La certezza dell’incertezza

Cari viaggiatori,

nelle fasi di incertezza come questa è inevitabile cercare qualche certezza. Ascoltiamo e leggiamo gli interventi di tutti i virologi, di tutti i politici nazionali, di tutti gli amministratori regionali e locali. Ascoltiamo tutti, proprio tutti. E le incertezze non diminuiscono, provocando nei cittadini uno stress emotivo molto forte e dannoso. Siamo circondati e insidiati anche da molte bufale.

Pensate che da qualche giorno gira su internet una foto che ha fatto schizzare in testa alle classifiche la città di Siena. Perché? La foto è di un lungomare affollatissimo ma il mare è lontano da Siena almeno cento chilometri. Eppure molti ci hanno creduto e hanno insultato i senesi “in spiaggia”.Allora é bene non cercare certezze. Anche gli scienziati non ne hanno. Cercano e ricercano e, in fondo, è questo il loro mestiere. E le autorità pubbliche, alle prese con una situazione neppure immaginabile, provano a conciliare le esigenze della salute con quelle del lavoro.

Insomma, tutto è incerto ma state sicuri, #tuttoquestopassera’.

Buon viaggio

10 commenti a “La certezza dell’incertezza

  1. Giorgio Cellino

    Strano, anche io in questi giorni, confuso e stanco di sentire il parere di chi che sia basta andare in onda su una qualsiasi delle miriadi di emittenti televisive locali e non, e tutti si trasformano in esperti di questo o di quello, spesso anche esperti sia di questo che di quello. Ho detto basta, mi sono stancato, da qualche tempo ho capito una sola unica cosa, in questo momento terribile per il Mondo intero c è solo una certezza: non c è certezza!

  2. Maurizio

    Grazie Venerabilissimo Gran Maestro. Viviamo un momento di incertezze sul nostro futuro, sulla nostra salute, sul nostro lavoro sulle condizioni economiche del paese, si prospettano momenti bui e difficili ma c’è anche una certezza: questo è il momento della solidarietà della condivisione è il momento di tornare ad essere umani.

  3. Raffaele Macarone Palmieri

    Mi hai riportato alla memoria un pensiero di Joseph Roux che lessi ni un volume ( “Pensées”)
    acquistato in una bancarella a Losanna durante la mia formazione al Cantonale e che mi piace far mio…”Malheureux , on doute de tout; heureux, l’on doute de rien”.

    E’ la nostra storia, prescindendo dalla contingenza emergenziale.

    • Franca.Marinelli

      Per Raffaele: e’ Così: on doute de tour, in doute de tiene; più si affilano i concetti scientifici, meno arriveremo ad un risultato: sembra una vittoria, ma e’ solo una spirale perversa.

  4. Francesco Kostner

    Nessuno ha certezze, come anche questo momento dimostra. Ed è umano cercarle, anche se non ce n’è traccia.

    • Franca.Marinelli

      Per Raffaele: e’ Così: on doute de tour, in doute de tiene; più si affilano i concetti scientifici, meno arriveremo ad un risultato: sembra una vittoria, ma e’ solo una spirale perversa.

  5. Riccardo1959

    Siamo formati a porci dubbi, a cercare il recondito nel palese, a non accettare le certezze “rivelate” bensì a costruircele, mattone su mattone, con il lavoro costante ed appassionato…
    È per questo che #celafaremo!

  6. Pasquale Cerofolini

    Cari viaggiatori e caro SGM Fr. Stefano Bisi ,

    credo fermamente che in ogni momento della vita , come in questo molto complicato che stiamo vivendo( … dove , dovuto alla grande ‘ difficoltà ‘ , tutto ci appare più spietatamente prepotente … ) , possiamo affermare che la presenza dell’INCERTEZZA è il sintomo vitale necessario per avere ed ottenere la CERTEZZA .

    La ” Certezza dell’incertezza” altro non è che il parallelismo della “oggettività trovata grazie alla soggettività esistente” .

    Ogni volta e in ogni tempo , la persona , con i suoi strumenti a disposizione quali la conoscenza , l’azione del fare , cercando di liberarsi dell’Incertezza scopre e trova , la verità della Certezza , soluzionando quindi totalmente o in gran parte il problema che ha di fronte .

    Certezza , che si concretizza nella soluzione del problema apparente del ” presente ” e che torna subito dopo ad interpretare il suo ruolo dell’ Incertezza nel divenire ; tutto è sempre in continua evoluzione , in quanto tutto è nel condizionamento temporale nei tempi della ricerca stessa( vuoi nuove scoperte sanitarie , vuoi nuove linee guida economiche, ectt… ), nessuno mai potrà essere detentore definitivo della Certezza !

    Ogni volta , il ‘ traquardo della certezza trovata ‘ è appunto la ‘ partenza della nuova incertezza ‘ , … solo così avviene ” la scienza delle scoperte ” !

    (di Lorenzo de’ Medici):

    Quant’è bella giovinezza …….(PRESENTE)

    che si fugge tuttavia! …….(FUTURO)

    Chi vuol essere lieto, sia: …….(PRESENTE)

    di doman non c’è certezza. …….(FUTURO)

    ………………………..

    ………………………..

    TFA – Fr. Pasquale Cerofolini – Loggia FENIX 127 – Valle Asunciòn – Paraguay /GLSP

  7. Ottavio Spolidoro

    Se ascolto il battito del cuore sento solo un rumore, un rumore cadenzato ma pur sempre un rumore. Se quel rumore lo ascolta un medico, quello stesso rumore assume un’altro significato. È sempre un rumore, ma diversa ne è la comprensione sulla base della conoscenza. Ora questa conoscenza noi la assumiamo, meglio, vogliamo assumerla come certezza. Ma non lo è e non solo per noi, ma anche e soprattutto per i medici. Ed infatti quello stesso fenomeno può essere diversamente considerato non da noi, (e questo conta nulla) ma nel corso del tempo, dagli stessi scienziati, il che la dice lunga sulla certezza. Forse consideriamo lo scarto tra ciò che sappiamo noi è quello che sanno gli scienziati come un emblema di verità e quindi di certezza. E che cioè, a maggiore conoscenza corrisponda d’amblet la verità. Ma così non è.
    Tanto è vero che questo stesso scarto che assumiamo come processo veritativo, avviene tra i medici e via via fino ai maggiori scienziati del mondo. La scienza quindi se ci offre, con le sue continue scoperte, motivi di fiducia giammai potrebbe dare certezza. Ma noi quella cerchiamo! Ed ecco che siamo di nuovo al punto di partenza.
    Un nodo gordiano o l’isola circolare della nostra ossessione ?
    Grazie Gran Maestro

  8. andrea

    Grazie Venerabilissimo Gran Maestro per il pensiero che avete scritto. Mi è venuto in mente di riportare quanto segue, è una riflessione che ho proposto anche ai Fratelli della mia Loggia .
    Questo verbo fino ad oggi scarsamente utilizzato è : INFODEMIA.
    Citazione dal vocabolario Treccani :
    “ circolazione di una quantità eccesiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza,che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti attendibili”.
    In pratica una valanga di notizie che ci giungono dalle televisioni, giornali , mass media e dai social network , giustamente viviamo in una democrazia ed ognuno ha il diritto di scrivere quello che vuole e di esprimere il proprio giudizio,.

    Per cercare di incentivare il Vostro pensiero vi riporto due frasi celebri :

    • “ è stato detto che la democrazia è la peggiore forma di governo ad eccezzion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate sino ad ora “ Wiston Churchilli.

    • “ Viviamo in una società democratica , è giusto porre delle domande “ Mountesquie.

    A questo punto mi domando e vi chiedo è giusto avere una libertà di stampa per cosi dire a tutto tondo?, oppure controllare e vagliare tutte le informazioni ? e allora la domanda sorge spontanea chi le controlla o le dovrebbe controllare? rischiamo di diventare i personaggi del libro il grande Fratello di George Orwell ? dubbi e ancora dubbi .

    L’utilizzazione abnorme dei social media Facebbok – Twitter hanno avuto l’effetto tipico di una cassa di risonanza e hanno ampliato la diffusione.

    Chiunque diventa infettivologo, virologo , scienziato esperto della materia , tuttologo ( cosa peggiore).

    Non solo,abbiamo dovuto imparare a conoscere termini che non sono presenti nel nostro lessico quotidiano del tipo : lockdown :che tradotto significa contenimento o blocco, cluster :gruppo di due o più geni che configurano la stessa proteina…. Disposti su un singolo cromosoma plateau : viene menzionato ogni qual volta abbiamo un andamento di rialzo rispetto al normale.

    Molte parole ,vengono immesse nel circuito dell’ informazione in maniera impropria, … siamo in guerra … è una guerra di trincea.. ci sono degli eroi, ect, ect, oppure bella stagione, riapertura mascherine, ect , ect

    L’opinione pubblica viene influenzata , nel primo caso si può innescare paura ,rabbia isteria ,depressione , nel secondo possono nascere false speranze.

    Giusto? Sbagliato? Credo che una giusta dose di moderazione e un salutare bagno di umiltà farebbe bene a tutti.
    Grazie ancora G.M . un T.F.A

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