Il senso della preghiera

Cari viaggiatori,

nel nostro cammino abbiamo avuto la fortuna di incontrare Vito Mancuso. In un articolo sul quotidiano La Repubblica ci spiega il significato della preghiera, che può essere accolto da ogni uomo, perché significa pensare al senso della vita.Scrive che “la preghiera può essere rivolta a un Dio o a una Dea, a un santo o a un saggio, a una montagna o al mistero muto dietro le stelle. Può essere fatta di parole o di silenzi. Può essere religiosa o laica. In tutte le sue forme essa si manifesta come forza congiuntiva”.

 C’è bisogno di “congiungere” oggi. Congiungersi a Dio o a una Dea, a una montagna o a un saggio, a un santo o alle stelle. Soprattutto abbiamo bisogno di congiungersi con gli altri uomini affinché l’umanità ritrovi salute e armonia.

Quindi “pregare significa pensare al senso della vita, perché venga, perché sia fatto, in qualunque modo ne siamo capaci”. Pensare, appunto.

Buon viaggio

27 commenti a “Il senso della preghiera

    • PREGARE PER CAPIRE E PER CONOSCERE
      Per capire il senso della preghiera si dovrebbe prima riuscire a pregare umilmente.
      Così solo si può sentire come la preghiera ci purifica da passioni negative e ci avvicina all’Assoluto, all’universo, all’altro uomo.
      Prima ancora, però, ci si chieda se vogliamo veramente pregare e chi vogliamo umilmente pregare.
      PREGARE PER CREDERE !

  1. Magnifico, grazie di cuore. Mi ispira già questa tua sintesi Stefano, mi ha fatto nascere il desiderio di recuperare l’articolo… e soprattutto di pregare nel silenzio.

  2. Giovanni Marella

    Carissimo GM in questi giorni penso che in tanti ci siamo interrogati sul “senso della vita” e dal pensare siamo finiti a pregare e sperare che tutto questo possa finire presto…grazie
    “#tuttoquestopassera”.

    • Maurizio

      Quando capita di attraversare momenti difficili che ci fanno perdere il coraggio, l’ottimismo come in questo periodo ecco la preghiera che può rappresentare un aiuto per ritrovare la fiducia in se stessi e affrontate il futuro. Grazie Venerabilissimo G.M. che ci regali questi momenti preziosi per riflettere .

  3. Giovanni Quattrone

    Da laico ho sempre pensato che il modo più accurato per capire la preghiera consiste in una capacità di cambiare il modo in cui usiamo le nostre menti.
    Dovremmo imparare ad onorare il divino che esiste in ogni individuo.

    A presto.

    • ALESSANDRO SBORDONI

      Sono d’accordo carissimo Stefano, la preghiera è un “senso”, è un “sentire” qualcosa. Dunque non bisogna rivolgerla a qualcuno, ma portare questo sentire verso il pensare e con esso ricongiungerlo.
      Grazie, un caloroso tfa
      Alessandro

  4. Massimo La Via

    E’ nell’incontro con l’altro che la preghiera prende forma. E’ solo quando l’Umanità comprenderà il senso e la profondità della Fratellanza che salirà un’unica e grande preghiera al Cielo.

    • Marco Tupponi

      Mi fa piacere Venerabilissimo Gran Maestro, che quotidianamente o quasi ci invii questi pensieri o comunque ci fai sentire la tua presenza.
      In questo momento sei comunque la nostra Guida.
      Rispetto a questo post che fa riferimento alla preghiera ed alle riflessioni di Vito Mancuso, tutte le sere prego, anzi ringrazio per la vita che mi è dato vivere e che vivo con la mia Famiglia.
      È uno dei pochissimi momenti della giornata solo mio, intimo e di contatto con il divino.
      Un TFA

  5. David Franceschi

    Con questa mia e per ringraziare il nostro GM che ci da l’opportunità di portare un nostro pensiero ,riguardo la preghiera oltre la mia appartenenza e da Ebreo vorrei portare questo concetto,che dice nella Filosofia ebraica e nella Letteratura rabbinica si osserva che il Verbo ebraico per preghiera in realtà è la forma riflessiva di “giudicare”. Quindi, “pregare” definisce il concetto di “giudicare se stessi”,in definitiva,per noi lo scopo della preghiera è di provocare una trasformazione interiore.
    Ringrazio il ns GM augurandogli ogni bene…Tfa

  6. Luigi Portalone

    Il significato della preghiera, laica o religiosa, è quanto di più personale e privato esiste. Ben venga un illuminante approfondimento. Grazie Stefano.

  7. Umberto

    “… Non prego, se per preghiera s’intende invocare aiuto, o peggio benefici, o premi, o salvezza in situazioni difficili. Ma se per preghiera s’intende, come dice lei, ‘apertura verso il mistero che ci avvolge’, prego anch’io come tanti altri. Ma è preghiera, questa? La preghiera implica che ci sia qualcuno che ascolta. La preghiera non può essere soltanto riflessione interiore sul mio destino, sul male, sulla origine e la fine delle cose, una riflessione in cui nessuno mi ascolta, e che rivolgo soltanto a me stesso…” (Norberto Bobbio)

  8. luca salimbeni

    Ill.mo e Ven.mo GM, prendo spunto dalle Tue parole e riflessioni. Le mie sono queste. La preghiera fatta con fede è una pratica magica. L’uomo chiedendo con fervore,si unisce al suo Sè superiore, lo Spirito, e trasforma tutto questo suo chiedere in valore spirituale e in volontà. In tutto ciò è il segreto della grazia ricevuta, qualunque sia il suo credo religioso. Però chi fa della preghiera un atto di egoismo fa torto al suo Dio. Non domandiamo, perchè la coscienza assoluta non ha bisogno di essere informata: in lei domanda e risposta sono una unica cosa. La preghiera,in qualunque forma,non è che un mezzo per destare nell’individuo uno stato d’animo tale da aprire all’intimo del proprio essere un canale di comunicazione con il proprio Sè spirituale,che è l’assoluto stesso nell’essenza,nella sostanza,nella realtà. Nella preghiera dobbiamo trovare la consapevolezza della nostra armonia con Dio,con il tutto,proprio per essere strumenti del bene migliore nostro, di coloro che ci sono vicini e della intera umanità. Tutto ciò che è materia proietta un’ombra oscura. Dio invece è luce,cioè non proietta ombre quando si materializza. Noi, nella preghiera, nell’ansia dei perduti cieli andiamo,sperando nella LUCE. Aldo Moro,nelle sua prigionia con i terroristi,scriveva “Vorrei capire con i miei piccoli occhi mortali , come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”. Questo si lega pefettamente a ciò che ho scritto prima, detto da un credente che forse, nel momento in cui viveva,cominciava ad avere dubbi… La mia preghiera è liberami da colui che afferma “sono la fiamma che illumina il cammino delle genti”. Io, invece ,prego di farmi avvicinare a chi cerca il proprio cammino attraverso la luce.Pascal diceva “Dio come padre corregge e come padre non si vendica”,avvicinandosi così alla visione cattolica della preghiera. Penso che colui che giunge per compiere il bene bussi alla porta ma colui che ama trova la porta aperta. Concludo citando Giordano Bruno e Schopenauer. La prima “Dio ha creato un universo infinito nel quale l’uomo è libero”, dove Dio è visto nella sua accezione più ampia del termine. La seconda, “possono essere tutti gli esseri viventi restare liberi dal dolore”. Più attuale di questa oggi non la posso torvare.. Tfa Luca Salimbeni

  9. Elio Cirimbelli

    Carissimo VGM , Fratelli viaggiatori permettetemi di citare quanto diceva San Ignazio di Loyola :
    ” Prega come se tutto dipendesse da Dio, ma lavora come se tutto dipendesse da te”
    Cè chi invece di dire …lavora….dice o scrive …agisci….
    Un Triplice fraterno abbraccio e buon cammino
    eliociri.

  10. Ottavio Spolidoro

    Ricordando sempre a me stesso quanto riportato negli antichi doveri: “il massone non sarà mai uno stupido ateo o un irreligioso libertino” vado a scomodare il filosofo Nietzsche:
    Nella conclusione dei Ditirambi di Dioniso scrive:

    È andato
    Ecco anche lui fuggi’,
    il mio ultimo unico compagno,
    il mio grande nemico,
    il mio sconosciuto,
    il mio Dio carnefice!

    Ma anche, ed è questo il passaggio decisivo che apre un mondo nuovo pur ad un ateo dichiarato come Nietzsche:

    Oh torna indietro!
    Mio Dio sconosciuto! Dolore mio!
    Felicità mia ultima.

    E cari fratelli miei, non è questa una preghiera?

    Grazie Gran Maestro.

  11. Massimo Bianchi

    Una riflessione che ci tocca tutti in un momento difficile,ma su cui sarà opportuno riflettere anche quando saremo in tempi migliori. Grazie e tfa.Massimo

  12. Fiorenzo Belelli

    Illustrissimo e Venerabilissimo Gran Maestro, come un “Lampadiere” quotidianamente ci indicate la strada evitandoci, per chi Vi segue, di cadere nelle buche del qualunquismo e dell’egoismo. Vi ringrazio e Vi saluto con un fraterno triplice abbraccio.

  13. Giancarlo

    Un pensiero profondo.
    A me piace ricordare Un pensiero che sintetizza il mio : Prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te.
    – sant’ Ignazio di Loyola –
    Con tfa Giancarlo

  14. Fiorenzo Belelli

    Il lampadiere

    In questa notte scura,
    qualcuno di noi, nel suo piccolo,
    è come quei “lampadieri” che,
    camminando innanzi,
    tengono la pertica rivolta all’indietro,
    appoggiata sulla spalla,
    con il lume in cima.
    Così,
    il “lampadiere” vede poco davanti a sé,
    ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri.
    Qualcuno ci prova.
    Non per eroismo o narcisismo,
    ma per sentirsi dalla parte buona della vita.
    Per quello che si è.
    Credi.
    TOM BENETOLLO

  15. Massimo Antoci

    La preghiera è, purtroppo, l’unico momento nel quale riconosciamo il nostro sé universale e, consapevoli della nostra debolezza, ne siamo partecipi.

  16. Pasquale Cerofolini

    Credo che la preghiera confessionale , laica o altro che sia , è comunque un atto sacro, una sacralità cui rivolgiamo il proprio pensiero profondo, il proprio cuore, una sacralità quale manifestazione del proprio essere divino . Con la preghiera creiamo uno spazio nostro solo nostro , che ci appartiene nelle riflessioni , nelle immagini , nei suoni e nei colori . Atto proprio e sacro nella volontà di fare emergere quanto profondamente desiderato . La
    preghiera è potere sacro della nostra menti . TFA

  17. Nicola Lucchi Clemente

    Vivi come avresti voluto vivere quando sarai in punto di morte. Il momento della verità assoluta della nostra vita…e ci arriverò, avendo sempre avuto o tentato di avere il senso della.mia vita, l’armonia con la mia religiosità, il desiderio profondo di vivere questo mio passaggio terreno con tutto me stesso. Come se dovessi morire ora.
    Grazie Gran Maestro per questo momento di riflessione interiore.
    Nicola

  18. Francesco Cucco

    Mai come in questo momento difficile dell’umana famiglia il vento benefico dell’anima spazza via dall’orizzonte la nebbia della superficialità nel pensiero. L’essenziale irrompe con forza sul superfluo, portando tutti noi nel campo di riflessioni più profonde ,fuori da ogni schema preconcetto e pregiudiziale, rendendoci migliori e piu predisposti a fare una riflessione sul vero senso delle cose. Questo per essere un lavoro proficuo deve restare dentro di noi anche in tempo di “pace “ passata la tempesta, come saggiamente dice il Fr Massimo Bianchi , altrimenti questa nostra preghiera interiore in catena con il mondo si sfalda al primo impatto del nostro ritorno alla normalità, facendoci ritornare in quel letargo dell’anima che ci porta di nuovo ai distinguo e alle distanze da quel “pregare “universale che in questo momento ci sta indicando l’umana via da percorrere. Tfa

  19. Aldo Cozzi

    Il Tema del Pregare, ha , a pare mio molte incognite….perché , come, a chi rivolgersi quando, e tante tante altre….certo noi uomini alla ricerca e colti , ecc …., vediamo il pregare come un momento quasi di vergogna…quasi di impotenza , quasi di superstizione… qualcosa che ci abbassa…. di non Onorevole …….io non la vede così ….il rivolgersi al nostro creatore ( diamogli il nome che vogliamo) e’ la cosa più alta che c’è concessa anche dalla ragione, avvicinarsi con la volontà ed il pensiero a Lui. Io lo trovo molto bello per tutti i pensieri e religioni che siano. Certo io ho la mia , che credo giusta; ma vi e’ un’immagine che vorrei trasmettervi….pregare e’ come un bimbo che dopo aver commesso una marachella , rimproverato dalla mamma, gli corre incontro abbracciandogli le gambe, e’ la sua altezza, e gli chiede perdono, piangendo…..senza sapere che la mamma lo aveva già perdonato, ma voleva quel gesto di umilta’…….

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