Da Castellina in Chianti la rivolta contro il Pd senese

Discussione accesa nel Pd senese. Oggi interviene Marcello Bonechi, segretario comunale del Pd di Castellina in Chianti.

La rigenerazione del Partito Democratico non è uno slogan, ma una scelta imprescindibile per restituire dignità alla politica, affrontare i bisogni reali delle persone e costruire un progetto di governo solido e credibile. La nuova fase che il Pd deve inaugurare parte dai territori, valorizzando quella pluralità sociale e politica che finora non ha trovato piena rappresentanza.

Il Pd senese oggi non guida più il capoluogo, né realtà importanti come Colle Val d’Elsa. Le ultime elezioni regionali hanno evidenziato fragilità profonde, con decisioni spesso orientate a logiche personalistiche più che a un confronto serio sul governo del territorio. È un limite che riguarda molte forze politiche: comitati elettorali che vivono solo intorno a un nome, strutture del consenso che si attivano esclusivamente in campagna elettorale, senza generare né vittorie né radicamento. Un partito, invece, deve vivere ogni giorno. Deve avere programmi chiari, una classe dirigente autorevole e rappresentativa, capace di esprimere iscritti, simpatizzanti e cittadinanza attiva, non di essere cooptata da pochi. Un partito aperto, inclusivo, innovatore senza inseguire la moda del “nuovo” fine a sé stesso.

Ricostruire credibilità significa ricreare una comunità politica che conosca davvero il territorio e lo sappia interpretare. Dobbiamo tornare a parlare all’intera società: lavoratori, imprese, terzo settore, mondo dello sport, agricoltura, consorzi, categorie economiche e sindacati. Serve ascoltare, approfondire, decidere insieme. Solo così il Pd può recuperare la guida nelle terre di Siena e in Toscana.

A livello regionale, la direzione prevista sabato 6 dicembre a Firenze rappresenta un passaggio cruciale, che prefigura un percorso nuovo, indispensabile per prepararci al futuro e alle prossime elezioni politiche. Le difficoltà delle ultime competizioni, condizionate anche da dinamiche nazionali che hanno ridotto la nostra rappresentanza nel Consiglio regionale, non devono oscurare un dato essenziale: oggi, per vincere, è necessaria una coalizione larga e coesa di centrosinistra, capace di riportare il Pd in posizione competitiva. Per questo sarebbe un errore concentrare il dibattito su nomi, ruoli o dinamiche interne. Gli errori vanno riconosciuti e affrontati, ma ciò che serve davvero è una maggioranza ampia, in grado di definire strategie solide e utili alla nostra provincia.

Il Pd senese non deve esasperare il confronto con il livello regionale, né con il segretario, ma contribuire con proposte forti e concrete, capaci di incidere davvero e di sostenere una nuova crescita del territorio. Dobbiamo ricostruire le condizioni per riprendere in mano alcuni Comuni, a partire dal capoluogoprovinciale. Siena deve tornare a essere il motore politico e amministrativo dell’intera provincia.

La nostra azione dovrà concentrarsi su scelte strategiche: contrasto alla deindustrializzazione; sviluppo delle energie rinnovabili con il consenso delle comunità; revisione dei servizi a rete e dei modelli gestionali, includendo l’obiettivo del pieno controllo pubblico dell’acqua; politiche per natalità, famiglia e invecchiamento; innovazione nella sanità pubblica; sicurezza, infrastrutture, inclusione sociale; turismo come leva di sviluppo sostenibile e crescita culturale.

La mia esperienza personale nella recente campagna elettorale delle regionali, al di là dei numeri registrati, ha voluto dimostrare l’umiltà di una politica che nasce dall’ascolto quotidiano e dal contatto diretto con chi affronta problemi concreti. Una politica che costruisce soluzioni e che crede davvero nella possibilità di un nuovo inizio, verso un Pd popolare, radicato, credibile.

Mi rivolgo agli iscritti e al popolo del centrosinistra, oggi smarrito: questo è il momento di costruire insieme una fase nuova, indispensabile per restituire fiducia e una prospettiva forte alle terre di Siena.

Congresso di oncologia oculare, protagonista il policlinico delle Scotte

Siena sarà ancora protagonista del congresso di Oncologia oculare, giunto quest’anno alla 13esima edizione. Dall’11 al 13 dicembre, nel complesso museale del Santa Maria della Scala, i maggiori esperti mondiali nel settore, provenienti da Canada, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, India, Israele, Messico, Olanda, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Svizzera e Turchia, si confronteranno sugli ultimi aggiornamenti nel campo dell’oncologia oculare, nella tre giorni organizzata dalla professoressa Doris Hadjistilianou, oculista e responsabile del Centro di riferimento per il retinoblastoma dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e direttrice della Scuola di specializzazione in oftalmologia dell’Università di Siena: «Tredici edizioni non sono poche, ogni anno ci ha portato progresso, nuove collaborazioni e un senso di comunità sempre più forte. L’oncologia oculare – prosegue la professoressa Hadjistilianou – è un campo che, come medici, ci mantiene umili, ci mette alla prova, ci commuove e, a volte, ci toglie anche qualche ora di sonno. Ma ci ricorda anche perché abbiamo scelto questa professione: dare speranza, salvare la vista, e accompagnare i nostri pazienti con impegno e umanità. Questo congresso è sempre stato arricchito da presentazioni e aggiornamenti clinici, ma al tempo stesso è sempre stato un momento per ritrovarci a Siena con tutti i maggiori professionisti del settore a livello mondiale, scambiarci idee e supportare le varie innovazioni». Il benvenuto agli ospiti del congresso, che inizia l’11 dicembre alle ore 14, sarà dato lo stesso pomeriggio alle ore 19 all’Accademia dei Fisiocritici con un concerto tenuto da Natania Hoffman e Zilvinas Brazauskas, mentre terranno le “invited lectures”, oltre alla professoressa Hadjistilianou, il professor David Abramson del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, il professor Nikolaos Bechrakis direttore del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Essen, il professor Francis Munier dell’Hôpital ophtalmique Jules-Gonin di Losanna e del professor Francesco Quaranta Leoni, presidente di ESOPRS, European Society of Ophthalmic Plastic and Reconstructive Surgery. La tre giorni terminerà il 13 dicembre alle ore 13.

Sciopero il 12 dicembre

Possibili disagi per gli utenti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte, nella giornata di venerdì 12 dicembre, a causa dello sciopero nazionale generale di tutto il personale di tutti i comparti indetto da CGIL. Lo sciopero potrebbe comportare alcune variazioni nel normale svolgimento delle attività e dei servizi al pubblico, in relazione all’adesione o meno dei dipendenti. L’Azienda ospedaliero-universitaria Senese si scusa per gli eventuali disservizi causati, non imputabili alla volontà dell’azienda stessa. Saranno comunque garantiti i servizi pubblici essenziali, quali l’assistenza di urgenza e il supporto attivo alle prestazioni specialistiche, diagnostiche e di laboratorio, compresi i servizi trasfusionali.

SfogliAmo i quotidiani

Sulle prime pagine dei principali quotidiani di oggi, la guerra in Ucraina con la linea dura di Putin: “Kiev si ritiri dal Donbass o libereremo quei territori con la forza”, e l’avvertimento di Macron agli europei, secondo cui “Trump potrebbe tradire l’Ucraina”. In evidenza anche il ritrovamento di Tatiana Tramacere, trovata viva a Nardò, e l’ipotesi del sequestro, oltre all’arrivo in Italia della fiamma olimpica di Milano-Cortina, accolta al Quirinale dal presidente Mattarella.

Il Mercato nel Campo, l’iniziativa venne rilanciata da Cenni e Bindi

La conchiglia di Piazza del Campo si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi del Natale senesevenerdì 6, sabato 7 e domenica 8 dicembre, dalle 8:00 alle 20:00, torna il Mercato nel Campo, l’evento che ogni anno trasforma il cuore pulsante di Siena in una grande vetrina dedicata all’eccellenza artigianale e agroalimentare. Un’occasione unica per immergersi nell’autenticità dei prodotti del territorio e scoprire sapori e tradizioni provenienti da tutta Italia.

Oltre cento espositori provenienti dalla Toscana e da altre regioni italiane animeranno la piazza con un percorso che unisce qualità, storia e bellezza, rievocando l’atmosfera dei mercati medievali che per secoli hanno caratterizzato la vita cittadina. Lo scrive il Corriere di Siena.

La tradizione venne ripresa dalla giunta di Maurizio Cenni e in particolare dall’assessore Daniela Bindi.

Biffoni suona la carica contro il segretario regionale Pd

Ancora alta la tensione in vista dell’infuocata direzione regionale di sabato. A Prato ipotesi congresso anticipato. Entrare nella segreteria bis di Fossi? «Vediamo cosa proporrà, ma non mi sembra ci siano le condizioni politiche», ritiene il mister preferenze Pd Matteo Biffoni, l’ex sindaco di Prato fatto fuori dalla giunta Giani che la settimana scorsa ha fatto da gran cerimoniere per il raduno nazionale dell’area Guerini-Picierno-Gori. L’ex presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo condivide la linea, come del resto tutta la vasta area Bonaccini che va da Leonardo Marras e Brenda Barnini a Dario Parrini e qualche decina di sindaci: «Non si può pensare di evitare l’autocritica e bypassare i problemi azzerando la segreteria e poi pretendendo la nostra adesione alla nuova» è la linea. Lo scrive La Repubblica

Capitani aspetta che il polo industriale riprenda ma aspetta e spera

Sopralluogo questa mattina, giovedì 4 dicembre, del vicesindaco e assessore all’urbanista del Comune di Siena Michele Capitani presso lo stabilimento industriale di viale Toselli, alla presenza dei rappresentati di Invitalia e dell’advisor Sernet. Presenti sul posto anche i rappresentanti di Beko Europe. 

“L’amministrazione comunale è ancora in prima linea per la tutela del lavoro presente e futuro – commenta Capitani – attraverso attività concrete e un investimento, come approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, di un milione e settecentomila euro per l’ingresso del Comune all’interno di ‘Sviluppo Industriale Siena Srl’, società che si occuperà della re-industrializzazione del sito di viale Toselli, ormai ex Beko, e per la progettazione e lo svolgimento della quota parte di lavori. Città e lavoratori attendono che questo polo riparta in tempi più rapidi possibile”. 

E’ stata effettuato una lunga e attenta visita all’interno dello stabilimento, per una valutazione degli impianti e delle strutture. “Il progetto – prosegue il vicesindaco -potrebbe andare avanti a stralci, nella speranza di avere alcune porzioni riqualificate e da mettere a disposizione di eventuali interessati, a cui Sernet sta già lavorando. Vogliamo arrivare a un inizio dei lavori di bonifica e riqualificazione attraverso ‘Sviluppo Industriale Siena’ nella prima metà del 2026. Ovviamente ci sono i tempi tecnici che riguardano gare di elevata entità. E’ inoltre necessario mettere a disposizione una struttura bonificata ed efficientata a livello energetico, anche per abbattere i costi, affinché le attività imprenditoriali costituiscano un polo stabile, solido e affidabile per l’occupazione presente e per quella del futuro della comunità senese”.

“Sottolineo – conclude Capitani – che fra gli scopi principali della società ‘Sviluppo Industriale Siena srl’, contenuti nello statuto approvato, ci cono la salvaguardia e la tutela del lavoro attraverso la gestione, riqualificazione, valorizzazione e sviluppo degli immobili, con particolare attenzione all’area di viale Toselli oltre alla promozione di attività connesse alla reidustrializzazione del sito produttivo. Si tratta di un documento innovativo e di particolare importanza per il territorio senese”.

Prima del sopralluogo il vicesindaco Capitani ha incontrato anche una rappresentanza dei sindacati e dei lavoratori Beko presenti all’ingresso dello stabilimento.

++Vannetti non è più capogruppo del Pd al Comune di Colle di Val d’Elsa

Riccardo Vannetti ha scritto una lettera agli iscritti al Pd per dire che lascia il ruolo di capogruppo del Pd di Colle di Val d’Elsa. Eccola.

Care iscritte e cari iscritti del Partito Democratico di Colle di Val d’Elsa,

care colligiane e cari colligiani,

questa è una comunicazione difficile, ma sento il dovere di condividerla con sincerità.

Dopo una riflessione lunga e profonda, ho deciso di lasciare il mio ruolo di capogruppo Pd in consiglio comunale e di uscire dalla segreteria del Partito Democratico di Colle di Val d’Elsa. 

È una decisione amara, perché ho sempre creduto nella politica come servizio, confronto, responsabilità verso la comunità. Negli ultimi mesi, però, ho visto allontanarsi il partito locale dai valori che lo hanno tenuto in piedi e rinnovato in questi miei anni di presenza: trasparenza, collegialità, rispetto reciproco.

La segreteria si è trasformata in uno spazio chiuso, gestito in modo personalistico, dove le decisioni vengono prese da pochi, senza reale confronto né coinvolgimento degli organismi dirigenti. E, dopo aver chiesto chiarimenti, mi è stato risposto che andava bene così.

Si è consolidato un metodo basato sulla fedeltà personale più che sul merito, accompagnato da dinamiche che escludono chi prova a portare un contributo libero e costruttivo. La linea politica locale che porto avanti si colloca ormai in distanza da quella in cui credono altri esponenti del partito, e troppo spesso mi sono trovato costretto a dover porre rimedio a scelte o atteggiamenti che non condivido.

Negli ultimi giorni sono stati diffusi messaggi pubblici che descrivono un partito locale unito, coeso e pienamente partecipato.

Pur rispettandoli, non posso condividerli: raccontano una realtà che non corrisponde all’esperienza quotidiana di molte e molti di noi. Le narrazioni rassicuranti possono far comodo, ma non risolvono ciò che non funziona — lo nascondono.

Pur non avendo potuto prendere parte — nella giornata di domenica 30 novembre — alla chiusura dei lavori a Montepulciano per motivi familiari, ho ascoltato e apprezzato l’intervento della segretaria nazionale.

La sua linea programmatica — progressista, cocciutamente unitaria e soprattutto orientata al rinnovamento reale — rappresenta la politica che riconosco e nella quale continuo a credere.

Una politica che unisce, non che divide; che costruisce, non che chiude.

Alcune scelte locali, invece, hanno generato un intreccio di interessi che considero incompatibile con l’etica politica che vorrei guidasse il nostro partito.

La politica, per me, non è un terreno privato da presidiare, ma una comunità da far crescere. Quando questo viene meno, è giusto dirlo con chiarezza.

So già che cosa qualcuno dirà: “Le cose si cambiano da dentro”. Ed è proprio su questo punto che voglio essere chiaro.

Non lascio il partito locale né la sua assemblea, e continuo a sentirmi parte della comunità democratica. Ma se chi guida il partito ha una visione diversa e ormai conclamata, è giusto che la persegua con coerenza.

Da risorsa, oggi vengo percepito come un ostacolo, e lungi da me voler interpretare, anche solo per un giorno, un ruolo che non appartiene né alla mia storia né al mio modo di fare politica.

Ho provato più volte ad aprire un confronto vero, a chiedere trasparenza, regole chiare e rispetto delle persone. Oggi, dopo mesi di “non incontri” e di discussioni non costruttive, mi è evidente che, in questo contesto, non sia più realisticamente possibile.

Continuerò, nei limiti del possibile, a impegnarmi per Colle e per le persone che la abitano, perché la mia idea di politica resta inclusiva, plurale, fondata sull’ascolto e sulla responsabilità.

Ribadisco la mia piena fiducia nel percorso nazionale del Partito Democratico, nel lavoro di Elly Schlein e del suo gruppo dirigente nazionale e regionale, che stanno restituendo al PD un’identità più aperta, più coraggiosa e più vicina alle comunità.

Si sta portando avanti un progetto politico che non si limita ai proclami, ma traduce nei fatti un rinnovamento reale, partecipato e necessario.

A volte la lealtà richiede scelte difficili.

Oggi questa scelta per me è un atto di coerenza e di verità verso la mia comunità e verso me stesso.

Non cerco scontri, ma dignità.

Non cerco ruoli, ma rispetto.

E non rinuncio all’idea di una politica che tenga insieme le persone e non le divida.

È da qui che riparto: dalla libertà di poter dire la verità e dalla responsabilità di continuare a servire la mia Colle di Val d’Elsa, nella quale sono nuovamente residente, con la schiena dritta e la stessa serietà che la mia comunità merita.

Riccardo Vannetti

Sfogliamo i giornali

Tra i temi in prima pagina sui giornali, in edicola oggi, spiccano gli ultimi sviluppi legati alla guerra russo-ucraina con “il muro anti Putin” di Nato ed Ue e con Rutte che parla di ulteriori” forniture militari e sanzioni” contro Mosca in assenza di intese sulla pace. Spazio poi all’economia, con lo spread sceso sotto quota 70, e alla cronaca, con il caso del femminicidio nelle Marche. Per lo sport, i risultati della Coppa Italia e l’addio a Nicola Pietrangeli.

La manovra finanziaria della Toscana

In soldoni: nessun aumento di tasse o imposte, 8,2 miliardi per la sanità, addizionale Irpef invariata, nidi e libri gratis confermati, 200 milioni di gettito recuperato dagli evasori fiscali, altri 200 per la Darsena Europa, 700 per il trasporto pubblico locale, 10 milioni per l’allargamento del tratto Firenze-Scandicci della martoriata Fi-Pi-Li con la costituenda Toscana Strade improntata alla riscossione del pedaggio dei tir. E, novità, 23 milioni per il reddito di inserimento lavorativo. Alias, il reddito di cittadinanza toscano: un assegno (non strutturale) da 6/700 euro che i percettori (da quantificare con Irpet) disoccupati e senza ammortizzatori sociali potranno usufruire da nove mesi ad un anno. Lo scrive La Nazione a proposito della manovra della Regione Toscana.