.

Buon viaggio e buona partita, quando sarà possibile

La legge e il dovere

Cari viaggiatori,
tra una cosa e l’altra riflettete sul pensiero di Immanuel Kant: “La legge è ciò che ci obbliga verso gli altri. Il dovere ciò che ci obbliga verso noi stessi”
Buon viaggio