Bisognerebbe fare

Cari viaggiatori,
Ho letto questa storia
Bisognerebbe fare come l’airone, che mantiene la sua eleganza, anche con le zampe immerse nelle acque torbide
Bisognerebbe fare come l’airone, che dopo aver tenuto il becco infilato nel fango, tira sempre su la testa.
Bisognerebbe fare come l’airone, che dopo essere stato nel brutto del mondo e averne ingoiato le bassezze, apre le sue grandi ali e torna a vedere le cose dall’alto.
Bisognerebbe fare come l’airone, sapersi sporcare , rimanendo puliti.
Bisognerebbe fare come l’airone, guardare in basso, vedendo lontano.
Bisognerebbe fare come l’airone, riuscire a mischiarsi, rimanendo se stessi.
E con regale distacco, essere nobile vedetta dei propri orizzonti.
Buon viaggio

Il maestro e lo scorpione

Cari viaggiatori,

tra i tanti messaggi che si ricevono ogni giorno sul telefonino, oggi ne ho scelto uno. Eccolo, così come l’ho ricevuto.

Un maestro zen vide uno scorpione annegare in uno stagno e decise di trarlo in salvo. Quando lo fece, lo scorpione lo punse. Per l’effetto del dolore, il maestro lasciò l’animale che di nuovo cadde in acqua in procinto di annegare. Il maestro tentò di tirarlo nuovamente fuori dall’acqua e l’animale lo punse nuovamente.
Un giovane discepolo che vide la scena gli si avvicinò e gli disse:
– Scusate, maestro, ma perché continuate? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall’acqua, lo scorpione vi punge?
Il maestro gli rispose:
– La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare.
Allora il maestro rifletté e con l’aiuto di una foglia, tolse lo scorpione dell’acqua e gli salvò la vita, poi rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò:
– Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni. Purtroppo gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli viene offerto. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene o smettere di abbandonare l’amore che vive in te.
Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano. Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è ciò che sei, mentre la tua reputazione è solo ciò che gli altri pensano di te.
Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille ragioni per sorridere.

Buon viaggio

Ieri, oggi e domani

Cari viaggiatori,
quattro frasi per riflettere.
La prima: “La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell’autorità e non ha nessun rispetto per gli anziani. I bambini di oggi sono dei tiranni, non si alzano quando un vecchio entra in una stanza, rispondono male ai genitori, in una parola sono cattivi”. La frase è di Socrate, 470 a.C.
La seconda: “Non c’è più una speranza per l’avvenire del nostro paese, se la gioventù di oggi prenderà il potere domani, perché questa gioventù è insopportabile, senza ritegno, terribile”. Appartiene ad Esiodo, 720 a.C.
La terza: “Il nostro mondo ha raggiunto uno stadio critico. I nostri ragazzi non ascoltano più i loro genitori. La fine del mondo non può essere lontana”. Attribuita ad un Sacerdote dell’Antico Egitto 2000 anni prima di Cristo.
La quarta: “Questa gioventù è marcia nel profondo del cuore. I giovani sono maligni e pigri. Non saranno mai come la gioventù di una volta. Quelli di oggi non saranno capaci di mantenere la nostra Cultura”. Quest’ultimo giudizio è inciso su un vaso d’argilla dell’Antica Babilonia nel 3000 a.C.
Buon viaggio

Più giorni che salsicce

Cari viaggiatori,
quando ci prende l’ansia per il raggiungimento di un obiettivo dobbiamo ricordare un vecchio detto dei contadini toscani sull’esistenza. Sostengono che nella vita ci sono più giorni che salsicce.
Buon viaggio

La proprietà della Terra

Cari viaggiatori,
un vecchio proverbio dei masai del Kenya rovescia il pensiero diffuso su chi è il “proprietario” della Terra. Ecco che cosa dice: “Trattiamo bene la terra su cui viviamo. Essa ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli”.
Buon viaggio

Per i diritti

Cari viaggiatori,

vi propongo di riflettere su questo pensiero di Harvey Bernard Milk: “Se non ti mobiliti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando poi intaccheranno i tuoi, nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo”.

Buon viaggio

Successo e sudore

Cari viaggiatori,
se vogliamo che sia coronato da successo qualsiasi nostro impegno occorre tanto sudore. L’unico luogo dove la parola successo viene prima di sudore è il vocabolario. Siete disposti a sudare?
Buon viaggio

Dai canti alle urla

Cari viaggiatori,

in pochi mesi siamo passati dai canti ai balconi alle urla dai balconi, dalla tolleranza all’insofferenza. La cosiddetta seconda ondata del covid fa male alla testa oltre che al corpo. Per gli psichiatri è il trauma della recidiva. Se durante il lockdown di primavera si era riscoperto il senso della comunità, oggi si è un po’ smarrito questo valore.

Oggi è il giorno dedicato alla Tolleranza, una virtù che si esprime attraverso il dialogo, la comunicazione tra le persone. La comunità esiste se c’è dialogo, se c’è connessione. E’ la comunità che ci può salvare.

Buon viaggio

Il libro da asporto

Cari viaggiatori,

le biblioteche comunali fiorentine hanno lanciato l’idea del “libro da asporto” in questo periodo di lockdown “rosso” in Toscana. E’ nutrimento culturale. Una telefonata per chiedere il libro che interessa e lo portano a casa. Come la pizza. Una bella idea che potrebbe essere seguita anche altrove. Un mio amico libraio di Perugia l’ha adottata già qualche anno fa.

Buon viaggio

Il nutrimento culturale

Cari viaggiatori,

dall’ex direttore della Normale di Pisa, Salvatore Settis, arriva un messaggio forte e chiaro di speranza e di fiducia. Sul Corriere della Sera ha scritto una lettera aperta al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte in cui chiede la riapertura dei musei. Settis è dispiaciuto che vengano considerati “sotto la specie dell’assembramento e non come insostituibili fonti di nutrimento culturale”. Aggiunge: “Non è chiaro come mai cinque persone in una stanza del museo rischino il contagio più di cinque persone in un negozio di alimentari di identifica superficie. La chiusura dei musei consolida la gerarchia fra quel che è essenziale per vivere (la tabaccheria, il supermercato) e quel che non lo è (il museo)”.

Il professor Settis sostiene che “di cultura, di bellezza, di memoria abbiamo sempre bisogno, ma è nei periodi di crisi che tale bisogno si fa più palpitante e vitale. La memoria culturale ci ricorda quel che eravamo e ci proietta verso il futuro. Ci dona ricchezza interiore, speranza, creatività. Non sana le ferite, ma le cura e le allevia”. E ricorda che “un’Italia in macerie scrisse nel 1947 l’articolo 9 della Costituzione, incentrato su cultura, ricerca, tutela di paesaggio e beni culturali”. Ed è per tutti questi motivi che Settis propone di aprire i musei con ingresso gratuito, contingentando le visite e garantendo la sicurezza. Un bel segnale di vita, di speranza nel futuro, di progettualità. Ci vuole coraggio, la spinta del cuore per superare la paura.

Buon viaggio