L’emergenza esistenziale

Cari viaggiatori,

in un’intervista al quotidiano Avvenire, la presidente emerita della Corte costituzionale Maria Cartabia ha parlato di un tema che va oltre l’emergenza economica. Afferma che l’emergenza sanitaria “sta portando con sé, oltre che una crisi economica, un’emergenza esistenziale, forse anche spirituale, che non deve essere sottovalutata e alla quale sono esposte soprattutto le giovani generazioni”. E spiega che cosa intende per emergenza esistenziale: “Se c’è una caratteristica che contraddistingue in modo evidente questo nostro tempo, è il senso di insicurezza e precarietà che la pandemia porta nella vita di ciascuno, a livello personale e nella dimensione collettiva. Viviamo nell’incertezza, esposti a variabili indipendenti dalla nostra volontà e questo genera paura, ansia. Viviamo giorno per giorno, ma gli orizzonti spazio–temporali tendono a chiudersi su se stessi e perdiamo la capacità di pensare con pensieri lunghi, rivolti a progetti che non si esauriscano nell’immediato. Il virus che si propaga in questa pandemia lascia per molto tempo nel fisico una stanchezza anomala: occorre vigilare affinché questa non prosciughi anche le energie morali. Dobbiamo prevenire un secondo spillover della malattia, che dopo aver colpito l’umanità nel corpo non ne intacchi l’animo. Ad essere esposti a questo spillover sono soprattutto i giovani. Verso di loro, che saranno chiamati alla grande ricostruzione, portiamo una enorme responsabilità”.

L’emergenza esistenziale è provocata anche dalla contrazione delle relazioni. La vita delle associazioni è una delle attività che non fanno sentire soli, che sviluppano il senso di comunità.

Buon viaggio

La gioia e la felicità

Cari viaggiatori,

se vi è possibile leggete il libro dello psichiatra Vittorino Andreoli che si intitola “Gioia”. Sono cento pagine in cui spiega il significato di questa parola e la distingue dalla felicità. Ecco la definizione: “La gioia è un modo di essere, di guardare se stessi e il mondo che rimanda alla serenità e alla pace interiore, ponendosi in antitesi con la rabbia, con la quale pure coesiste nell’animo umano. Rispetto alla felicità, che riguarda l’individuo nella sua singolarità, la sua dimensione è corale e si declina al plurale nella condivisione con gli altri”.

Buon viaggio

“A riveder le stelle”

Cari viaggiatori,

da qualche settimana è uscito il libro “A riveder le stelle” di Aldo Cazzullo. E’ dedicato a Dante, il poeta che inventò l’Italia, a settecento anni dalla morte. Il giornalista scrive che “l’Italia ha questo di straordinario, rispetto alle altre nazioni. Non è nata dalla politica o dalla guerra. E’ nata dalla cultura e dalla bellezza. E’ nata da Dante e dai grandi scrittori venuti dopo di lui”.

Buona fortuna Italia

Le rivoluzioni e la rivoluzione

Cari viaggiatori,

è tempo di doni e un bel regalo è quello di Folco Terzani, figlio di Tiziano, che rende disponibile il libro del babbo, “La fine è il mio inizio” sul sito www.tizianoterzani.com. Si può consultare liberamente il volume di questo grande scrittore che, partito da Firenze, ha girato il mondo per comprendere nuove culture e le trasformazioni dell’umanità ma ha capito che la rivoluzione più importante è interiore. Terzani ha scritto che “non servono le rivoluzioni. Perchè in fondo c’è la natura dell’uomo. Se l’uomo stesso non cambia, se l’uomo non fa un salto di qualità, se l’uomo non rinuncia alla violenza, al dominio della materia, al profitto, tutto si ripete. E da qui il mio passo verso l’unica rivoluzione che serve, quella dentro di noi”.

Buon viaggio

Bisognerebbe fare

Cari viaggiatori,
Ho letto questa storia
Bisognerebbe fare come l’airone, che mantiene la sua eleganza, anche con le zampe immerse nelle acque torbide
Bisognerebbe fare come l’airone, che dopo aver tenuto il becco infilato nel fango, tira sempre su la testa.
Bisognerebbe fare come l’airone, che dopo essere stato nel brutto del mondo e averne ingoiato le bassezze, apre le sue grandi ali e torna a vedere le cose dall’alto.
Bisognerebbe fare come l’airone, sapersi sporcare , rimanendo puliti.
Bisognerebbe fare come l’airone, guardare in basso, vedendo lontano.
Bisognerebbe fare come l’airone, riuscire a mischiarsi, rimanendo se stessi.
E con regale distacco, essere nobile vedetta dei propri orizzonti.
Buon viaggio

Il maestro e lo scorpione

Cari viaggiatori,

tra i tanti messaggi che si ricevono ogni giorno sul telefonino, oggi ne ho scelto uno. Eccolo, così come l’ho ricevuto.

Un maestro zen vide uno scorpione annegare in uno stagno e decise di trarlo in salvo. Quando lo fece, lo scorpione lo punse. Per l’effetto del dolore, il maestro lasciò l’animale che di nuovo cadde in acqua in procinto di annegare. Il maestro tentò di tirarlo nuovamente fuori dall’acqua e l’animale lo punse nuovamente.
Un giovane discepolo che vide la scena gli si avvicinò e gli disse:
– Scusate, maestro, ma perché continuate? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall’acqua, lo scorpione vi punge?
Il maestro gli rispose:
– La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare.
Allora il maestro rifletté e con l’aiuto di una foglia, tolse lo scorpione dell’acqua e gli salvò la vita, poi rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò:
– Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni. Purtroppo gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli viene offerto. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene o smettere di abbandonare l’amore che vive in te.
Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano. Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è ciò che sei, mentre la tua reputazione è solo ciò che gli altri pensano di te.
Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille ragioni per sorridere.

Buon viaggio

Ieri, oggi e domani

Cari viaggiatori,
quattro frasi per riflettere.
La prima: “La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell’autorità e non ha nessun rispetto per gli anziani. I bambini di oggi sono dei tiranni, non si alzano quando un vecchio entra in una stanza, rispondono male ai genitori, in una parola sono cattivi”. La frase è di Socrate, 470 a.C.
La seconda: “Non c’è più una speranza per l’avvenire del nostro paese, se la gioventù di oggi prenderà il potere domani, perché questa gioventù è insopportabile, senza ritegno, terribile”. Appartiene ad Esiodo, 720 a.C.
La terza: “Il nostro mondo ha raggiunto uno stadio critico. I nostri ragazzi non ascoltano più i loro genitori. La fine del mondo non può essere lontana”. Attribuita ad un Sacerdote dell’Antico Egitto 2000 anni prima di Cristo.
La quarta: “Questa gioventù è marcia nel profondo del cuore. I giovani sono maligni e pigri. Non saranno mai come la gioventù di una volta. Quelli di oggi non saranno capaci di mantenere la nostra Cultura”. Quest’ultimo giudizio è inciso su un vaso d’argilla dell’Antica Babilonia nel 3000 a.C.
Buon viaggio

Più giorni che salsicce

Cari viaggiatori,
quando ci prende l’ansia per il raggiungimento di un obiettivo dobbiamo ricordare un vecchio detto dei contadini toscani sull’esistenza. Sostengono che nella vita ci sono più giorni che salsicce.
Buon viaggio

La proprietà della Terra

Cari viaggiatori,
un vecchio proverbio dei masai del Kenya rovescia il pensiero diffuso su chi è il “proprietario” della Terra. Ecco che cosa dice: “Trattiamo bene la terra su cui viviamo. Essa ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli”.
Buon viaggio