#tuttoquestopasserà

Cari viaggiatori,
nel mio cammino ho incontrato una leggenda popolare che alcuni attribuiscono a Re Salomone che chiede ai saggi un anello speciale. “Voglio che fabbrichiate per me – disse – un anello che racchiuda un messaggio che possa aiutarmi nei momenti difficili”.
Doveva essere un messaggio breve di sole due o tre parole. Gli eruditi non seppero trovarlo.
Un vecchio servo disse al re: ” Non sono erudito ma so di quale messaggio avete bisogno”.
Prese un foglietto, scrisse tre parole e lo consegno’ al re con una raccomandazione: “Non leggetelo ma tenetelo nascosto nell’anello. Lo aprirete solo quando tutto andrà male”. Arrivò il giorno in cui il regno fu invaso e il re rincorso dai nemici. Fu allora che il re si ricordò dell’anello. Estrasse il biglietto e lesse il messaggio: “#tuttoquestopasserà'”.
Mentre leggeva la frase gli inseguitori si persero nel bosco, il re riunì il suo esercito e riconquistò il regno. Quando sarete sull’orlo del precipizio ricordate #tuttoquestopasserà.
Il regno festeggiò e il re volle condividere la gioia con il servo che gli aveva regalato quel messaggio di saggezza.
L’anziano disse al re: “Legga nuovamente quello che è scritto sul foglietto”. Il re lesse ma non capiva il senso di quel messaggio in un giorno di festa.
Il servo gli spiegò: “Non è solo per le situazioni disperate ma anche per quelle piacevoli. Non è solo per quando si è ultimi ma anche per quando si é primi”.
Il re lesse ancora il messaggio, #tuttoquestopasserà, e allora capì la profondità di quelle parole. Il servo gli ricordò ancora: “Tutto passa perché rimane indietro o perché ti ci abitui. Restiamo solo noi, che rimarremo per sempre”.
Oggi non tutti portano un anello ma #tuttoquestopasserà possiamo inciderlo nel nostro cuore e nella nostra mente.

Buon viaggio

31 commenti a “#tuttoquestopasserà

    • Angelo Laurella

      Cosa posso mai dirti carissimo Gran Maestro, Fratello e amico.
      Stupenda leggenda che proprio non conoscevo. Tutto ma proprio tutto passerà sia nel bene che nel male. Però quanto male c’è in questo nostro mondo, quanto male abbiamo fatto alla natura e adesso si vendica.

      • MMC

        Caro Angelo, le lascio un pensiero, naturalmente non mio:
        BERTOLT BRECHT
        È STATO MOLTO TEMPO FA
        È stato molto tempo fa, e ora
        non so più nulla di lei che una volta
        era tutto.
        Ma tutto
        passa.

        1920

  1. Massimo

    Grazie!
    “Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo! (I Cor 7, 29-31)

    • Enzo

      Forse la vita è così: molta disperazione , ma anche qualche istante di bellezza, dove il tempo non è più lo stesso… ed il peggio
      passerà

  2. MMC

    Di questa bella leggenda, mi colpisce soprattutto il ruolo del servo, che invita il suo Re alla resistenza davanti a una difficoltà che pare insormontabile. In fondo, si tratta di un gesto di insostenibile leggerezza. Leggera è la franchezza con cui l’anziano ha dato consiglio, insostenibile il valore de il “Tutto questo passerà”, perché la potenza della semplicità è tutt’altro che sopportabile per i regnanti, se intesa, questa, in tutte le sue declinazioni. Ci vuole coraggio a essere semplicemente complessi. Ci vuole talento anche per credere che tutti i colori di tre sole parole siano comprese nella spettrometria delle loro intenzioni. Ci vuole fiducia nel re, insomma. Forse per destino dinastico, egli, il re, è abituato, e forse si sollazza in questo, alla protervia di mille consiglieri che si spendono in altrettante citazioni, perché di citazioni l’erudito, così come il mondo, è ricco, ma di pensieri eccezionali l’erudito, così come il mondo, è spesso manchevole. Piuttosto, il servitore della leggenda è una persona semplice, la cui vita ha insegnato cose che non si imparano sui libri. Francamente, nei miei quarant’anni di vita non riesco a immaginare nulla di più invidiabile. Il talento del Re è stato quello di avere ascoltato le parole del fedele servitore, non solo di averle sentite. La storia mi porta alla memoria una tra le mie canzoni preferite, di quelle che spaccano il cuore e annaffiano le lacrime: “The Sound of Silence” di Paul Simon, colonna sonora della pregevole opera “Il Laureato” di Mike Nichols, laddove il cantore americano ricorda che ” “The words of the prophets are written on the subway walls and tenement halls”. E cioè: “Le parole dei profeti sono scritte sui muri della metropolitana e nelle sale in affitto”. E chi sono i profeti che possono scrivere solo sui muri delle metropolitane perché inascoltati dai più, perché invisibili? Sono gli umili che non hanno Re pronti ad ascoltarli. Non hanno fogli. Non hanno anelli da guardare. Ma solo regni, quelli sporchi e maleodoranti delle metropolitane. A loro, ai saggi senza bisogno dei libri, è dedicato questo elogio del silenzio. Del loro silenzio, che grida un’insostenibile leggerezza dell’essere.

    The sound of Silence

    https://www.youtube.com/watch?v=NAEppFUWLfc

    Ciao oscurità mia vecchia amica
    Hello darkness, my old friend

    Sono venuto per parlare di nuovo con te
    I’ve come to talk with you again

    Perché una visione dolcemente strisciante
    Because a vision softly creeping

    Ha lasciato i suoi semi mentre dormivo
    Left its seeds while I was sleeping

    E la visione che è stata piantata nel mio cervello
    And the vision that was planted in my brain

    Rimane ancora
    Still remains

    Nel suono del silenzio
    Within the sound of silence

    In sogni irrequieti camminavo da solo
    In restless dreams I walked alone

    Strade strette di ciottoli
    Narrow streets of cobblestone

    ‘Sotto l’alone di un lampione
    ‘Neath the halo of a street lamp

    Ho girato il colletto al freddo e all’umidità
    I turned my collar to the cold and damp

    Quando i miei occhi sono stati pugnalati dal lampo di una luce al neon
    When my eyes were stabbed by the flash of a neon light

    Che ha diviso la notte
    That split the night

    E toccò il suono del silenzio
    And touched the sound of silence
    E alla luce nuda ho visto
    And in the naked light I saw

    Diecimila persone, forse di più
    Ten thousand people, maybe more

    Persone che parlano senza parlare
    People talking without speaking

    Le persone ascoltano senza ascoltare
    People hearing without listening

    Le persone che scrivono canzoni che le voci non condividono mai
    People writing songs that voices never share

    E nessuno osa
    And no one dare

    Disturbare il suono del silenzio
    Disturb the sound of silence
    “Gli sciocchi” dissi, “Non lo sai
    “Fools” said I, “You do not know

    Il silenzio come un cancro cresce
    Silence like a cancer grows

    Ascolta le mie parole che potrei insegnarti
    Hear my words that I might teach you

    Prendi le mie braccia affinché io possa raggiungerti ”
    Take my arms that I might reach you”

    Ma le mie parole come gocce di pioggia silenziose caddero
    But my words like silent raindrops fell

    E riecheggiò
    And echoed

    Nei pozzi del silenzio
    In the wells of silence
    E la gente si inchinò e pregò
    And the people bowed and prayed

    Al dio neon che hanno creato
    To the neon god they made

    E il cartello emise il suo avvertimento
    And the sign flashed out its warning

    Nelle parole che si stava formando
    In the words that it was forming

    E il segno diceva: “Le parole dei profeti
    And the sign said, “The words of the prophets
    Sono scritti sui muri della metropolitana
    Are written on the subway walls

    E sale in affitto ”
    And tenement halls”

    E sussurrò nei suoni del silenzio
    And whisper’d in the sounds of silence

  3. Michele Fasolino

    Nutriamoci di una speranza che prelude alla certezza perche’ la prima dovra’ sostenerci ora,la seconda ci risollevera”
    Michele Fasolino

  4. Massimo Romeo

    Come dicevo Ieri….:
    La paura sta prendendo il sopravvento e la tristezza ammanta i cuori, spesso anche di chi ci circonda. Sta a noi Liberi Muratori portare un raggio di luce nel mondo come ci recitano i nostri rituali. Questo è il momento di formare una “Catena d’Unione virtuale” che abbracci tutti i ventitremila fratelli dei GOI. Grazie Ven.mo G. M.

  5. Riccardo1959

    Grazie a chi lotta negli ospedali ma grazie anche a chi diffonde parole di amore e di speranza: in questo momento sono entrambi necessari!

  6. Ci sono momenti in cui le parole hanno un significato parole ed assumono particolare vita quando a dirle sono persone guida, per la loro autorevolezza, per il ruolo o per la loro storia. Ci sono parole, come queste, che, arrivando nel giusto momento, diventano sentiero, vita ed energia .

    • Pino

      Carissimo Gran Maestro.Grazie per il conforto delle Vostre parole.Si tutto questo passerà. Lascerà un segno in tutti noi.Ma l’uomo che ha in sé il cuore aperto per apprendere e pensare,cammina sempre lungo il sentiero della bontà,nella gioia del creato.Felicità e dolore si alternano,ma lui continua a camminare ammirando la bellezza del GADU. Anni di intense emozioni personali e condivise con i Fratelli.Voglio,desidero,vivere quel sentiero di luci ed ombre con tutti Voi.

  7. Maurizio

    La vita è fatta di cicli, racconti che si intersecano, momenti che si sommano, arrivi e partenze. La felicità non esiste senza la tristezza.

  8. Santino Rizzo

    Io non ho paura, non dobbiamo avere paura, perché noi siamo dei liberi muratori e dobbiamo solo pensare a costruire il futuro.
    Il futuro è la nostra vita ed il nostro domani.

  9. Elio Cirimbelli

    È come quando si dice
    …la ruota gira sempre e magari vorremmo che si fermasse.
    Si corre però un grosso rischio perché sarebbe assai triste si fermasse nei momenti bui della nostra vita.
    Uniti sempre anche se distanti,
    elio ci.

  10. Vincenzo Tatantino

    Molto tempo fa sentii la parola “Avanti”. Mi colpi il sentimento e la fierezza che rappresentava. Assumiamola come mantra della nostra comunione. Non è sufficiente parlare da massoni, è necensario pensare da massoni.
    V. T.

  11. Pino

    Carissimo Gran Maestro.Grazie per il conforto delle Vostre parole.Si tutto questo passerà. Lascerà un segno in tutti noi.Ma l’uomo che ha in sé il cuore aperto per apprendere e pensare,cammina sempre lungo il sentiero della bontà,nella gioia del creato.Felicità e dolore si alternano,ma lui continua a camminare ammirando la bellezza del GADU. Anni di intense emozioni personali e condivise con i Fratelli.Voglio,desidero,vivere quel sentiero di luci ed ombre con tutti Voi.

  12. Sergio Cortese

    Grazie Illustrissimo e Venerabilissimo GM. Tutto questo passera’ soltanto se crediamo al “Uno per tutti, Tutti per uno”. Un caloroso TFA. F:. Sergio Cortese

  13. Carissimo, Venerabilissimo Gran Maestro,
    Vi ringrazio per ciò che non conoscevo e che trovo colmo di significati. Purtroppo ed è tragicamente vero, abbiamo tutti esagerato e ora dobbiamo stringerci idealmente in un fraterno abbraccio nel quale includere anche il mondo profano. Tutta questa vita in perenne corsa, a volte addirittura frenetica, era prevedibile che prima o poi ci presentasse il conto: ora è tempo di trovare un saldo punto di riferimento dentro di noi a cui aggrapparsi, anche se questo può essere rappresentato da una grande sofferenza.
    TFA Semola!

  14. Sergio Tursi Prato

    Caro Gran Maestro,proprio nel questo momento in cui lottiamo contro questo “mostro invisibile”,che questa tua riflessione diventa incisiva ed attuale anche per il mondo profano.Oggi più che mai si deve rafforzare la nostra catena di solidarietà sociale e di fratellanza operativa,attraverso la quale bisogna lavorare sempre di più,con la tua guida saggia ed illuminata,al bene e al progresso dell’umanità.Con la fondata speranza che ce la faremo e presto la luce annullerà la profondità del buio.Un t.f.a.

  15. Enrico P.

    April is the cruellest month, breeding
    Lola s out of the dead lane, mixing
    Memory and desire, stirring
    Dull roots with spring rain.
    Da “the Wasteland” di T.S. Eliot

    Per arrivare al Graal, i Cavalieri devono attraversare un territorio devastato, sterile e mortale. Ma il passaggio deve servire a ricordare cosa è giusto fare, sempre, per evitare di ripetere gli stessi errori. Ognuno di noi ha una grande responsabilità: cambiare le cose affinché quelle belle durino e possano compensare le inevitabili brutture che ogni epoca si porta dentro.

  16. Enrico Pellegrino

    April is the cruellest month, breeding
    Lilacs out of the dead land, mixing
    Memory and desire, stirring
    Dull roots with spring rain.
    Da “the Wasteland” di T.S. Eliot

    Per arrivare al Graal, i Cavalieri devono attraversare un territorio devastato, sterile e mortale. Ma il passaggio deve servire a ricordare cosa è giusto fare, sempre, per evitare di ripetere gli stessi errori. Ognuno di noi ha una grande responsabilità: cambiare le cose affinché quelle belle durino e possano compensare le inevitabili brutture che ogni epoca si porta dentro

  17. Marco Tupponi

    Bello, non lo conoscevo.
    Giusto ciò significa anche che bisogna apprezzare ed assaporare ogni momento della propria vita, perché mai si ripeterà uguale ed il futuro è sempre davanti a noi.

  18. Claudio

    Carissimo G. M. grazie per tutto il tuo appoggio fraterno, sia spirituale che intellettuale. Una meravigliosa Parabola attualissima. un tfa. Claudio.

  19. Stefano Manca

    La vita terrena è fatta di eventi, belli, brutti, ma si supera tutto con l’amore per la fratellanza, l’umiltà che fa vedere oltre,l’amore per l’architetto del mondo, che ci mette alla prova ogni giorno, come un padre che ci scolpisce per darci le basi per affrontare le difficoltà che si presenteranno nel cammino verso la vita, verso dio. amate,aiutate, e soprattutto vogliatevi bene nel corpo e nello spirito, solo cosi potremmo fare qualcosa per l’umanita.

  20. Stefano

    Che ore sono?

    Mi sono interrogato spesso, su come si possa augurare una Buona Pasqua, in questi giorni difficili per le nostre famiglie, per il nostro Paese, per la nostra Loggia.

    E’ un periodo surreale, in cui tutti temiamo per la nostra salute e dei nostri cari, tutti soffriamo le restrizioni e la mancanza di vicinanza con gli altri, tutti siamo angosciati per le nostre sorti economiche.

    Mi sarebbe piaciuto , farmi, e farti gli auguri uno ,ad uno ,caro fratello , con un triplice bacio ed un abbraccio forte , che è la cosa che più mi manca in questo momento.

    Invece, per la prima volta stiamo vivendo una situazione pandemica drammatica per i suoi numeri, per i suoi Morti .

    Ed allora, cosa augurare in questa Pasqua? Quale Croce stiamo portando al Calvario?

    Poi, ecco lo sguardo verso il tempo: che ore sono?

    Si, che ore sono? Alle 15 del Venerdì Santo, non si è più sulla Croce. Cristo, per primo, ci ha fatto vedere che, dopo il percorso in salita, sulla Croce si sta solo dalle 12 alle 15, è una “collocazione provvisoria”.

    Sta a noi, capire quando e per quanto tempo ci viene chiesto questo sforzo.

    Poi, la Croce viene rimossa, e tutti riprendono il proprio cammino, con coraggio e determinazione. Con speranza e fiducia.

    Non saremo più gli stessi, stanchi della salita, stanchi della permanenza su quella Croce o ai suoi piedi.

    Ma certamente saremo cambiati, saremo migliori se questa esperienza ci ha insegnato qualcosa.

    Qualunque sia stato il nostro ruolo in questo Calvario: accusatori, fustigatori, Cirenei, donne pietose, ladroni, soldati spietati o convertiti, innocenti ingiustamente accusati.

    Per tutti, la Croce è una collocazione provvisoria: è arrivata l’ora di fare di tutto per lasciare il Calvario.

    E’ un augurio un po’ strano, certamente, ma vorrei dirvi che è un augurio che per prima faccio a me stesso, e poi a tutti I Fratelli , vi aspetto tutti, a breve, nessuno escluso, per ripartire, cambiati ma con ancora più forza di prima!!

    Santa Pasqua a tutti i Fratelli , e alle vostre famiglie,

    Stefano De Felice

    Riporto di seguito quanto ha ispirato questo mio messaggio: non importa se pensi di non credere, il cammino in salita e la collocazione provvisoria vale per tutti noi…

    “Nel Duomo vecchio di Molfetta c’è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria.
    La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito.
    Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non so quella di Cristo.
    Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine.

    Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell’abbandono. Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire.
    Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”. Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio.
    Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce.
    C’è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. “Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”. Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra.
    Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell’uomo.
    Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell’orario, c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.
    Coraggio, fratello che soffri. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga”

    dalla finestra la speranza, don Tonino Bello

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