Osservare è atto creativo

Cari viaggiatori,

diamo sfogo alla nostra creatività accogliendo il consiglio di Kierkegaard: “Ciò che si vede dipende da come si guarda. Poiché l’osservare non è solo un ricevere, uno svelare, ma al tempo stesso un atto creativo”.

Buon viaggio

3 commenti a “Osservare è atto creativo

  1. Ottavio Spolidoro

    Ciò che vediamo sempre interpretiamo. Se tutto è l’interpretazione dov’è la verità?
    La Tradizione, Platone, pensa che la verità e quindi la retta interpretazione della realtà, sia già da noi conosciuta e che si tratti solo di ricordarla. Ma Platone parla di una realtà e quindi di una verità frutto di un processo iniziatico ed esoterico dove solo pochi riescono a non affogare nel Lete, nella dimenticanza, ciò che hanno appreso.
    Il Costruttivismo invece pensa che tutto ciò che è, sia perciò stesso conosciuto.
    Ed allora cosa concilia realtà ed interpretazione, realtà e verità? Io penso sia l’azione, il continuo studio, il continuo sforzo di comprendere utilizzando un compasso, una squadra, un filo a piombo, una livella una cazzuola…

  2. Raffaele Macarone Palmieri

    La creatività non nasce, caro Stefano, da nulla, da zero…ma dalla nostra storia personale: genetica, familiare, culturale, sociale e professionale e quant’altro. Non tutte le persone sanno sfruttare e sviluppare questa disposizione che è comune a tutti noi e si realizza nel tempo: è un esercizio che nasce dalla curiosità, dallo scambio, dalla osservazione – come hai ricordato nelle parole di Kierkegaard – dalla capacità di anticipazione, dall’affinamento delle proprie esperienze sensoriali e intellettuali, dalla perseveranza nella ricerca e anche dall’ascolto della propria interiorità.
    L’emisfero cerebrale destro è il centro dell’immaginazione, substrato della creatività che costituisce un lavoro nel quale sono anche necessarie motivazione e fiducia in sé stesso.
    Mi domando se la creatività può essere stimolata e appresa: certo, ma occorre sensibilità ed empatia. Richiede, cari Viaggiatori, assunzione di rischi perché ci costringe a uscire dalle convenzioni, ad aprirci all’imprevisto, a esporci ai propri e altrui occhi. Scaturisce indubbiamente dalla Libertà, come la intendiamo da Iniziati realmente nella Massoneria, Libertà interiore e di pensiero, che mi dice molto della mia anima.

  3. Pasquale Cerofolini

    Caro SGM Fr. Stefano
    Cari Viaggiatori

    interessante e profonda questa riflessione di di Kierkegaard e non potrebbe essere altrimenti , visto il personaggio in questione .

    Vedere e Guardare sono due verbi a primo impatto ‘superficiale’ apparentemente simili nel pensare comune , quante volte possiamo avere detto o sentito dire ” … ho Guardato , … ho Visto … ” ed abbiamo dato a queste parole una simile significazione .

    VEDERE … invece , è tutt’altro che GUARDARE … , nel primo caso verbale ‘ VEDIAMO osservando ‘ ciò che a Noi interessa , abbandonando quanto di materiale e superficiale è in Noi , entrando nella propria interiorità andando quindi oltre l’apparenza , in quel ‘mondo nostro’ capace di CREARE ; nel secondo caso verbale ‘ GUARDIAMO ‘ senza andare oltre all’azione propria riflessiva , … come fare attenzione a qualcosa o qualcuno .

    VEDERE anzichè GUARDARE comporta coraggio di azione , per questo molti ipocritamente amano guardarsi, ma non vedersi .

    (Henry David Thoreau – filosofo USA docet : ” … non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere … ” .

    Buon Viaggio a Tutti .

    TFA

    Fratello Pasquale Cerofolini

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