Su Giani decide Elly

In queste ore la battaglia finale sul suo nome. Sul tavolo del Nazareno il caso spinoso della Toscana c’è da tempo, ma ora che mancano meno di 100 giorni dal voto – la data probabile è quella del 12 ottobre – non è più possibile rimandare la decisione. Il M5s e Avs, alleati costanti dei dem negli ultimi appuntamenti elettorali, chiedono “discontinuità” sul programma e sul candidato. Il Pd è stato a lungo reticente, ma ora è tentato di accontentare gli alleati su entrambi i fronti: per le politiche proposte è cosa fatta, ma sul nome di Giani potrebbe andare in scena un clamoroso ribaltone. Il consenso del governatore uscente è indiscutibile, ma è altrettanto vero che la segreteria del suo partito è in uno stato di perenne conflitto con lui. Quella che sembrava una ricandidatura scontata è di fatto, oggi, una questione ancora aperta, che rischia di trasformarsi in un nodo politico nazionale.

«Deciderà Elly», trapela da via Forlanini, sede del Pd toscano a trazione progressista. In quelle parole c’è il senso della forte irritazione nei confronti del governatore. Il segnale di una diffidenza che va oltre la fisiologica dialettica, dato che negli ultimi mesi Giani – da sempre riformista – ha appoggiato ciascuna delle scelte politiche della segreteria. Lo scrive il Corriere Fiorentino.

Non sarebbe più giusto che a decidere su Giani fossero i toscani? Anche Elly è mezza toscana (madre e nonno materno senesi) e quindi può partecipare a decisione ma tra partecipare e decidere c’è differenza.


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