La privacy al tempo del coronavirus


Cari viaggiatori,

il commissario Arcuri ha annunciato che a fine maggio potrà essere adottata dai cittadini la app Immuni, un’applicazione che servirà al tracciamento dei contatti dei contagiati e affida a ciascuno di noi il compito di isolarsi e presentarsi al servizio sanitario nel caso in cui si riceva una notifica di un contatto con una persona rivelatasi positiva. E’ stato detto che l’app Immuni sarà utile allo scopo se la stragrande maggioranza dei cittadini l’adotterà.

Alcuni hanno sollevato perplessità sul fatto che non sarà facile fare in tempi brevi il tampone dopo aver ricevuto la notifica del contatto con un contagiato con la conseguenza che aumenteranno ansia e stress. Altri hanno sollevato dubbi sulla cosiddetta privacy. Domande ricorrenti: chi mi assicura che i miei dati non finiranno in mani “strane”? Perché devo far sapere con chi entro in contatto e dove vado? E tra i sostenitori della privacy ci sono anche quella che hanno dimenticato quando dicevano a coloro che rivendicavano il diritto alla riservatezza dei propri comportamenti e frequentazioni “se non fai nulla di male perché devi nascondere dove vai e con chi ti incontri?”.

Tutti trasparenti quando si chiede l’altrui trasparenza, un po’ meno quando è richiesta a noi stessi e per di più è in gioco, a sentire il commissario Arcuri, la salute di una nazione intera. Vorrei fare una scommessa: coloro che adotteranno l’app Immuni saranno soprattutto quelli che hanno sempre combattuto per il diritto alla riservatezza dei loro comportamenti, delle loro frequentazioni perché sapevano e sanno che quella è una battaglia di civiltà. E da cittadini leali e consapevoli di far parte di una comunità oggi sanno che la rinuncia a un pezzo di libertà serve, se è vero quello che dice Arcuri, per garantire salute agli altri e a se stessi.

Buon viaggio

6 commenti a “La privacy al tempo del coronavirus

  1. Concordo con tuo pensiero su chi aderirà,
    ma quello che dice Arcuri non corrisponde al vero.
    1)i tempi dei tamponi sono lunghi nel frattempo devi stare in isolamento
    2) il primo tampone ha una attendibilità del 45-50%
    3) la privacy: I dati sono in mano ad una società privata
    4) le epidemie arrivano e finiscono. Non possiamo essere essere ostaggi del governo all’infinito

  2. Massimo Bianchi

    Se “IMMUNI”aiutera’davvero a uscire da questa tragica vicenda,non potremo sottrarci.Peraltro da tempo la nostra vita privata registra l’intromissione consentita dai nuovi strumenti della tecnologia.
    Per noi massoni del GOI non esisteva neppure prima.Ricordo che quando nei Consigli Comunali venne introdotta la dichiarazione dell’appartenenza ad associazioni,circoli ,etc solo quella alla Massoneria finiva in evidenza sulle cronache cittadine.La feci nel 1970 e nei successivi 40 anni.
    “Immuni”si aggiunge ad una situazione che avrebbe dovuto da tempo porre garanzie nuove nei confronti del cittadino ,che vive assediato dalla altrui curiosità .C’è un ritardo e mi auguro che alla luce di questa nuova applicazione,la questione della privacy prenda”forza e vigore”.
    Un saluto al nostro GM e ai fratelli.

  3. Massimo Carpinelli

    Concordo con te Stefano. È interessante che molti non si fidino di come gestisce i dati la propria nazione mentre si fidano dei colossi come Google, Apple o Facebook ai quali ogni secondo danno un mare di informazione.

  4. Ottavio Spolidoro

    Le parole del GM son chiare ma voglio leggerle costruendo. Ho idea che il nostro Gran Maestro proceda per contraddizioni che legge nella realtà di tutti i giorni, non per dubbi e meno che mai, per scetticismo. Come per il pavimento a scacchi, bianco e nero, posto alla base, perciò pavimento, Egli pone la contraddizione e nel farlo avanza una scommessa. E la scommessa è questa : che siano proprio i liberi muratori del Grande Oriente d’Italia che tante, troppe, volte hanno subito ingiurie e lesioni dei propri diritti alla privacy, siano poi coloro che, guidati dal Lume della Ragione, adottino Immune. Che cioè siano capaci di leggere la realtà conferendo alle loro scelte, sempre, un taglio razionale mettendo, con Voltaire, se volete, sempre la Ragione dalla propria parte. Ora ragionando in termini di diritto lesioni ed ingiurie sono state e sono quelle contro di noi mentre, potenzialmente ingiuriose e lesive quelle derivanti da Immune. Ma c’è una piccola differenza: il bene comune.
    Bene Gran Maestro per me la scommessa è vinta ma come sempre non la vinci solo tu, perché, fuor di metafora, la vinciamo tutti noi. Aderiamo ad Immune ed opponiamoci sempre e con tutte le nostre forze al pregiudizio contro di noi. Ascolteranno? Valuteranno la nostra scelta? Comprenderanno che non ci acceca vendetta ? No. Chi è guidato dal pregiudizio è in un contesto di accecamento. Peggio per lui.
    Grazie Gran Maestro

  5. Marcello Mersi

    Carissimo G.M. è risaputo che tutto quello che la tecnologia rende fattibile, prima o poi succederà. Da tempo è ormai possibile che le popolazioni siano sottoposte a un controllo minuzioso e totale. La raccolta dei dati a fini commerciali è la spina dorsale degli sviluppi tecnologici dell’ultimo decennio. Lo fanno le aziende private dei social e dei motori di ricerca, lo fa la televisione smart, lo fanno molti altri, quasi tutti. Lo sappiamo, paghiamo un servizio, che ci risulta ormai essenziale, con la cessione di informazioni su di noi. Inoltre cediamo di fatto i nostri dati, e soprattutto lo stoccaggio dei nostri dati, ad aziende di paesi stranieri, sui quali non abbiamo nessun controllo.
    Già ora, chi controlla i “grandi dati” e li sa leggere ha un enorme potere di previsione, ma anche una capacità potenziale di indirizzare le società umane in un senso o in un altro. L’emergenza coronavirus pone però un altro problema, che per l’Italia e i paesi europei è inedito. Per la prima volta, in uno stato democratico, si concede al governo un controllo totale sugli spostamenti di ogni cittadino. Ognuno di noi non è individuato, ma questo per una concessione dell’app, non perché non sia possibile tecnicamente. Ci dicono che chi non scarica l’app, non incappa in nessuno svantaggio e che non gli sarà impedito di fare alcunché. Ed è una precisazione inquietante, perché vuol dire che qualcuno aveva pensato il contrario, cioè di rendere la app obbligatoria o svantaggioso e penalizzante, il suo non uso. Chiarisco che non intendo dire che tutto questo non serva a tenere sotto controllo il contagio. Non dico neppure che questo sistema non salverà delle vite o che non contribuirà alla ripresa delle attività economiche. E non dico neppure che non sia un sistema intelligente e che non scaricherò l’app, perché ancora non l’ho deciso. Mi domando però che cosa significhi sdoganare un controllo del governo e un controllo di passo per passo, di stretta di mano per stretta di mano. Certo, ora c’è una crisi. Ma non è la prima e non sarà l’ultima. Qualcuno proporrà di tornare al controllo totale per esempio in caso di disordini sociali, che con il PIL a picco potranno esserci (spero di no). Qualcuno la chiederà in altri contesti? (terrorismo, attentati, ecc.). E se qualcuno la chiedesse addirittura prima degli attentati? Per prevenirli? E se qualcuno pensasse a un certo punto che debba essere obbligatoria per tutti, perché altrimenti non funziona? Mi permetto di affermare che il governo debba essere il più chiaro e il più esplicito possibile sul funzionamento di questa app e valuti con serietà, in modo pubblico, se il rapporto tra benefici e rischi sia davvero favorevole, perché i dispositivi tecnologici e i cambiamenti che essi tacitamente impongono sono più forti dei governi. E mi chiedo se non stiamo per entrare in una nuova antropologia della libertà, che ai fondatori delle libertà europee risulterebbe difficilmente comprensibile. Un abbraccio a Te, Illustrissimo e Venerabilissimo Gran Maestro e a tutti i Viaggiatori.

  6. Paolo Fontanive

    La pandemia da Coronavirus Disease 2019 è una tragedia non immaginabile che ha coinvolto gli affetti più cari, le amicizie, le comuni conoscenze. Le conseguenze in termini di vite e di sofferenze per l’essere umano sono state terribili ed inaspettate, non prevedibili neppure dalla mente più fantasiosamente proiettata in un crudele futuro: 30000 decessi nella nostra Italia in così breve tempo, con l’angoscia di una scienza medica impotente e con la tristezza e la sofferenza di un trapasso distante dagli affetti più cari. Per contrastare e sconfiggere la malattia siamo ricorsi all’isolamento forzato, memori di secoli di epidemie che hanno colpito l’umanità, e in questa realtà nessuno ha messo in discussione l’opportunità di “recludere” l’intera società. Ma è ben presto emerso come il virus fosse in grado di devastare non solo il nostro corpo e il nostro cuore, ma anche le nostre braccia, la nostra forza produttiva. Le misure di contenimento hanno dato lentamente i loro frutti ma quello che ci aspetta potrebbe riguardare più la sopravvivenza che la vita stessa e potrebbe avere il volto della povertà e della miseria. Il nostro Paese, forse quello in maggiore difficoltà economica in Europa, sta riprendendo con forza la via del lavoro e sembra non chiedere altro; un nuovo aumento dei contagi e una recrudescenza della malattia rappresenterebbero un colpo mortale con un’Italia che dovrebbe allora rinascere dalla proprie ceneri. Possiamo evitare tutto questo? Non lo so. Troppe sono le variabili in grado di condizionare nel bene e nel male gli scenari futuri nella lotta alla pandemia: un calo o un aumento di aggressività del virus, le variazioni climatiche, l’arrivo o il ritardo di terapie finalmente efficaci, fino al tanto sospirato vaccino e…. la App Immuni. Credo che ancora nessuno sia a conoscenza di come funzionerà veramente questa applicazione, forse neppure al Copasir. Il tracciamento dei contatti dovrebbe comunque servire a gestire questa seconda fase e portare ad immediate ed efficaci misure di contenimento. Qualcuno potrebbe controllare con secondi fini le frequentazioni, gli spostamenti? La società che si aggiudicherà la gara sarà quella con la tecnologia più avanzata ed efficiente? Chissà. Certo, purtroppo tutto potrà e potrebbe accadere, ma il sacrosanto diritto alla nostra riservatezza può forse valere più di un valido contrasto alla diffusione della malattia, più di una vita umana che potrà essere salvata? Tra dubbi ed incertezze credo che alla fine molti di noi scaricheranno sul telefono questa applicazione nella speranza di una sua reale utilità. Purtroppo la consolidata lentezza politica e l’eccessiva burocrazia potrebbero rendere oramai tardivo l’ utilizzo di questo strumento ad un mese dall’inizio della fase 2.

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